Cavi sottomarini dalla Casa Gialla a Torre Faro, 15.000 metri di percorrenza

Cavi sottomarini dalla Casa Gialla a Torre Faro, 15.000 metri di percorrenza

Nel 1901 viene pubblicata a Berna l’ottava edizione di un libro, in costante aggiornamento, sulla nomenclatura dei cavi che formano la rete sottomarina del globo. Il piano generale della pubblicazione segue l’edizione pubblicata nel dicembre del 1897 con lo scopo di far concordare le indicazioni di questo documento con quelle statistiche pubblicate periodicamente. Il censimento viene diviso in due blocchi i cavi che collegano nazioni diverse e i cavi che mantengono i collegamenti nello stesso paese. Si parla naturalmente di cavi che gestiscono tre trasmissione dei dati, all’epoca cavi telegrafonici, oggi invece fibre ottiche. Lungo è noioso è il prologo della pubblicazione che pubblicheremo in parte in lingua originale, non sappiamo se esiste una traduzione italiana. Descriveremo invece i dati che riguardano i cavi che da località Pizzolo, a sud del paese, dov’era stato costruito l’edificio telegrafonico di partenza e arrivo dei cavi che collegavano l’Italia alla Sicilia con arrivo a Torre Faro.

Nella pubblicazione o per errore o per la solita italianizzazione del dialetto leggiamo Pezzolo al posto di Pizzolo e Torre di Faro al posto di Torre Faro.

Nella tabella, posta a pagina 140 della relazione, possiamo leggere di tutti i cavi sottomarini esistenti in Italia alla data della pubblicazione.

Nello specifico che riguarda la nostra cittadina diciamo che la posa dei cavi è stata fatta in periodi diversi, il primo cavo con dentro tre conduttori è stato posato nel 1884, altri due cavi con tre conduttori ciascuno nel 1886 ed ancora un altro, sempre con tre conduttori nel 1889.

Leggendo la tabella notiamo che la prima e la quarta posa hanno la stessa stesura e sono lunghi 15192 metri, mentre la seconda e la terza posa si differenziano dalle altre, la seconda è di 14833 metri e la terza di 15696, ma non sappiamo se per percorso diverso o altre strategie tecniche o di sicurezza.

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Post Author: Gianni Saffioti