Particolari tratti da una cartolina dei primi anni cinquanta

Particolari  tratti da una cartolina dei primi anni cinquanta

Questa veduta dal mare della prima metà degli anni cinquanta è una delle tantissime belle cartoline che l’associazione Pro Bagnara del com. Guglielmo Mezzetti ha pubblicato in un periodo di circa 20 anni e che hanno dato notorietà a Bagnara nel resto della penisola dalla fine delle seconda guerra mondiale in poi. Una cartolina più bella dell’altra che man mano pubblicheremo cercando di spiegarne i dettagli e le curiosità dell’epoca. Quasi tutti gli scatti sono del fotografo Francesco Iracà che documenta con le sue immagini un paese molto diverso e senza dubbio molto più bello dell’attuale, senza nessun tipo di oppressioni e brutture architettoniche e sociali.

I particolari che abbiamo scelto per un breve commento riguardano la zona della Rupe, quella del centro e quella in alto che ancora aveva i lineamenti del vecchio borgo della città antica.

Nel primo particolare sotto la cartolina vediamo la rupe di Marturano circondata da poca macchia mediterranea, vigneti e piante di fichi d’India. Nella parte sotto lato sud alcune case molto distinte dalle quali si distingue, se si conosce l’opera, la casetta resa celebre in una sua pittura dal maestro Luigi Cristina. I vigneti congiungono la rupe al Belvedere, al centro della foto spostato a destra il ponte Caravilla ricostruito.

Nel secondo particolare sotto la cartolina un’ingrandimento dove possiamo notare un sistema di costruzione edilizia ancora molto accettabile. Si notano molte cose tra cui uno scorcio di piazza Giacomo Matteotti coperta dal vecchio edifico, da tempo demolito, che è stato usato per molteplici scopi: scuola, asilo e sede sanitaria come ultimi. Si vede ancora un lato del vecchio municipio e più in alto, un poco più a destra, il campanile della chiesa del Rosario quasi al termine della sua costruzione. Ancora più in alto, verso sinistra, le case popolari al rione porelli costruite in sostituzione dei baraccamenti del terremoto del 1908. Non c’è l’attuale chiesa di S. Maria degli Angeli, al tempo ancora barccata, si intravede in quella zona l’educandato femminile.

Nella terza ed ultima istantanea rubata alla preziosa cartolina, vediamo imponenti dei grandi edifici. Con la vista impattiamo prima sulla chiesa del Carmine, sopra di essa i palazzi della famiglia De Leo e poi l’antico borgo cittadino, ancora gradevole alla vista, circondato da vigneti.

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Post Author: Gianni Saffioti