Discarica “La Zingara”, disastro ecologico annunciato

Discarica La Zingara, disastro ecologico preannunciato

 

Nel programma nazionale di soccorso rischio sismico DPCM 14 gennaio 2014 è incluso il “Piano Soccorso Rischio Sismico Calabria Elementi Conoscitivi del Territorio” a cura della Regione Calabria dipartimento presidenza U.O. A protezione civile. Nel sommario  leggiamo quante cose bisogna conoscere e valutare, tra le altre cose spiccano per il nostro ragionamento soprattutto i punti:

2.3.1 Frane sismoindotte e liquefazione

3.3.8 Impianti di stoccaggio rifiuti

3.3.9 Discariche

3.3.10 Impianti di recupero inerti

3.3.12 Impianti di trattamento chimico – fisico e biologico

3.3.13 Impianti di incenerimento

Alla data di pubblicazione di questo documento, il 2014, il comune di Bagnara e quello di Melicuccà non avevano fatto pervenire nessun piano di soccorso.

Vedi immagini  o2 e 03 nella colonna a destra

 

Le due faglie più pericolose che provocano i terremoti passano proprio tra i comuni di Bagnara e Melicuccà

Vedi immagine  04 nella colonna a destra

 

Sia Bagnara che Melicuccà sono inseriti nella zona 1 del livello di pericolosità riguardo ai terremoti, ovvero livello di massima gravità.

Vedi immagini 05 e 06 nella colonna a destra

 

Per non parlare poi delle frane che proprio in quella zona gli studi sotto riportati in disegno, mostrano il massimo della pericolosità proprio il quella striscia viola che attraversa la località Zingara, in cui gli scellerati vogliono fare una nuova discarica, ed arriva sulla costa a direzione di Bagnara.

Vedi immagini 07 e 08 nella colonna a destra

 

Credo che basti questo per denunciare chiunque voglia costruire qualsiasi cosa pericolosa alla salute pubblica in quella zona. Tanto per fare un esempio, per ribadire  che non esiste nulla che possa contrastare la forza della natura, è bene ricordare la fine che hanno fatto alcune centrali nucleari nell’impatto di un terremoto o maremoto, quelle giapponesi le ricordiamo ancora tutti.

Chi ha voglia di approfondire si procuri la pubblicazione sopra citata dalla quale abbiamo estratto queste notizie e si faccia un’idea propria. Spero che in questo caso non ci siano negazionisti come per l’olocastuo, per il covid e per la mafia. L’argomento mafia, o meglio dell’eco mafia è già stato trattato da decine di tribunali e quindi non è una fantasia, purtroppo quando la gente cominciò a protestare nessun governo fece nulla di concreto, interessante sarebbe conoscere la verità, quella vera, sull’omicidio dell’imprenditore Michele Orsi legato allo scandalo dello smaltimento dei rifiuti nel Casertano. Si consumano chilometri quadrati di disastri ambientali  a furia di fare discariche, legali e non legali, il mondo diventerà una grande pattumiera. Ricordo che Berlusconi in Campania, per mettere a tacere le proteste, con un decreto straordinario del governo militarizzò il territorio e nulla si seppe mai di quello che succedeva nelle discariche di quella regione, in particolar modo in quella di Chiaiano. Quindi evitiamo di parlare di come e da chi eventualmente sarebbe gestita questa discarica perché bastano e avanzano i dati della rivista sopra citata per non costruire in quel luogo nessun tipo di edificio atto a creare disastri ambientali gravissimi, irreparabili per l’ecosistema e per l’uomo.

Giustamente qualcuno può osservare che il problema della raccolta dei rifiuti rimane e si aggrava. Cosa fare?

“La questione dei rifiuti non si risolve con l’apertura di una nuova discarica piuttosto che con la costruzione di nuovi inceneritori, ma si deve affrontare con serietà, nella consapevolezza che il problema nasce insieme alla produzione stessa delle merci, allo stile di vita dell’usa e getta esasperato da un consumismo che accorcia il ciclo di vita dei beni trasformandoli, appunto, sempre più velocemente in rifiuti. È necessario, quindi, applicare il principio di riduzione alla fonte dei rifiuti, favorire il riuso dei beni, organizzare il riciclo dei materiali, avviare forme di raccolta differenziata e valutare la soluzione migliore per ciò che rimane. Anche in questo, la pratica autogestionaria si è sempre dimostrata il metodo più adeguato per la condivisione delle scelte da fare e per la gestione orizzontale dei bisogni sociali. Questa, per quanto lunga e difficile, è la soluzione immediata per risolvere la questione dei rifiuti e liberare le popolazioni dall’incubo di questo disastro ambientale.”

Naturalmente quanto scritto non potrà  mai realizzarsi con questa politica e  con gli uomini che la rappresentano, o con chi dei rifiuti ha fatto un grande interesse, sia lecito che illecito.

La tiritera finale la conoscete tutti e ve la riscrivo per l’ennesima volta, si cambia non votando le per cricche familiari, per il clientelismo, per chi promette da decenni senza mai mantenere. Siamo ancora al tempo di don Calogero Sedara, iena spietata, che metteva in risalto la bellezza della figlia per conquistare il mondo a discapito del popolo tutto. Chi collabora allo sfascio, oltre ad essere coinvolto è complice. Per le persone perbene non c’è spazio in una società sporca e violenta gestita e pilotata dai media in mano ai padroni di sempre e ai loro servi che hanno tutto l’interesse a “sporcare” e mantenere sporco l’ambiente e  la società civile.

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Piano Soccorso Rischio Sismico Calabria Elementi Conoscitivi del Territorio a cura della Regione Calabria

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Post Author: Gianni Saffioti