La bellezza che non esiste più. La discesa del Rosario

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La bellezza che non esiste più. La discesa del Rosario

Anzitutto volevo premettere che questa non è una foto reale ma un’elaborazione fatta per far vedere a chi non l’abbia mai vista realmente o non la ricorda com’era la discesa della chiesa del Rosario. Come questa via tutte le altre che  appartenevano al centro storico cittadino erano allo stesso modo pavimentate o lastricate con basuli o bolognine, prodotti della pietra lavica dell’Etna.  Le strade cosi lavorate arrivavano fino al corso Garibaldi e davano quel tocco di eleganza e di antico che attirava il forestiero a visitare la nostra cittadina. Oggi dopo 60 anni di cementificazione e asfaltature, le cose più preziose della cittadina sono andate perdute cosi come perduti sono i forestieri che venivano a visitare l’allora ridente cittadina balneare, orgogliosamente la prima della provincia, che sapeva offrire all’epoca un mare pulito, una spiaggia larga e sabbiosa, delle colline lussureggianti e profumate di zagare, pace quiete e tranquillità in ogni luogo,  acqua fresca e pulita da bere nelle decine di fontanelle pubbliche, ospitalità e tradizioni oramai sparire e dimenticate. La decadenza che  da decenni ha rilegato la cittadina in fondo alla classifica di gradimento dei forestieri che si distingue solo ed esclusivamente per alcune eccellenze private, è una triste realtà che arriva da lontano e pare sarà ancora più mancata in futuro perchè non si vede via d’uscita al sistema sociale perverso che attanaglia la cittadina in particolar modo dagli ultimi anni novanta in poi. Tutto questo per dire che la bellezza bisogna curarla e non distruggerla e l’egoismo è nemico di tutte le cose belle.

Post Author: Gianni Saffioti