Archivio storico fotografico bagnarese
Enciclopedia multimediale
della cultura popolare bagnarese – libri, storia, documenti, articoli,
testimonianze, immagini, audio e video
Bagnara Calabra storico fotografica
I documenti
storici parlano meglio dei libri



-------------spaccato dell'interno del
piano---carta liberatoria di Carlo Ruffo------------------Breve di Benedetto
XIII in pergamena-----------


L'archivio dell'Arciconfraternita Maria SS. di
Monte Carmelo costituisce un importante patrimonio, reso ancor più interessante
e significativo per la tipologia della documentazione conservata.
Anche se la parte più cospicua dell'archivio è
da ascriversi all'Ottocento, pochi ma significativi documenti testimoniano la
vita dell'Arciconfraternita nel secolo XVIII0;
la documentazione secentesca invece è stata
completamente dispersa. Il documento più antico è un Breve pergamenaceo di Papa
Benedetto XIII
relativo
alla concessione di indulgenza e testimonia l'importanza che la confraternita
aveva già acquisito a meno di un secolo dalla sua fondazione.
Attraverso le carte riaffiora la vita dei
confratelli e della città, il culto e la devozione, la pietà e la carità, il
desiderio di rendere sempre più "adorna" la chiesa del Carmine.
L'itinerario espositivo abbraccia questi
aspetti tematici integrandosi con le oltre fonti.
Il museo "Angelo Versace" realizzato
dall'Arciconfraternita di Maria SS. del Carmela di Bagnara Calabra con la
Direzione Commissione d'Arte Sacra della Conferenza Episcopale Calabra,
con la
Soprintendenza Archivistica della Calabria e la consulenza dello storico
dell'arte, grazie al contributo dell'Amministrazione Provinciale - Assessorato
B.C. - di Reggio Calabria
, nasce dalla volontà di far conoscere il
patrimonio sacro e documentario dell'Arciconfraternita stessa.
Al contempo nasce la Sezione Archeologica
destinata ad arricchirsi nel tempo, motivata dall'interesse scientifico delle
testimonianze che gli scavi condotti
negli
anni '90 dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria nel territorio di
Bagnara, hanno messo in luce.


La Confraternita di Maria SS. del Monte Carmela
di Bagnara Calabra, ufficialmente fondata il 6 marzo del 1685, nasce come
confraternita di devozione tutt'ora fiorente.
Incentivata dalla famiglia feudale dei Ruffo,
la confraternita raggiunse il massimo splendore nel XIX secolo assumendo un
ruolo prestigioso nell'ambito cittadino.
Il re Vittorio Emanuele III concesse il
privilegio di innalzare le insegne reali nello stemma dell'Arciconfraternita
per l'accoglienza riservata al Principe di Piemonte e alla sua consorte.
Il ricco archivio ne attesta l'intensa
attività in tre secoli di storia.
La sezione d'arte sacra espone suppellettile
ecclesiastica e paramenti liturgici da botteghe messinesi e napoletane attive
tra il XVIII e il XIX secolo.



I reperti esposti nella Sezione archeologica
documentano l'uso di questo territorio in Età Eneolitica, nell'Età dei Metalli
fino a quella bizantino –
normanna e moderna. In età normanna,
Bagnara divenne un importante
feudo e Ruggero I vi fece edificare l'abbazia di S. Maria e dei XII Apostoli.
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Qui possiamo notare l’importante reperto consistente in un frammento di ceramica ritrovato nella località S. Sebastiano risalente alla media Età del Bronzo
Si osservi
questo “Collo di anforetta a bande rosse “. Esso risale al periodo dell’età
medievale; altri analoghi a bande rosse sono stati ritrovati nel versante
ionico quali Gerace Paleopoli e Quote San Francesco
nonchè nel territorio di Locri, Tropea e Taureana
di Palmi. Di fatto in località dotate di porti o di approdi dove avvenivano
attività o scambi commerciali per cui è ipotizzabile per analogia che con
questi come per altri ritrovamenti si sviluppi e si approfondisca la ricerca
sulle origini di Bagnara.
Questo è il
documento più antico. Si tratta di un breve pergamenaceo di Papa Benedetto
XIIIº datato 19 giugno 1728 relativo alla concessione di indulgenza, e
testimonia l'importanza che la confraternita aveva già acquisito a meno di un
secolo dalla sua fondazione.
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Non si ha la piena
consapevolezza del grande dono che l’Arciconfraternita di Maria SS del Monte
Carmelo ha effettuato nei confronti della città di Bagnara e dei suoi
concittadini con la creazione del “Museo Angelo Versace”. Il museo nasce
sull’intuizione del compianto Priore Antonino Raneri a seguito degli scavi
effettuati negli anni 90 dalla Sopraintendenza Archeologica della Calabria
nel territorio Bagnarese. É stato realizzato con la direzione Commissione
d’Arte Sacra della Conferenza Episcopale Calabra, con la Soprintendenza
Archivistica della Calabria e la consulenza di storici dell’arte e grazie al
contributo dell’Amministrazione Provinciale - Assessorato Beni Culturali di
Reggio Calabria. Per cui a Bagnara
esiste un Museo che la ascrive tra i percorsi culturali della Regione
Calabria. Come afferma il
sociologo Rifkin nell’immediato si vedranno grandi masse di turisti
interessati non solo agli aspetti ludici ma soprattutto a quelli culturali:
si ha bisogno della conoscenza del passato attraverso l’analisi dei suoi
strumenti di testimonianza: i reperti. Sono evidenti ed
ovvie le considerazioni dell’importanza che tali percorsi producono non solo
cultura ma soprattutto attività economiche prima fra tutte il turismo. L’attitudine
istintiva dell’uomo a raccogliere e conservare documenti, oggetti, al fine di
non disperderli ma anche e soprattutto di mantenerne la memoria è sentita
innanzitutto come necessità spirituale in sè. ma
anche come necessità della storia e della società che si concretizza
attraverso l’esposizione dei suoi oggetti significanti. Sempre si è
raccolto. Si pensi che la
nascita dei primi musei, che superano il semplice concetto di collezione, e
tra questi quelli Capitolini, che vengono fatti risalire al 1471 quando papa
Sisto IV donò solennemente al popolo romano la lupa, lo spinario
e la testa marmorea di Costantino. Ma è con il
“Rinascimento Italiano” che il museo acquista significato di pubblico ed
infatti le collezioni acquistano il loro significato attuale anche se si
svilupperanno sostanzialmente agli inizi del 1800. In questo contesto
si inserisce a giusto titolo “Il nostro museo” che porta il nome di Angelo
Versace, un devotissimo fratello prematuramente scomparso, noto per il suo
attaccamento verso la confraternita ed in quanto faceva parte
dell’Amministrazione che ha poi deciso la creazione del museo stesso Il museo è stato
inaugurato il 18 ottobre 2000 dal Vescovo di Reggio Calabria
Monsignor Vittorio Mondello. I locali dove ora sorge anticamente erano
adibiti a ricovero per inabili al lavoro. Ristrutturati in occasione del
centenario, nel 1991 furono poi utilizzati per conferenze ed erano anche il punto di riunione e di incontro delle consorelle
carmelitane che tutti i mercoledì si riunivano per pregare ed organizzare
momenti di fraternità e di carità. Riteniamo di
segnalare alcune opere e manufatti che sono stati raccolti ed esposti
all’interno del “museo Angelo Versace” con l’intenzione di invogliare e di
incuriosire appassionati, studiosi, ma anche semplici cittadini o turisti a
visitarlo per scoprirne il valore nonchè la bellezza della copiosa documentazione esposta. Il Museo si
articola su tre sezioni: Nella sezione ARTE
SACRA vengono esposti suppelletteli ecclesiastici e
paramenti liturgici realizzati tra il XVIII e il XIX secolo. Mentre nella
sezione ARCHIVIO sono visibili importanti documenti che testimoniano la vita
dell’Arciconfraternita nel secolo XVIII. Infine, nella sezione ARCHEOLOGICA vengono esposti reperti
che documentano l'uso del territorio di Bagnara in Età Eneolitica, nell' età
dei Metalli fino a quella bizantino-normanna e moderna . Ricordiamo che in
età normanna, Bagnara divenne un importante feudo e Ruggero Iº vi fece
edificare l'abbazia di S. Maria e dei XII Apostoli e di fatto secondo gli
studiosi più accreditati Bagnara comincia ad esistere come tale con l’Abbazia
in quanto esiste ed è conservato nella Basilica Lateranense a Roma il primo
documento del Conte su Bagnara datato 1085 che ordina l’edificazione della
Reale Abbazia Normanna della Bagnara “Nullius”. É pur vero che
l’area di Marturano, situata su una rocca a picco sul mare, una volta era
caratterizzata anche da rasole coltivate e contenute da armacerie.
Queste erano realizzate con materiali più antichi di reimpiego che segnalano
resti monumentali di tipo difensivo. Alcuni scavi hanno messo in luce resti di strutture murarie e pavimentali
riconducibili ad un abitato databile dal VII al XVIII secolo
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