Panuccio Antonio detto “ u Persicu”

Ricordo di uno sfortunato pescatore che dopo anni di duro lavoro, al momento di ritornare in Italia muore tragicamente in un incidente.

E’ morto alla vigilia della vacanza in italia

Commosso tributo d’affetto a un pescatore italiano

Panuccio Antonio detto “u Persicu”

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Sydney 29 luglio 1977

Si sono svolti giovedì mattina in una cappella privata di Leichhaardt i funerali di Antonio Panuccio, il pescatore italiano di 55 anni perito martedì mattina nella baia di Sydney. La sua barca da pesca “Connie” speronata da un traghetto “Lady Woodward” è affondata in pochi secondi. Tratto a bordo da alcuni marinai dell’equipaggio è morto pochi minuti dopo. Sono giunti da Ulladuila e da Newcastle, sul volto i segni di una notte trascorsa in mare, i pescatori italiani che non hanno voluto mancare all’ultimo appuntamento con Antonio: C’erano pescatori di Sydney che lo conoscevano da venti anni, i commercianti del mercato del pesce, gli amici. Per molti l’appuntamento era al’aeroporto due giorni dopo. Sabato infatti Antonio doveva partire definitivamente per l’Italia, la Calabria da dove era giunto nel 1957. Per lui l’Australia è stata il mare. A Ulladulla e poi a Sydney dal 1961. Per venti anni una notte dopo l’altra il mare è stato la sua casa. Una vita dura, difficile che era stato costretto ad abbandonare due mesi fa per ragioni di salute. Aveva sistemato i figli Ross, Vince, Joe, Rocky, Johnny e Sammy, e sabato avrebbe dovuto realizzare il sogno di tanti anni, tornare in Italia con la moglie Maria per godersi il frutto del suo lavoro. Martedì il giorno dell’incidente doveva essere un’uscita d’addio, l’ultima. All’alba invece la piccola “connie” tutta dipinta in verde è stata tagliata in due dal grosso traghetto. “ E’ morto in mare si diceva l’altra mattina tra gli amici commossi. Se doveva succedere, quasi a voler giustificare il fato, è forse stato meglio cosi.” Parole senza senso dettate più che altro dal dolore oppure dalla conoscenza dei pericoli della vita del mare. La salma verrà tumulata in Italia. Antonio era un uomo tranquillo, benvoluto, amante della famiglia e del lavoro. Al mercato del pesce dove lavoravano anche alcuni parenti era di casa. “Martedì mattina ci dicono, sono arrivati alcuni agenti di polizia e hanno chiesto in giro se conoscevamo il proprietario della “Connie”. Ci siamo sentiti raggelare il sangue nelle vene. Sapevamo che era la banca di Antonio.

Panuccio non è il primo pescatore italiano vittima di un incidente nella baia di Sydney dove i pericoli rispetto al mare aperto dovrebbero essere praticamente inesistenti. Il fato, invece sembra accanirsi contro di loro. L’inchiesta in corso non è ancora conclusa.

Spesso le storie di sacrifici e rinunce per tutta una vita per poi godersi la pensione nel paese natio, hanno finali tristi e drammatici come ci testimonia questo articolo che ci parla di un pescatore bagnaroto emigrato in Australia ed al momento di ritornare definitivamente a Bagnara rimane vittima di un spaventoso incidente.

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Post Author: Gianni Saffioti