L’uomo e il non sapere

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L’UOMO E IL (NON) SAPERE

FADANI –  RC 20/04/2008

di Francesco Villari

pubblicato su INSCENA MAGAZINE numero 13 – Giugno 2008

Estroso, maledettamente comunicativo, libero di spaziare con la sua arte tra le linee di demarcazione dei generi per poterti cogliere in contropiede e colpirti nell’anima. Controcorrente al punto che se la stessa corrente decidesse di andarsi contro, lui guarderebbe i vortici dall’alto per osservarne meglio i caratteri o si lascerebbe risucchiare dalla forza del ciclone marino per esplorarlo dall’interno.

Mimmo Fadani: pittore,scultore e  poeta con Bagnara Calabra nel cuore, nella mente così come sulla punta del pennello. Una punta capace di passare attraverso la cruna dell’ago che è la vita stessa. Capace di catturare gli angoli più nascosti di una cultura secolare destinata a ricordare i “meritevoli” dell’attenzione che l’artista ha dedicato alle loro espressioni semplici ma reali, tangibili, da scoprire vive sulla tela come stessi passeggiando tra le strade del paese.

Non sfugge quindi l’importanza dello sguardo umile ma mai dimesso ed ancor meno pietoso di Sareju u ddondulu, di Micu ‘ri Palumbi o di Peppineiju a peij. La serenità degli occhi di Fortunata dalle rughe che ne solcano la pelle per arrivare ai margini dei burroni dell’anima in un torrido pomeriggio d’estate. Impossibile passare davanti al quadro Tullio senza estrarre l’accendino per fargli accendere il mozzone di sigaretta che tiene tra le labbra con l’eleganza che solo una vita vissuta a fronte alta può conferirti. E ancora l’assordante urlo di Teresa Facci Lorda che ti porta dritto sul Corso, appena sotto lo scoglio di Marturano, vicino la grotta con la statua della Madonna, proprio di fronte a Taroru, per intenderci.

Bagnara e la sua gente che vive e soffre della propria identità a volte falsata da La Maldicenza, uno dei più alti esempi dell’arte totalmente personale di Fadani, capace di accarezzarti con mano consolatoria e di schiaffeggiarti con l’altra: “Apri gli occhi! Le cose non sono sempre quel che sembrano.”

Bagnara che vive nel rispetto del suo mare che tanto ha dato ma che tanto pre(te)nde. La storia dell’ Incontro Amoroso tra il figlio delle terre ai piedi del Monte Cucuzzo ed il figlio del mare: il pescespada. Fratello di sangue e compagno nella vita così come nella morte. Un’epopea classica: è drammaturgia venata da storie di amori (im)possibili, L’Abbraccio, e di scelte necessarie alla sopravvivenza. La china mescola  il suo triste sangue nero nelle raffigurazioni del pescatore sull’Untri e dellaVendetta del pescespada ferito al cuore dalla morte della femmina e non dalla fiocina del suo cacciatore. La mostra permanente, allestita presso la casa dell’artista, riesce a rendere appieno le sue mille sfaccettature: dalle menzionate opere fino alle ricerche stilistiche nelle miniature, negli anfratti paesaggistici su tegola alle derive futuriste intergalattiche delle installazioni su legno… fino ad Angoscia, un opera unica: un  china, matita e lampostil su ostia di torrone(!), che ha impressionato nelle esposizioni che lo hanno visto ospite in Italia come in Svizzera, Spagna, negli Stati Uniti e che hanno fatto entrare Mimmo Fadani negli annali dedicati alla pittura internazionale.

Impossibile scrivere di tutti i riconoscimenti assegnati: dal Premio Pirandello, è iscritto all’albo dei vincitori continuativamente dal 1984 al 1995;  Premio Mondiale Il Centauro d’Oro (Cremona 1988); Premio Internazionale Una Vita per l’arte (Milano 1988); Professore honoris Causa in Discipline Umanistiche dall’Interamerican University of Humanistic Studies (1988); Medaglia d’Oro e Diploma d ‘Onore di benemerito sostenitore dell ‘arte e della cultura europea Calvatone (CR) 1988…

Certo, ci si potrebbe perdere… ma giunge magnanimo il momento della Siesta: l’appuntamento è alla Cantina Pedro, crocevia delle idealistiche terre di confine fadaniane tra la Calabria ed il Messico… alla vostra!

Post Author: Gianni Saffioti