Riquadri da una cartolina della seconda metà degli anni 60

Riquadri da una cartolina della seconda metà degli anni 60, viale Filippo Turati e la spiaggia

 Particolari invisibili ad acchio nudo di alcune testimonianze del tempo passato.

La prima immagine, selezionata dalla serie prodotta dall’associazione pro Bagnara del comm. Mezzetti, è la cartolina originale dalla quale partiamo per descrivere alcuni dettagli. La foto ci mostra la spiaggia  e il viale Filippo Turati a prtire dalla discesa di via Roma verso sud con poche macchine posteggiate. Si riconoscono due Fiat 600, una normale e l’altra familiare. La foto probabilmente è stata scattata dalla cima di un falere simile ai due che vediamo quasi in primo piano nella cartolina.

Negli ingrandimenti  a seguire alcuni dettagli.

Le prime cose da dire sono proprio sulle antenne delle passerelle che ricalcano quelle in legno degli ultri prima della loro ultima evoluzione dove le vediamo molto più alte e robuste fatte a traliccio. Si intravede, in fondo sulla spiaggia, il “muntarozzo” che prende forma e che si sviluppa grazie ai detriti riportati dalla costruzione dell’autostrada. Ancora più avanti altra discarica di terra che scende dalla ferrovia alla spiaggia prima delle gallerie.

Nella quarta schermata il viale Filippo Turati con le stele dei lampioni per l’illuminazione in cemento armato e le panchine in marmo. In spiaggia in evidenza i “gabbiuni” addossati al muretto di protezione dai marosi. Questi ultimi erano delle grandi gabbie di fil di ferro grosso riempiti di grandi sassi per fare da barriera contro le onde del mare in tempesta. In tutte le immagini sulla spiaggia si vedono oltre che le passerelle anche le palmatare, le prime con il motore entro bordo, riconoscibili oltre che per la loro grandezza, soprattutto per l’asta con la palla posta a prua dell’imbarcazione. Abbiamo lasciato per il finale di questo breve commento due particolari importanti. In fondo le scuole elementari durante la costruzione del primo piano delle due ali che dal corso V. Emanuele II arrivavano sul viale F. Turati e ancora dopo le grandi sagome delle segherie e delle fabbriche dove si lavorava il legname. Diciamo che il lato sud del rione Valletta, prima dello Sfalassà, era diventato l’ultimo baluardo della grande zona industriale del legno che prima occupava quasi per intero il centro cittadino e la parte dove oggi c’è il campo sportivo, dalla cui spiaggia venivano caricati di legname i bastimenti. La località “Nchiusa” è un porto naturale alle foci della nostra principale fiumara che nessuno, negli ultimi 60 anni, ha mai ha preso in considerazione.

Post Author: Gianni Saffioti