2 marzo 2009. Spunti ed appunti sul turismo a Bagnara. Di Carmelo Pavia e Gianni Saffioti

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La nostra realtà cittadina, che vista da lontano rimane ancora una cartolina tra le più belle della penisola, non ha mai trovato la sua giusta collocazione turistica nel territorio calabrese. Questo è un dato di fatto incontestabile dettato dall’impietosa lista di dati delle presenze, dei consumi, degli introiti e del personale stagionale impiegato. Dati sempre in calo tranne l’aumento dei prezzi dei generi di prima necessità. Ultima della classe nonostante il dispendioso ed immane lavoro di intelletto degli addetti ai lavori, non si riesce a venirne fuori in nessun modo. L’unica cosa che si riesce a creare in senso compiuto è il perenne caos e disagio per i cittadini che ai soliti disagi quotidiani devono far fronte a quelli creati in quei miseri 20 giorni di agosto quando il paese si anima un poco grazie al ritorno degli emigranti di ultima generazione e che ancora hanno una casa di proprietà, anche questi però sempre in minor numero.

Anni fa in un giornalino periodico locale “l’obiettivo” che purtroppo, ingiustamente, non viene più pubblicato da tempo, nel numero del marzo aprile del 1986 e precisamente a pagina 9 veniva pubblicato un ampio articolo su Bagnara turistica con la riflessione di 4 sindaci sul tema del turismo a Bagnara. Di quelle linee guida sviluppate nell’articolo, nessuno mai ha fatto tesoro, anzi ci si è sempre comportati in maniera completamente opposta sostituendo alla pace e tranquillità di un turismo di qualità il caos e i disagi di una confusione e di degrado turistico-culturale che nonostante la faziosità degli articoli dei giornali locali che amplificano a dismisura quello che poi le statistiche inesorabilmente smentiscono, tendono a promuovere attività di scarsissimo livello ma di alto disturbo urbano.

Sinceramente abbiamo avuto sempre molti dubbi sulle capacità dei vari addetti ai lavori che hanno promosso le bellezze bagnaresi, i fatti li hanno sempre smentiti. Sviluppo turistico significa lavoro e ricchezza per gli addetti, quello che invece constatiamo è un sempre più massiccio ricorso all’emigrazione per mancanza di lavoro. Se in tutti questi anni dal dopoguerra in poi non si è riusciti a sviluppare proposte che si adattino al territorio significa che non c’è mai stata la preparazione dovuta, ne tecnica e ne politica per portare la cittadina in cima alle classifiche di qualità, almeno del turismo provinciale.

Il fenomeno del turismo ha subito una notevole intensificazione negli ultimi decenni, fino a venire a rappresentare, insieme ai mass media come la televisione, una delle forme più importanti e diffuse di interazione interculturale. A nostro avviso, alcuni “operatori turistici locali o presunti tali che si riempiono la bocca di turismo, farebbero meglio a studiare, informarsi e documentarsi su quello che significa “turismo”. E’ facile parlare di turismo quando s’intende avere delle persone che praticano il “mordi e fuggi” tra una sagra e l’altra, purtroppo l’ignoranza nel settore imperversa e molti ne sono stati contagiati.

Essendo esperti del settore con esperienza ventennale, vorremmo dare un esempio di come si può affrontare il tema ed alcuni aspetti di come può essere inteso il ”turismo” a Bagnara e su quali argomenti discutere ed affrontare un serio dibattito

Il turismo è la pratica, l’azione svolta da coloro che viaggiano e visitano luoghi a scopo di svago, conoscenza e istruzione. Premesso questo, possiamo parlare di vari tipi di turismo e per quanto ci concerne svilupperemo il discorso soltanto su alcuni tipi che potrebbero riguardare il nostro piccolo paese e cioè:

Turismo incoming.

Per turismo incoming s’intende quello che si svolge nell’attività di ricevimento in una determinata località.  Pertanto il turismo incoming spesso non è orientato direttamente al pubblico ma ai tour operator stranieri che hanno bisogno di servizi turistici quali trasporti, ristoranti alberghi e guide nelle zone da visitare turisticamente. Molti dei grandi tour operator italiani che si dedicano all’organizzazione per turismo diretto all’estero fanno anche attività di accoglienza e informazione. La maggior parte delle agenzie di viaggio incoming sono di ridotte dimensioni ed altamente specializzate in una tipologia di clientela, studenti,clienti della terza età, individuale o per gruppi secondo nazionalità o lingua.

Turismo di massa.

Non si può negare d’altra parte che il turismo di massa, quand’anche economicamente produttivo per le economie locali, possa diventare in alcuni casi problematico – una vera e propria forma di inquinamento umano – per i luoghi a cui si rivolge, tanto che i sindaci di alcune città cominciano a proporre forme di regolazione del numero giornaliero di visitatori (“numero chiuso”).

Le ricadute di questi afflussi incontrollati sono particolarmente negative per la parte di popolazione residente non direttamente beneficiaria dell’economia turistica (cioè spesso la maggior parte di quella popolazione): l’aumento dei prezzi degli immobili e dei servizi pubblici (in particolare dei bar e ristoranti), della rumorosità, del traffico e del connesso inquinamento veicolare (sia a causa dei veicoli privati che dei grandi pullman), possono produrre infatti un complessivo e crescente peggioramento della qualità della vita urbana dei centri interessati. Un ulteriore risvolto negativo dell’economia turistica in particolare dell’industria delle vacanze è la cementificazione disordinata dei luoghi che tocca, come ad esempio le coste italiane, fenomeno peggiorato dall’abusivismo edilizio sopratutto nella nostra provincia.

Turismo responsabile.

La concezione del turismo responsabile si trova in qualche modo a opporsi al turismo tradizionale, che in genere pone l’enfasi sull’evasione e il relax del turista a scapito di una interazione culturalmente profonda e sostenibile con l’ambiente in senso ampio. Con riferimento a quest’ultimo atteggiamento, l’espressione “turista” viene in alcuni casi usata in senso dispregiativo, a intendere una persona che si reca in un determinato luogo senza sentire la necessità di porsi realmente in relazione con esso e coglierne lo spirito e la cultura. Al problema del turismo responsabile si associa sempre più diffusamente, almeno in Italia, un problema di turismo sostenibile.

Turismo sostenibile.

Nonostante il bassissimo impatto ambientale che hanno i campeggi e villaggi turistici in Italia, nonostante le incentivazioni produttive molto rilevanti per lo sviluppo della località e della regione, ad oggi ancora si trovano fortissimi ostacoli da parte delle amministrazioni locali influenzate pesantemente dalle lobby di immobiliaristi e costruttori. Inoltre a differenza di altri paesi europei, Francia e Spagna in testa, che hanno una decisa e chiara politica economica del turismo, in Italia non viene assolutamente considerato come strategico, ai fini dello sviluppo sostenibile, il turismo all’aria aperta offerto da campeggi e villaggi turistici.

Ad oggi Legambiente turismo sta certificando il marchio di qualità per campeggi, villaggi turistici e alberghi che si distinguono per la loro sensibilità ambientale. Una politica economica nazionale che privilegi il settore trainante della bilancia commerciale nazionale, il turismo, nella sua forma con meno esternabilità negative, meno cemento e meno abusi edilizi ancora tarda a riconoscere il ruolo strategico dell’open air.

Questi sono gli argomenti su cui discutere per poi istituire un seminario atto a stabilire su quali di queste soluzioni ha la vocazione la nostra Bagnara.

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Post Author: Gianni Saffioti