La costa viola, terra di sudore e sacrifici

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Martoriata e umiliata dai politici e i loro peones

Intorno agli anni 60 quando gli speculatori ceravano di investire in zone depresse per far lucro e non certo per dare economia alla popolazione, l’ Aga Kan ed i frati trappisti si interessarono dalla costa Viola e grazie all’aiuto di leggi  molto permissive tentarono di mettere le loro mani sulla scogliera che da Palmi porta a Bagnara è che è il vero punto importante e paesaggistico di tutte le colline che dal S. Elia portano  a Santa Trada contornano la costa Tirrenica.

 Il padre generale di questi frati visitò in più riprese il territorio ed ebbe parecchi colloqui con gli Impiombato, tra i più grossi proprietari del luogo. Per fortuna il territorio non fu violentato e la costa è rimasta intatta anche se aspetta ancora iniziative serie per farla rivivere di vigneti e frutteti e non di colate di cemento ed alberghi.

Ogni tanto, specie nei periodi estivi a qualcuno ritorna in mente la possibilità di speculare su quei poveri e sofferti territori, ricchi di vita e di sacrifici dei nostri avi di cui ho pronte molte storie che prima o poi mi ricorderò di pubblicare. Senza andare a ritroso nel tempo, negli anni 80 alla pro loco si organizzò un convegno sul tema dove oltre ai soliti politici di turno ed alcuni tecnici furono proiettati dei filmati che mostravano come in Liguria, consorziandosi, i contadini e le attività alberghiere riuscirono a trasformare dei luoghi depressi in mete turistiche molto ambite. Il tentativo fallì clamorosamente per la mancanza di fiducia degli interessati verso la cosi detta classe politica.

Qui sotto riportiamo il primo di 4 articoli molto interessanti di Giovanni Sgrò degli anni 90 che illustra le possibilità di rilancio in base alle leggi dell’epoca. Interessanti sono le citazioni di alcune leggi e degli articoli di alcuni giornali.

Anche ultimamente si è tentato di speculare sulla bellezza de questi territori, ed è stato fatto nella maniera più goffa e penosa che si potesse fare, proponendo in una desolata vetrina i soliti politici di turno, che ignoravano completamente il tema dicendo e promettendo cose che mai si realizzeranno.  Manifestazioni che servono solo a far scrivere ai soliti amici articoli faziosi sui giornali locali da esporre come trofei quando si vanno e chiedere contributi ai vari enti, articoli che leggendoli tra qualche anno, poveri noi, ci daranno una visione molto errata di quella che è la vera ed amara realtà di oggi.

Post Author: Gianni Saffioti