Stralcio di mappa cittadina del 1875 e paragone con la realtà di oggi

Stralcio di mappa cittadina del 1875 e paragone con la realtà di oggi

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La mappa dell’argomento, composta da 5 grandi tavole, è stata redatta dal 5 novembre del 1874 al 31 marzo del 1875 dal sig. Lombardo Carmine e porta la firma dell’ing. Angelo Compagnoni. La scala è di 1 a 1000 e ci mostra sia la toponomastica che la topografia molto diverse da quelle attuali. Ci limitiamo all’osservazione di una piccola parte di essa rimandando coloro che vogliono saperne di più ad una visita all’archivio di sato di Reggio Calabria dove la mappa è conservata. Le foto sono dell’architetto Dott.ssa Eleonora Uccellini.

Alcune curiosità rilevate da questo stralcio di mappa nel paragone con la realtà di oggi.

La prima cosa che si nota è che l’uomo ha “rubato al mare“ in media 70 metri di spiaggia per tutta la sua lunghezza, impedendogli di sfogarsi durante le giornate di mare mosso. Partendo da questo punto si elencano dall’epoca enormi problemi e danni a cose pubbliche e private costruite in quella striscia di terra con difficoltà enormi alla vita sociale che si sommano a quelle endemiche dettate dalla negligenza degli indigeni. L’elenco delle incurie e trascuratezze meriterebbe un corposo numero di volumi dopo decenni di studi seri sul territorio. E’ chiaro, per quanto sopra scritto e quanto si vede nella mappa, che all’epoca non esistevano tutte le costruzioni dell’attuale viale Filippo Turati e fino a tuta la parte ovest del corso V. Emanuele II. La spiaggia arrivava, per fare un esempio facile per tutti, fino al bar di De Forte.

Il mare, che non fa altro che il suo lavoro, si infrange contro gli ostacoli artificiali creati dall’uomo creando danni anche molto seri, che poi in un vortice di denaro pubblico (soldi dei cittadini) vengono riparati fino alla prossima mareggiata, in un gioco perverso di spreco su cui si regge un sistema collaudatissimo a livello nazionale dove la prevenzione e la manutenzione sono da sempre chimere lontanissime da raggiungere.

Torniamo alla nostra foto partendo da via Nastari che nella nostra mappa è detta strada, come tutte le altre vie. Notiamo subito che l’attuale vico Parini all’epoca era vico Nastari. Andando avanti, la prima parallela a via Nastari era chiamata ancora strada Purgatorio, solo tempo dopo fu dedicata al patriota del risorgimento bagnarese Giacomo Denaro. Alla fine della strada c’è disegnata la chiesa delle anime al Purgatorio dove oggi esiste un istituto scolastico. L’attuale via Cantù era chiamata vico Purgatorio. Al generale Garibaldi, uno dei più grandi inganni della storia italiana, era già stata velocemente dedicata la parallela al corso V. Emanuele II. Di altri patrioti  locali del risorgimento come Carmine Romano invece non esiste nessuna via. L’attuale via Francesco Catalano, il sindaco che fece costruire il primo e unico acquedotto cittadino, era detta strada della Sirena perché in direzione della rupe omonima che si era formata dopo una terribile frana durante il terremoto del 1783. L’attuale via Guglielmo Oberdan era la vecchia strada del commercio e quella dopo dedicata al sommo poeta era strada Solferino in memoria della vittoria dell’esercito francese/piemontese nel 1859 contro gli austriaci. Quella che si legge strada Concetta oggi è via Nazzario Sauro, famoso tenente della marina italiana giustiziato per tradimento dall’esercito austro ungarico visto che era nato in Istria. Gli occhi più attenti avranno notato che non c’è la via di collegamento tra piazza Morello, nella mappa piazza Mercato, e piazza del Popolo. Manca la via Antonio De Leo che ancora non era stata costruita. Molte altre curiosità si possono scoprire se si scruta attentamente questo lembo di mappa. Per i principianti diciamo che i rettangoli rosa sono costruzioni reali e quelli bianchi sono terreno senza alcuna costruzione.  Esempio, è facilissimo individuare l’attuale sede del Liceo cittadino che prima fu palazzo Morello e che gli eredi di Vincenzo Morello, a cui oggi è dedicata l’ex piazza Mercato, all’epoca decisero di donare al comune con l’intento di fabbricare l’attuale edificio scolastico.

Post Author: Gianni Saffioti