Gerhard Rohlfs – una lettera inedita – un nuovo libro del prof. Michele De Luca

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Gerhard Rohlfs – una lettera inedita – un nuovo libro del prof. Michele De Luca

Aspettando la pubblicazione del libro sulla caccia al pescespada nel mare di Bagnara Calabra del professore Romano di origini calabresi, che è in coda ad altre sue due prossime pubblicazioni, nelle vetrine delle librerie spunta un suo lavoro molto originale e interessante soprattutto per gli studiosi ed appassionati del dialetto calabrese. Arriva anche di questi giorni un riconoscimento pubblico al De Luca da uno dei suoi tanti editori. Roberto Laruffa ha posto il nostro autore al centro della questione sul cortometraggio di Muccino sulla Calabria. L’editore consiglia vivamente il regista di consultare il nostro autore per conoscere bene la nostra regione. Ad oggi pochissime persone come lui conoscono la Calabria per averla anche girata tutta in lungo e in largo scavando nel tesoro dei suoi segreti etnografici. Nel tempo, pochi come il De Luca, hanno seminato con successo e curiosità coltivando sempre nuovi interessi e amicizie. Certo, anche lui come tutti i grandi è stato vittima di misere maldicenze, ma sappiamo bene com’è fatta la Calabria, un popolo dal grande cuore e qualche approfittatore spietato al servizio di un sistema socio-politico a difesa dei propri interessi e contro le vere esigenze dei calabresi.

Cosi comincia il nuovo libro di Michele De luca:

“La storia ci riserva, sempre, inaspettate sorprese. Di GERHARD ROHLFS, il noto linguista tedesco, autore di numerosi saggi e libri sulla Calabria (e non solo), ci sembrava fosse stato pubblicato tutto ciò che lo studioso aveva scritto nel corso di circa 62 anni – dal 1921 fino al 1983 – girovagando per la regione in lungo e in largo, esplorando i dialetti di ben 120 luoghi (un numero considerevole), tra comuni, frazioni e quartieri diReggio, quando inaspettatamente è venuta fuori, da una valigia piena di lettere di un possidente di Pietrapaola, una delle corrispondenze più importanti scritte dal linguista tedesco e indirizzata al podestà di Cerchiara di Calabria. Non sappiamo come sia finita nelle mani di don Urso, assieme ad altre lettere indirizzate a Vincenzo Bruni e alla signora M. Antonia Bruni Gruerio, entrambi di Cerchiara, ma dell’intricata vicenda diamo, di seguito, un’ampia spiegazione. Intanto diciamo, che la lettera è stata ritrovata, casualmente, da NICOLA CHIARELLI, autore di un voluminoso dizionario calabrese, al quale avevo consigliato di rafforzare una ricerca sul lessico di Pietrapaola, suo paese natio, nel Cosentino iònico, distante qualche chilometro da Cerchiara, inserendo in questo lavoro aneddoti, biografie di personaggi illustri o meritevoli, racconti sul folklore, ed infine, brani di lettere scritte dai suoi compaesani negli anni passati, che in qualche modo avessero attinenza con il testo. Ma lasciamo a lui il racconto di quanto è accaduto:”

Post Author: Gianni Saffioti