Archivio storico fotografico bagnarese
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Bagnara storico fotografica e multimediale
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28 dicembre 2015 Passeggiata di fine anno fuori dalle mura cittadine Alla ricerca della posta del pescespada in
località Canale a cura di Mimma Laurendi, Pasqualino Di Biasi,
Domenico Pirrotta, Simone e Gianni Saffioti
Pasqualino Di Biasi è l'ultimo contadino" che
frequenta la località denominata "Canali" situata a sud della
nostra cittadina a ridosso del "monte Cucuzzo", egli possiede dei
terreni che cerca di tenerli, per quanto possibile, coltivati e puliti. Il
sig. Di Biasi ha una certa età, presto non potrà più salire le ripide
scale che portano alla sua vigna. Lo troviamo intento ai suoi piccoli lavori
alla fine della breve camminata che dal centro del paese ci ha portati a
destinazione. Volevamo arrivare nel luogo dell'antica posta del pescespada
che prendeva il nome di quella località, vedere e capire se c'era ancora
qualcosa da poter fotografare, ed invece abbiamo trovato lui, l'ultimo
rimasto a frequentare questo tratto di costiera tra Bagnara e Favazzina che
ci ha spiegato meglio di qualsiasi immagine dove era situata la posta
del pescespada e ci ha anche raccontato in merito degli aneddoti di costume
locale. E' chiaro che prima ci ha chiesto chi eravamo e cosa
facevamo e poi dopo le presentazioni, che come da prassi hanno scaturito in
lui ricordi lontani dei nostri parenti, ci ha offerto le sue arance, di due
tipi, quelle normali e quelle dolci, " i zucchiru",
non mancano in quella zona i limoni e i e mandarini.
Il piccolo altipiano dove eravamo, posto a circa 50
metri dal livello del mare, offre al visitatore una vista d'incanto sia sullo
stretto che sulla cittadina ed è stato normale quindi che alcuni di noi
facessero degli scatti fotografici che contornano questo breve commento sulla
camminata soffermandosi oltre che sui paesaggi anche su alcuni particolari
come "rasole, funghi e il fondale marino di invidiabile trasparenza.
Il luogo dove si trovava la posta del pescespada è
questo nella foto in basso, approfittiamo quindi per trascrivere una breve
storia che lo stesso Di Biasi ci ha raccontato e che riguarda uno degli
avvistatori "vandiaturi o guardiani" che
segnalavano alle barche la presenza e la direzione del della preda.
Diciamo subito che la posta in origine era costruita
in legno e periodicamente veniva sistemata o rifatta per la fragilità del
materiale, dopo fu costruita in mattoni e cemento. Quando ancora era in legno
accadde un episodio che interessò uno dei guardiani più conosciuti "Carmineio Giannotta". Mentre il guardiano era intento al suo lavoro, un
incendio divampato probabilmente per il solito mozzicone di sigaretta
circonda la posta dove si trovava il Giannotta il quale si vide perso
nonostante il suo tentativo di svuotare la "bombola" d'acqua di 2
litri che gli serviva per bere, per spegnare le fiamme, solo il lesto intervento
di alcuni contadini che all'epoca frequentavano numerosi quelle zone, che con
le loro zappe delimitarono la zona dell'incendio, evitarono conseguenze
drammatiche. Concludendo il breve resoconto della passeggiata,
tutti abbiamo assaggiato e apprezzato con piacere i frutti tipici e
caratteristici di un arbusto della macchia mediterranea che cresce ancora
nonostante l'oramai totale abbandono del territorio conosciuto a
Bagnara come "mbriachelli" , ovvero i corbezzoli.
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