Francesco Cannatella fotografo professionista bagnarese

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Francesco Cannatella
Fotoritoccatore e fotografo professionista
08 12 1930 – 03 09 2019

Di discendenze nobiliari palermitane, Francesco Cannatella arrivò nella nostra cittadina con la la famiglia grazie a degli amici di stirpe bagnarese che vivevano a Palermo e che insieme erano stati sfollati a Verona durante la seconda guerra mondiale. Al rientro,  alla fine dello sfollamento furono invitati dalla famiglia Perino, dove la madre era di origini Porellesi, a fermarsi a Bagnara. Qui vi rimasero impiantando assieme al padre Pietro e al fratello Edoardo un laboratorio di ingrandimenti fotografici.

Mentre il padre dopo qualche anno fece ritorno a Palermo, Francesco, avendo conosciuto Vittoria Morello che poi sarebbe diventata sua moglie, decise di stabilirsi a Bagnara.

La professionalità del fotoritoccatore lo spinse a viaggiare insieme al fratello fin nelle zone più lontane del catanzarese, nei paesini dove non c’erano fotografi ma c’era la necessita di ingrandire soprattutto foto dei genitori defunti per poi incorniciarle. Viaggiavano con le rarissime corriere o con dei mezzi di fortuna, spesso facevano lunghi tratti a piedi.

Il pregio del ritocco lo fece conoscere presto anche in terra siciliana oltre che nella nostra regione, in molti paesini le sue opere sono ancora esposte in bella mostra nei salotti delle case, l’ultimo segnalato e firmato col suo nome e stato ritrovato a San Pietro a Maida.

Tra le sue opere anche disegni per gioielli in oro. Nel territorio lametino ha aiutato con i suoi disegni di anelli un giovane orafo che aveva impiantato un nuovo laboratorio. La sua conoscenza e bravura lo portavano spesso a Messina nei laboratori orafi dove faceva realizzare anelli con l’oro vecchio che comprava in giro e che durante il viaggi teneva nascosto nel doppiofondo della sua cassetta degli attrezzi del suo mestiere.

Nel 1966, a causa di problemi familiari legati alla malattia del suo ultimo figlio, fu costretto a limitare di molto il suo lavoro e aprire uno studio fotografico a Bagnara in via Gaezza. Ancora qualcuno ricorda come, entrando in quello studio lo vedeva realizzare veri e propri abbellimenti fotografici stile le copertine del giornale Grand Hotel. Praticamente riusciva e rendere  belli tutti, anche i meno portati.  In quel periodo era molto ricercato anche per i servizi fotografici matrimoniali. Molto apprezzato delle ditte come la MONTUBI SCAVI S.R.L., per le quali faceva dei servizi fotografici dei lavori realizzati non senza difficoltà e pericolo. Tantissimi servizi anche per le forze dell’ordine in occasione di incendi di automobili o esercizi commerciali in paese, questi ultimi poco o per nulla remunerati. Nei primi anni 70 fu l’unico fotografo calabrese invitato dalla Kodak al Piper Club di Roma per un ricevimento di riconoscimento professionale. Era sua abitudine aggiornarsi sempre sui prodotti e sulle nuove tecniche fotografiche.

Mise a disposizione degli altri fotografi bagnaresi il suo pregio di fotoritoccatore, spesso i suoi colleghi Iracà e Gioffrè gli commissionavano lavori che esaltavano le  doti per le quali si è sempre fatto apprezzare.

Persona umile e generosissima, aveva insita la solidarietà famigliare, che lo vedeva sempre in prima fila ad impegnarsi per qualsiasi cosa mettendo in secondo piano le sue esigenze. Molti giovani, qualcuno anche sfortunato, hanno imparato da lui l’arte della fotografia.

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Post Author: Gianni Saffioti