Venga il tuo Regno – di Achille Bonifacio. Recensione del dott. Antonino Pasquale Calabrò

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Il recensire è un momento delicato perchè molteplici possono essere e sono gli aspetti da affrontare nel commentare: aspetti tecnici, contesto letterario, percorso critico, analisi bibliografica e quant’altro, ma quasi mai vi è un coinvolgimento “emozionale” come quello che devo risolvere nel compito cui mi accingo.

Il caro Achille (Lillo) Bonifacio è scomparso nel 2016, non solo è stato uno stimatissimo funzionario e docente universitario, scrittore e poeta, ma anche uno stupendo genitore, un amico sempre disposto ad ascoltarti, un parente affettuoso, un uomo che ha vissuto il suo tempo in maniera trasparente e come l’ho sempre visto, con un sorriso comprensivo e sguardo umanitario di fiducia dell’alter ricambiato sempre e dovunque.

Per cui confesso che sono di parte e non posso nascondere i miei pre-giudizi  nell’approcciarmi a commentare questo ultimo lavoro finito di stampare a Messina nel maggio del 2016, per conto di Abu Ananfieh Editeur, Fanar (Libano).

Considero questo volumetto di poesie un “dono” o meglio un gioiello che Lillo, pur nel percorso della malattia che lo aveva colpito da tempo fino a stremarlo, ha voluto comunque completare per “regalarlo” –all’attenzione e alla sensibilità dei miei cari, degli amici, degli estimatori, miei lettori affezionati, con l’auspicio, fatto con fede e speranza indefettibile, di poterci rivedere ancora.-

Mette i brividi il fatto di non poterci rivedere ancora ma il suo auspicio, fatto con fede e speranza indefettibile non chiude, non rattrista anzi rinvia a ricercare e ritrovare quello e non altro sorriso fiducioso e comprensivo.

Infine, ho voluto presentarvi la bellissima “Premessa” scritta da Achille Bonifacio per questo suo “volumetto” che introduce in maniera perfetta alla lettura,  per semplici lettori, per gli appassionati alla lettura in metrica, per i lettori di testi religiosi: nella sostanza un dono che fa bene alla salute, soprattutto della mente.

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Post Author: Gianni Saffioti