Bagnarote e contrabbando del sale, galleria fotografica del 1947 di Federico Patellani

Foto  esposte al museo di fotografia contemporanea presso Villa Ghirlanda Silva, Cinisello Balsamo (MI)

Sensibile e colto narratore, testimone puntuale della società italiana, Federico Patellani, grande maestro del reportage classico e uno degli autori che maggiormente hanno contribuito a definire l’idendità della fotografia italiana anche sul piano internazionale, ha raccontato con linguaggio non retorico il Paese del dopoguerra, la ripresa economica, le industrie, la moda, il costume, la vita culturale.

Per portare il sale dalla Sicilia lo nascondevano in alcuni posti della nave traghetto dove difficilmente le ispezioni dei carabinieri e della Guardia di finanza riuscivano a trovarlo, uno dei posti più tranquilli erano i gabinetti. Invece nel treno per sicurezza occupavano i scompartimenti di seconda classe ad otto posti e dopo aver alzato i cuscini smontavamo le lamiere e vi posavano la  merce di contrabbando, come il  sale appunto o la pasta. Quello era il posto più sicuro. La quantità media di merce che contrabbandavamo era di circa quattro, cinque quintali per viaggio.

Quando sulla nave traghetto la guardia di finanza riusciva a trovare la merce nascosta dalle bagnatore, poteva capitare di tutto, alcune volte facevano finta di niente, altre volte facevano delle multe pesanti e sequestravano la merce, altre ancora si cercava di mediare in base a chi si presentava davanti e che tipo di atteggiamento usava, regalando loro qualcosa. Le bagnarote  conoscevano tutti coloro che facevano i controlli e si adeguavano sia coi finanzieri sia coi carabinieri ed anche coi  controllori e capitreni. Prevalentemente riuscivamo a spuntarla sempre anche quando si trovavano davanti agenti molto severi. A Messina fuori dal porto spesso venivano inseguite da alcuni agenti speciali che chiamavano “notaria”, loro si rifugiavano su degli scogli dietro un cavalcavia del porto fino a quando gli agenti non desistevano. Quando però si faceva tardi pur di tornare a casa per una certa ora lasciavano scivolare la pasta in mare passando poi pulite davanti agli agenti stessi. Combattevano sempre (cu l’asta e ca Cruci) e vincevano sempre.

Quello del contrabbando era un vero mestiere con il quale centinaia di bagnarote per decenni hanno contribuito all’economia familiare e dil alcuni casi sfamavano i figli. Il viaggio di andata verso Messina le vedeva cariche di grano, granturco, fagioli, noccioline americane che precedentemente avevano preso a Rosarno e portato in treno fino a Bagnara, il quantitativo di queste merci non era inferiore agli otto quintali ed arrivava spesso fino a dieci.

Federico Patellani (Monza, 1º dicembre 1911 – Milano, 10 febbraio 1977)

è stato un fotografo italiano, fotoreporter di guerra e caposcuola del fotogiornalismo in Italia.

Noto per i suoi reportages tematici sulla ripresa della società italiana nel dopoguerra, divenne ben presto un punto di riferimento di un fotogiornalismo raffinato e «colto» che secondo alcuni estimatori ricalcava l’esempio dei reportages statunitensi pubblicati dalla prestigiosa rivista Life.. È considerato «uno dei più importanti fotografi italiani del XX secolo», esponente della fotografia neorealista. Con lo pseudonimo Pat Monterosso, inoltre, fu fotografo di guerra documentando la guerra in Russia nella seconda guerra mondiale. Il Fondo delle sue fotografie considerato «di impronta socio-antropologica»[9] e consistente in più di 700.000[10][11] scatti, è conservato presso il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo.

Notizie da wikipedia.

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Post Author: Gianni Saffioti