Bagnara Calabra, laboratorio della memoria. Piccola storia delle cartoline 4° parte, le cartoline edizioni Salvatore Caratozzolo 1917 e 1924.

Bagnara Calabra, laboratorio della memoria.

Piccola storia delle cartoline 4° parte.

Le cartoline edizioni Salvatore Caratozzolo 1917 e 1924.

“Poiché la maggior parte delle cartoline illustrate nascevano da una fotografia, il fotografo era una figura chiave dell’attività, poteva lavorare in proprio o su commissione, anche se in realtà chiunque dotato di una macchina fotografica poteva eseguire delle fotografie e poi accordarsi con uno stampatore per trasformarle in cartoline. Non esistevano quasi i diritti di copyright e diversi editori usavano la stessa fotografia per ricavarvi le cartoline senza preoccuparsi di inserire il nome dell’autore. Una volta eseguita la fotografia in bianco e nero bisognava ritoccarla manualmente perché diventasse una cartolina: questo era il compito del ritoccatore. Prima di tutto dal negativo venivano eliminati gli elementi considerati poco gradevoli, così come quei dettagli che avrebbero permesso di datare l’immagine impedendole di avere una lunga vita; altri particolari invece (persone, alberi, oggetti) vi venivano aggiunti, “ritagliandoli” da altre fotografie e applicandoli come calcomanie, cercando che non fossero troppo fuori scala con il resto dell’immagine. Il bravo ritoccatore possedeva un vasto assortimento di questi soggetti così da non perdere tempo. Poi bisognava migliorare l’uniformità chiaroscurale e, se era il caso, applicarvi le ombreggiature, e poi segnare i colori da applicare alle varie zone. Il negativo così ritoccato veniva mandato dallo stampatore per ottenere, con processi fotomeccanici, la matrice con immagine positiva, da cui si sarebbero ricavate velocemente un gran numero di copie.”

Le illustrazioni che vi proponiamo sono solo una parte delle almeno 120 cartoline (praticamente doppie 60 colorate e 60 in b/n) edite da Caratozzolo Salvatore, commerciante di Porelli che gestiva il suo negozio nella via Nazionale al rione Porelli come testimoniano due delle sue produzioni.

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L’importanza di questa serie di foto non è nel singolo scatto o nella qualità delle immagini, che come scritto sopra venivano molto lavorate nel ritocco e spesso fortemente manipolate, ma soprattutto nel loro insieme. Le cartoline, nella loro globalità, ci danno uno spaccato della cittadina e delle condizioni generali del territorio dopo il terremoto del 1908 durante i baraccamenti provvisori. Non guasta un po’ di campanilismo per la produzione in percentuale più accentuata verso il rione dove teneva la sua attività. Fino a qualche decennio fa, in alcuni archivi familiari, era custodita la serie completa delle opere che confrontandole arrivavano appunto a 120 cartoline. Ci sarebbe molto da commentare, ma apprezziamo questi documenti molto interessanti come in una mostra. Per chi volesse ammirarle quasi tutte, alla fine c’è un link dove si possono gustare una per una e anche guardarle attraverso un video musicato.

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In questo link quasi tutte le cartoline edite da Salvatore CAratozzolo

1917 – 1924 Raccolta cartoline Caratozzolo non completa e video

Post Author: Gianni Saffioti