La via dei SS. Pietro e Paolo nei primissimi anni 60

La via SS. Pietro e Paolo nei primissimi anni 60

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In questa immagine, che è un particolare di una foto d’epoca privata, è documentato un pezzo di storia che oggi non esiste più. A voler essere meno drastici diciamo che il luogo si è notevolmente trasformato.

A sinistra l’angolo nord dell’Asilo infantile (da tempo oramai chiuso e in disuso nonostante la precarietà di luoghi sociali di cui il paese langue) con i suoi larghi finestroni e in basso un punto luce, protetto da grate, dei grandi scantinati dove tra le tante cose c’erano custodite le vecchie statue in cartapesta dei SS. Pietro e Paolo, spauracchio per i bambini dell’asilo che se disturbavano venivano intimati dalle suore di essere portati nei sotterranei vicino ai “Babbau”.

Seguendo la foto, dopo il corso V. Emanuele II si vede il tronco nord delle scuole elementari ancora ad un solo piano e senza giardinetto davanti. Qualche anno dopo venne costruito un muro di cinta basso con delle inferriate a delimitare un cortile dove vennero costruite aiuole e piantati degli alberi, ai quali non è mai stato dato stile e forma e una adeguata manutenzione. Oggi anche la scuola elementare è chiusa per negligenza manutentiva atavica che non ha scusanti.

Il centro della riproduzione fotografica è prevalentemente occupato dalla strada, rifinita in cemento e battuta da un sole pomeridiano di fine inverno. Le macchine erano un miraggio e la strada era libera. In fondo si scorge l’edicola di giornali che da qualche anno aveva sostituito una bottega ottagonale in legno dove esercitava un ciabattino (mio nonno). Già alla metà degli anni 80, con il prepotente avvento del neoliberismo, si capiva che le piccole attività, come le edicole, avrebbero avuto vita molto difficile e cosi, lentamente, nonostante gli sforzi fatti dai vari e intraprendenti gestori che si sono susseguiti negli anni 2000 facendo modifiche e ammodernamenti, oggi è diventato una grande macchinetta automatica che distribuisce bibite e merendine.  Dal 1956 (anno di costruzione) era punto di riferimento per i ragazzi del rione Valletta, oggi la modernità, dettata dalle concentrazioni monopolistiche delle nuove politiche mondiali, lo ha escluso anche dal suo ruolo sociale, come per la sede degli scout dietro la chiesa dei SS. Pietro e Paolo frequentata giornalmente da decine e decine di ragazzi sotto la guida dell’indimenticabile Vincenzo Vizzari.

Dietro l’edicola si scorgono i rami spogli del grande albero che per tre stagioni all’anno dava ombra ai tanti ragazzi che nel pomeriggio in quel grande marciapiede giocavano chiassosamente a pallone.

In fondo s’intravede il muretto, ancora in pietre, che divide il viale Filippo Turati dalla Spiaggia.

La foto non è di qualità superlativa ma documenta almeno 30 anni di vita rionale.

Post Author: Gianni Saffioti