Archivio storico fotografico bagnarese
Enciclopedia multimediale
della cultura popolare bagnarese – libri, storia, documenti, articoli,
testimonianze, immagini, audio e video
Bagnara Calabra storico fotografica
Laboratorio della memoria
Piccola storia delle cartoline di Bagnara Calabra
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Prima parte (Le cartoline postali) Prendendo spunto da uno studio pubblicato dal dott. Alessandro
Carati nel capitolo V° del suo libro i Cavalieri dell’Aspromonte volume
secondo, che potete consultare e scaricare gratuitamente da questo sito, cercherò
di abbozzare una storia cronologica, se pur molto provvisoria, delle
centinaia e centinaia di cartoline su Bagnara Calabra pubblicate nel corso
nel tempo. Si propone quindi una lettura minima, in attesa di ulteriori
informazioni, cercando soprattutto di proiettare il tutto in base a quella
che è stata la storia e l’evoluzione mondiale delle cartoline. Nulla di molto
impegnativo, semplici constatazioni dei tempi che sono trascorsi partendo un
semplice cartoncino in mano a tale Heinrich Von Stephan, funzionario delle
Poste imperiali prussiane che rivoluzionò il mondo della corrispondenza
inventando di fatto la cartolina. Ufficialmente la prima cartolina postale fu spedita il 1
ottobre del 1869 dall’Austria, paese che per primo adottò questo nuovo ed economico
sistema di comunicazione. In Italia, per l’emissione del primo esemplare, bisogna
aspettare il 1° gennaio del 1974. Il primo luglio del 1875 la cartolina venne
ammessa alla circolazione internazionale. Qualche anno dopo furono
standardizzate anche le dimensioni nella misura di 9 x 14 cm. Testimonianza bagnarese di una cartolina postale di quel
periodo è questa di un signorotto dell’Epoca, Antonino Patamia, datata 1875.
(Non ho ricordo della provenienza di questa immagine, non so se arriva dal
web, da uno dei tanti siti che vendono cartoline, o da qualche pubblicazione
che con il tempo ho trascurato. Mi scuso per la mancata citazione.)
Altro documento importante di cartolina postale prodotta a
Bagnara Calabra alla fine del 1800 è questa del fotografo bagnarese e
sostenitore del risorgimento Antonino Denaro che pubblicava assieme ai figli.
L’immagine illustra la scena di Giuseppe Garibaldi ferito in Aspromonte con
in evidenza la data del 29 agosto 1862. La cartolina, che all’epoca è stata
distribuita in tante copie tra i patrioti, fa parte del fondo Denaro
custodito all’archivio civico fotografico della città di Milano. Una copia
esiste anche nell’archivio storico privato di una nota famiglia della nostra
cittadina.
Le Cartoline postali e poi quelle illustrate furono un
grandissimo successo e si calcola che dal 1898 alla fine della seconda guerra
mondiale ne furono vendute in tutto il mondo 140 miliardi. Fu quello il
periodo d’oro delle cartoline che venne supportato da due manifestazioni
importantissime. Nel 1899 la prima esposizione internazionale delle cartoline
illustrate a Venezia e l’anno successivo a Parigi con l’esposizione
universale. “Nacquero allora riviste
dedicate e negozi specializzati, si formarono le cosiddette “catene di
corrispondenza”, formate da persone che corrispondevano al solo scopo di
scambiarsi cartoline da luoghi lontani, e si diffuse l’abitudine di
conservare le cartoline in appositi album, come le fotografie” Le cartoline postali, che grazie alle numerosissime e moderne tecnologie
di stampa migliorarono e perfezionarono la grafica, furono usate anche e
soprattutto dai commercianti per stamparci sopra i loro marchi personalizzati
per pubblicizzare i loro prodotti. Una via di mezzo tra bigliettini da visita
e i futuri dèpliant. Nella nostra cittadina l’esempio più noto, oggi forse il solo
conosciuto nel mondo intero, è quello della rinomata fabbrica di torrone di
Francesco Antonio Cardone e figli. Le immagini sotto provengono dall’archivio
familiare degli eredi.
Le cartoline illustrate sono state usate come cartoline
postali fino al 1902 quando nel Regno Unito il retro non fu diviso in due
(introduzione del “divided back”) che poi man mano
fu introdotto anche nel resto dell’Europa. In Italia arrivò nel 1906. Ecco una cartolina postale “illustrata” viaggiata nel 1902
spedita da Bagnara con il retro ancora disposto solo per l’indirizzo del
destinatario. (Le immagini della cartolina sono tratte da un sito di vendita
on line e la cartolina, che da anni riga sul web, credo sia ancora a
disposizione dei collezionisti). Importante è soffermarsi sull’editore di
questa cartolina, De Gennaro, che assieme ai colleghi Genovesi e Pinto furono
tra gli editori di Palmi più importanti della zona, ma questa è una storia
che continueremo la prossima volta assieme a quella degli editori e fotografi
della nostra cittadina.
Alla fine di questa serie di articoli sarà allestita una
mostra fotografica di cartoline on line sulla nostra cittadina con oltre 600
immagini. La breve storia che stiamo scrivendo serve per poter poi apprezzare
al meglio il contenuto della futura mostra che avrà lo scopo di informare,
intrattenere, educare alla lettura delle immagini all’interno del laboratorio
della memoria di Bagnara Calabra. Un progetto questo che sviluppo dal 1985 e
che è sul web dal 2000 grazie all’archivio storico fotografico bagnarese e all’apporto
di tantissimi collaboratori che nel tempo si sono avvicendati. Nel
ringraziare tutti per la collaborazione data fino ad oggi, penso che la
credibilità si guadagni sul campo, avendo dimostrato nel tempo e coi fatti
che si è degni di fiducia perché si lavora nell’interesse comune con capacità
e costanza, volontariamente e senza alcuno scopo di lucro e spreco di soldi
pubblici, distinguendosi come modo di essere e stile di vita a favore del
progresso e contro qualsiasi tipo di restaurazione culturale, revisionismo e
profitto personale. La memoria come base per il futuro e non come sentimento
nostalgico e men che mai come sfruttamento per interessi privati e sociali. Per gli appassionati citiamo queste pubblicazioni: LAVENDER Lisa Ann, Cartoline, in Dizionario della fotografia, a cura di Robin Lenman,
edizione italiana a cura di Gabriele D’Autilia, Torino, Giulio
Einaudi, 2006, v. 1. L’Italia in posa. Cento anni di
cartoline illustrate, a cura di Paola Callegari e di
Enrico Sturani, Napoli, Electa, 1997. RAPISARDA Andrea, Il
mondo in cartolina 1898-1918, Milano, Rizzoli, 1983. Seconda parte (Dalle cartoline postali ai primi editori bagnaresi) In occasione del terremoto del 1905 l’editore Danesi di Roma,
il primo autorizzato dal Governo italiano a pubblicare cartoline illustrate,
e il fotografo Scarpettini regalano a scopo
benefico la matrice di questa cartolina ai ragazzi universitari di Roma per
una raccolta fondi pro terremotati calabresi. Nasce quindi una delle prime
cartoline postali a scopo sociale che ha come tema un’immagine delle case
diroccate della nostra cittadina che ammiriamo in copie diverse.
Prima del terremoto del 1905 sono state pubblicate alcune
cartoline tratte da foto d’epoca di cui è molto difficile stabilire la data. Queste
foto, ancor oggi si trovano un poco ovunque tra gli archivi di alcune case
private, gli archivi delle chiese cittadine e le collezioni di tanti fotoamatori.
Il panorama visto dalla cima di Cucuzzo, cartolina duplicata nel 1997
dall’archivio di uno dei più importanti collezionisti bagnaresi, Il dott.
Domenico Gentiluomo, è stata viaggiata nel 1905, altre simili hanno timbri
anche precedenti. Qui abbiamo come editore Silvestre/o Santamaria che
possiamo affermare tra i primi se non il primo vero editore cittadino con una
certa costanza di pubblicazione, che presto si avvarrà della collaborazione
del fotografo Francesco Iracà che comincia così la
sua la sua lunghissima attività di fotografo cittadino specializzato in foto
artistiche panoramiche.
Sempre prima a del terremoto del 1905 risalgono le
foto/cartoline delle chiese bagnaresi del centro, spesso la stessa foto
veniva usata per fare cartoline con stili diversi come questa della chiesa
Madre stampata in varie modalità. Qui due immagini, una tutta piena e l’altra
incorniciata all’interno di uno spazio bianco dove si poteva scrivere,
entrambe si trovano da comprare nei vari siti specializzati. Le immagini
sotto sono tratte dagli archivi privati, Gentiluomo e Calabrò e da un sito di
vendita on line.
Stessa sorte anche per una bellissima foto della chiesa del
Carmine con il campanile originale edita da Di Gennaro di Palmi. La foto
antica è stata duplicata dall’archivio della famiglia Deodato, esiste negli
archivi della chiesa del Carmine e le cartoline in alcune collezioni private
di collezionisti.
Alla vecchia chiesa del Rosario è stata dedicata qualche
cartolina in più e sempre tratte da foto comuni dagli archivi della chiesa
stessa o di qualche famiglia. Come in precedenza, anche in questo caso la
foto storica è della famiglia Deodato, altre portano calligrafia e firma del
prof. Luigi Cristina. Oltre a queste cartoline ne esistono altre simili,
viaggiate e non negli archivi privati di alcuni collezionisti locali. Tra gli
editori troviamo ancora Santamaria Silvestre/o e una di A. Vizzari. Tutte le
illustrazioni di questa pagina erano già state pubblicate sul libro Bagnara
Calabra il terremoto del 1908.
Si cominciavano a
vedere le prime cartoline postali con la grafica elaborata. Erano matrici
standardizzate per tutti i paesi. In basso, una cartolina con vista fronte e
retro di Bagnara Calabra edizione Silvestre/o Santamaria viaggiata nel marzo
del 1908 firmata da un soldato e spedita da Palmi, dove si era spostato per
raggiungere il suo battaglione, al suo capitano a Pisa. Le altre due sono
cartoline simili e dello stesso periodo di due altri paesi, Oppido Mamertina
e Grotteria, ma le cartoline “di saluti” delle varie cittadine usavano gli
stessi stili. Le cartoline qui illustrate
si trovano facilmente in vendita sul web da dove sono state copiate.
Concludiamo la seconda parte con una cartolina postale che
riguarda una farmacia storica cittadina, allora anche laboratorio chimico, di
proprietà del dott. Simone Savastano.
“All’inizio del Novecento cambiò ancora il regime
postale delle cartoline. In tutto il mondo, il pubblico usava spesso apporre solo
la propria firma e spedirle come stampe, anziché come cartoline, pagando solo
2 c. o 5 c. (la tariffa delle stampe per l’interno o per l’estero) anziché 10
c. (la tariffa delle cartoline per ambedue le destinazioni; le tariffe erano
pressoché identiche ovunque). Tra il 1904 ed il 1907 – ma soprattutto nel
1905 – le varie amministrazioni postali decisero d’intervenire, stabilendo
una nuova tariffa ad hoc, di valore intermedio (normalmente 5 c.) per le
cartoline con soli saluti e firma (quelle con testo epistolare avrebbero
continuato a pagare 10 c.). Come contropartita per gli utenti, ammisero la
possibilità di divedere a metà verticalmente il lato dell’indirizzo,
lasciando lo spazio di sinistra per il testo e quello di destra per
l’indirizzo, com’è adesso. Terza parte (Le cartoline del terremoto del 1908) Qualche
tempo dopo il terremoto del 1908 furono pubblicate a Milano, principalmente
dalla V. G. Modiano e Co., una serie di cartoline che riguardano tutti i
paesi dello stretto di Messina. Si tratta di centinaia e centinaia di
cartoline tratte da fotografie fatte dai giornalisti in missione sulle zone
colpite durante i primi interventi sui luoghi del sisma e sia da
fotografi arrivati alcuni mesi dopo l’evento. Su Bagnara furono pubblicate
all’inizio più di una ventina di cartoline, non sappiamo quante per l'esattezza,
di alcune che portano il nome nostra cittadina è difficile trovare dei
riscontri precisi per identificare il luogo esatto. Probabilmente ci sono
stati errori e scambi di nomi delle cittadine. Qualche tempo dopo ne furono
stampate altre da editori diversi che mostrano alcuni baraccamenti già
costruiti, ruderi di chiese o artigiani al lavoro con alle spalle i detriti
delle case ammassati in spiaggia. In
questa galleria guidata proponiamo alcune di queste immagini che
spessissimo si trovano senza essere state mai spedite che sono state
ripubblicate in vari libri usciti in occasione della ricorrenza dei 100 anni
dal sisma. In
questo link il libro pubblicato su Bagnara Calabra sul terremoto del 1908 con
tantissime foto, notizie, articoli di giornali, grafici sismici, baraccamenti,
testimonianze e tanto altro. Elenco delle cartoline pubblicate con didascalie
Piccola storia delle cartoline di Bagnara Calabra Quarta parte (Le cartoline edite da Salvatore Caratozzolo 1917 e 1924) “Poiché la maggior parte delle cartoline
illustrate nascevano da una fotografia, il fotografo era una figura chiave
dell’attività, poteva lavorare in proprio o su commissione, anche se in
realtà chiunque dotato di una macchina fotografica poteva eseguire delle
fotografie e poi accordarsi con uno stampatore per trasformarle in cartoline.
Non esistevano quasi i diritti di copyright e diversi editori usavano la
stessa fotografia per ricavarvi le cartoline senza preoccuparsi di inserire
il nome dell’autore. Una volta eseguita la fotografia in bianco e nero
bisognava ritoccarla manualmente perché diventasse una cartolina: questo era
il compito del ritoccatore. Prima di tutto dal negativo venivano eliminati
gli elementi considerati poco gradevoli, così come quei dettagli che
avrebbero permesso di datare l’immagine impedendole di avere una lunga vita;
altri particolari invece (persone, alberi, oggetti) vi venivano aggiunti,
“ritagliandoli” da altre fotografie e applicandoli come calcomanie, cercando
che non fossero troppo fuori scala con il resto dell’immagine. Il bravo
ritoccatore possedeva un vasto assortimento di questi soggetti così da non
perdere tempo. Poi bisognava migliorare l’uniformità chiaroscurale e, se era
il caso, applicarvi le ombreggiature, e poi segnare i colori da applicare
alle varie zone. Il negativo così ritoccato veniva mandato dallo stampatore
per ottenere, con processi fotomeccanici, la matrice con immagine positiva,
da cui si sarebbero ricavate velocemente un gran numero di copie.” Le illustrazioni
che vi proponiamo sono solo una parte delle almeno 120 cartoline
(praticamente doppie 60 colorate e 60 in b/n) edite da Caratozzolo Salvatore,
commerciante di Porelli che gestiva il suo negozio nella via Nazionale al
rione Porelli come testimoniano due delle sue produzioni.
L’importanza di questa serie di foto non è nel singolo scatto
o nella qualità delle immagini ma soprattutto nell’insieme. Le cartoline,
nella loro globalità, ci danno uno spaccato della cittadina e delle
condizioni generali del territorio dopo il terremoto del 1908 e i
baraccamenti provvisori. Non guasta un po’ di campanilismo per la produzione
in percentuale più accentuata verso il rione dove teneva la sua attività.
Fino a qualche decennio fa, in alcuni archivi familiari, era custodita la
serie completa delle opere che confrontandole arrivavano appunto a 120
cartoline. Forse in giro ci sarà ancora qualche altra immagine ma con
certezza quelle conosciute sono 60 doppie, ovvero sia in b/n che colorate.
Segue una selezione di 20 immagini di questa serie.
Elenco provvisorio di Editori di cartoline
su Bagnara Calabra
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