La difesa napoleonica a Bagnara e in Calabria nel 1806

La difesa napoleonica a Bagnara e in Calabria nel 1806

La difesa del regno di Napoli nel 1806

Studi napoleonici del piazzamento delle truppe dal colonnello del genio Clement De Grandprey

Parigi – Libreria militare R.Chapelot- 30 rue et Passage Dauphins, 30 – 1908.

Il modo con il quale Napoleone parla della Calabria, prova che ha a sua disposizione solo delle carte basse delle notizie assai vaghe. Crotone, Rossano, Catanzaro e Cosenza sono delle piccole città di 5000 e 10.000 anime tra le più popolate della regione mentre le campagne attorno sono poco abitate.

Si potrebbero citare almeno un’altra dozzina poco meno più importanti e che sono sulla linea di camminazione diretta di Reyneir, per esempio Rogliano, Nicastro, Pizzo, Monteleone, Palmi Bagnara, Scilla, ecc. Forse Napoleone ha visto questi nomi sui nomi sui rapporti di Reynier. In questo caso ne ha fatto allusione di comodo che è meglio avere delle truppe sulla carta che invece lungo le strade. Castella non è che un capo tra Catanzaro e Crotone e ce ne sono altri altrettanto interessanti.

L’occupazione di tutti questi luoghi di questa provincia stretta e lunga 220 chilometri dove si può tenere un campo nemico e la creazione di tre campi volanti di 700 o 800 uomini sono capaci di assorbire la maggior parte dei 10.000 o 20.000 uomini di Reyneir. Cosa gli resterà quando sarà soddisfatto? Si ha l’intuizione che l’occupazione della Calabria da qualcuno che non è esperto di mare sia fortemente precario. Non risolve le difficoltà assimilarla a “piccoli inconvenienti del momento”.

Il numero delle batterie esistenti tra Napoli e Reggio

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In un totale di 61 pezzi, dei quali 20 entro Scilla e Reggio sono sullo Stretto, e 12 da Tropea a Bagnara che non sono lontane dallo Stretto. Tra Tropea a Sapri c’è una distanza di 180 chilometri e in questo intervallo che ha avuto luogo, 15 giorni più tardi, lo sbarco inglese che ha annullato tutti i progetti di invasione della Sicilia.

A richiesta, mettiamo a disposizione il libro in lingua originale.

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Post Author: Gianni Saffioti