Archivio storico fotografico bagnarese
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Bagnara Calabra storico fotografica
Principali terremoti censiti in Calabria
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91 a.c. REGGIO CALABRIA 6.3 Individuato
negli scritti del greco Strabone che descrive crolli nella maggior parte
degli edifici cittadini. 361-363 STRETTO
DI MESSINA 6.6 Datazione difficile (per alcuni autori 363, per
altri 374). Interessa le sponde dello Stretto e per questo viene paragonato,
pur essendo meno potente, a quello del 1908. Diversi morti e crolli sia a
Reggio Calabria che Messina, probabilmente colpite anche da tsunami.
Avvertito anche alle Eolie e nella Sicilia settentrionale, con danni a
Tindari. Collegato, tramite archeosismologia, ad
anomalie nel tessuto urbano e territoriale, con spopolamento temporaneo delle
cittadine costiere. 31.08.853 MESSINA 6.3 Definito “grande terremoto” in diversi scritti
ecclesiastici ma ancora poco noto. 24.05.1184 VALLE
CRATI 6.0 Epicentro ad ovest di Luzzi. Colpita soprattutto la media
valle, gravissimi danni anche a Cosenza dove crolla la cattedrale. Devastati
molti paesi tra cui Bisignano, S. Lucido e Luzzi. Numero vittime stimato in
circa 2000. 04.04.1626 CATANZARESE 6.0 Epicentro
nei pressi di Girifalco dove si aprono voragini, crollano 200 case e diverse
chiese. Tutto il catanzarese subisce danni ingenti, in particolare Caraffa,
Chiaravalle, Badolato, la stessa Catanzaro e Squillace. La zona non è molto
popolata ed il numero di vittime poco elevato. 27.03.1638 CALABRIA
TIRRENICA 7.0 Sisma devastante, riscontrato in oltre 200 siti.
Epicentro tra Confienti e Nicastro. Distrutti
almeno 100 centri abitati tra cui in particolare Carpanzano e Martirano.
Gravi danni a Cosenza, Sant’Eufemia (ricostruita in altro sito), Borrello e
Nicastro. Colpite le valli del Crati e del Savuto oltre alle Serre. Circa
10mila morti. Leggero tsunami, con ritiro del mare, a Pizzo. 08.06.1638 CROTONESE 6.7 Epicentro
a sud di Verzino. Colpito il versante orientale della Calabria, gravi danni
anche in Sila. Diversi paesi vedono crollare edifici già lesionati dal sisma
del 27 Marzo. Almeno 1000 morti. 05.11.1659 CALABRIA 6.5 Evento
sviluppatosi nella Calabria centrale, tra i golfi di Squillace e
Sant’Eufemia. Epicentro ad est di Montesanto. I paesi più colpiti: Castelmonardo, Filogaso, Panaia, Borrello, Polia,
Soriano. Almeno 2000 vittime. 11.01.1693 SICILIA
ORIENTALE 7.4 Il sisma più violento mai registrato
in Italia. Ancora dibattuta la sede esatta dell’epicentro (in mare?). Una
cinquantina le città rase al suolo tra cui Modica, Buscemi, Sortino, Noto,
anche Catania. Devastata tutta la val di Noto. Gravi danni a Caltagirone,
Siracusa, Augusta. Edifici lesionati a Messina, Reggio Calabria, Malta.
Seguono repliche per quasi due anni. Molti paesi verranno ricostruiti in
altro sito. Morti accertati 54mila, probabili 60mila. Nella sola Catania
muoiono 16mila persone, a Ragusa il 50% della popolazione. Segue uno tsunami
lungo 200 km di costa, da Messina al Golfo di Noto, con run-up
di 12 metri ed ulteriori ingenti danni. 07.12.1743 CALABRIA 5.7 Epicentro
ad est di Mileto, semidistrutta e dove crollano chiese e monasteri. Avvertito
anche in Sicilia, danni in tutta la Calabria meridionale, in particolare a
Palmi. 14.07.1767 COSENTINO 5.8 Epicentro
tra Rose e Castiglione. Paesi più colpiti Rose, Luzzi e Castiglione. Danni
ingenti anche a Cosenza. 05.02.1783 CALABRIA 6.9 Registrato
in oltre 350 siti, inizia la “crisi simica”. Epicentro vicino ad Oppido
Mamertina. Devastata la piana di Gioia Tauro ed i Piani d’Aspromonte.
Avvertito dalla Costiera Amalfitana al Salento ed in tutta la Sicilia. A
Messina il sisma provoca un grave incendio con numerose vittime. Segue
tsunami nello Stretto, invasi i viali a mare a Messina e Reggio, effetti
anche più a nord (fino a Joppolo) e nello Jonio (Roccella). 07.02.1783 CALABRIA 6.5 Epicentro
tra Sorianello ed Arena, avvertito da Messina a Matera. Altre devastazioni
nella Piana di Gioia Tauro e nella valle del Mesima. 28.03.1783 CALABRIA 6.9 Registrato
in oltre 300 siti, chiude la “crisi sismica calabrese” del 1783, con
epicentro a nord-est di Vallefiorita e quindi un’evidente migrazione degli
epicentri verso sud. Danni gravi tra i golfi di Squillace e Sant’Eufemia.
Leggero tsunami sia nel Tirreno che nello Jonio. Seguiranno repliche per
circa tre anni. La crisi sismica lascia un territorio devastato: crolli,
frane, liquefazione, faglie, spaccature nel terreno, crateri, nuove sorgenti
e laghi. In totale valutati circa 25mila morti. 13.10.1791 CALABRIA
CENTRALE 5.9 Interessato in particolare il catanzarese.
Epicentro ad est di Vazzano. Una trentina i siti interessati, con crolli
anche intensi, spesso legati ad edifici in ristrutturazione o già lesionati
dal terremoto del 1783. Monterosso tra i paesi più colpiti. 05.03.1823 CEFALU’ 5.9 Epicentro tra Cefalù e Pollina. Colpita la costa della
Sicilia settentrionale, da Capo d’Orlando a Capo Calavà.
Danni ingenti a Palermo (una ventina di morti), Corleone e Cefalù dove uno
tsunami danneggia diverse imbarcazioni. Lesioni anche a Patti, Naso, Godrano
ed in diversi centri delle Madonie. 08.03.1832 CROTONE 6.5 Sisma
notturno. Epicentro ad ovest di Cutro che viene distrutto (una sessantina i
morti). Gravi danni anche a Policastro, Rocca di Neto, Marcedusa, Papanice,
Rocca Bernarda. Numerosi crolli a Catanzaro e Crotone. Lesioni a Nicastro.
Numerose frane nel territorio. Segue tsunami che allaga la costa nei pressi
di Magliacane (area fortunatamente disabitata). Circa 200 le vittime totali. 12.10.1835 COSENTINO 5.9 Epicentro
tra S. Benedetto e Lappano. Semidistrutte Castiglione e S. Pietro in Guarano.
Gravi danni a Lappano. Effetti del sisma sulla vita civile descritti in un
libro da Alexandre Dumas. Un centinaio le vittime. 25.04.1836 CALABRIA
SETTENTR. 6.1 Epicentro ad ovest di Crosia. Sisma notturno, poco
dopo la mezzanotte. Circa 600 morti, distrutte Rossano e Crosia. Segue
tsunami intorno a Capo Trionto, con spiagge invase. 20.11.1836 BASILICATA 5.9 Epicentro
nei pressi di Lagonegro che subisce diversi crolli, con una decina di
vittime. Tra i paesi più colpiti: Rivello, Latronico, Corleto, Trecchina,
Nemoli, Montesano e Casalbuono. Danni anche a Potenza e nel Vallo di Diano. 14.08.1851 BASILICATA 6.3 Epicentro
nei pressi di Barile. Colpita l’area circostante il massiccio del Vulture e
la Val d’Agri. Distrutta Melfi dove si contano almeno 400 morti. Altri paesi
semidistrutti: Rapolla, Barile, Atella, Lavello, Venosa, Rionero. Avvertito
in Irpinia, Puglia e Campania. Numero di vittime totali certamente superiore
a 700, forse un migliaio. Il sisma ebbe vasta risonanza, anche per la visita
del Re Ferdinando II a Melfi e nei luoghi colpiti. 12.02.1854 COSENTINO 6.1 Epicentro
nei pressi di Donnici. Molti danni nella Valle del Crati. Una cinquantina i
siti interessati. Distrutti Donnici, Sant’Ippolito, Paterno e Rende. Gravi
danni a Cosenza dove sono lesionati duomo e cattedrale. Vittime circa 500. 16.12.1857 BASILICATA 6.9 Evento
distruttivo su ampia area geografica, interessati almeno 150 siti. Colpita
soprattutto la Val d’Agri. Epicentro tra Viggiano e Villa d’Agri. Tra i paesi
più devastati Montemurro (3000 morti), Sarconi, Saponara, Viggiano, Marsico,
Tito. Gravi danni anche a Potenza, in particolare intorno a Porta Salza.
Crolli e decessi anche in Irpinia e Salernitano. Stimati almeno 11mila morti,
per alcuni 19mila. Almeno 6000 gli edifici distrutti. Forti ripercussioni
sociali, con ricostruzione lenta e scarsa. Per conto della Royal Society di
Londra, lo scienziato Robert Mallet, padre della moderna sismologia, compì
un’ampia ricognizione della zona interessata e descrisse dettagliatamente gli
effetti del sisma. 04.10.1870 COSENTINO 6.1 Epicentro
nei pressi di Cellara. Gravi effetti nelle valli del Savuto e del Crati. I
paesi più colpiti: Longobucco (30 morti), Mangone (43 vittime), Aprigliano,
Rossano, Lazzaro, Figline, Rovella. Danni anche a Cosenza, Castiglione e
Rovito. Nel territorio frane e fessurazioni del terreno. Almeno 500 morti,
1500 le case crollate. 16.11.1894 CALABRIA
MERID. 6.0 Epicentro in Aspromonte, ad
ovest di S. Procopio. Gravi danni a Palmi, Bagnara, Seminara, Santa Cristina,
Sant’Eufemia, San Procopio. Avvertito anche alle Eolie ed in Sicilia. Un
centinaio i morti. Leggero tsunami a Reggio Calabria, con oscillazioni del livello
marino nello Stretto di Messina. 08.09.1905 CALABRIA 6.9 Sisma
notturno, epicentro vicino a Vibo Valentia (ancora chiamata Monteleone).
Grandi distruzioni a Vibo, Aiello, Pizzo, Piscopio. Alcuni paesi saranno
ricostruiti in altri siti. L’area circostante Capo Vaticano geograficamente
sconvolta: frane, voragini, liquefazione, fiumi deviati. Circa 600 morti.
Tsunami da Nicotera a Scalea dove il run-up
raggiunge 6 metri. 23.10.1907 CALABRIA
IONICA 5.9 Epicentro ad ovest di San Luca. Devastato
Ferruzzano, ingenti danni a San Luca e Platì oltre che sul litorale ionico,
colpito poi da tsunami tra Capo Bruzzano e Bianco. Lesioni anche a Motta S.
Giovanni, Radicena, Brancaleone, S. Ilario, Gerace Marina, Siderno, Sinopoli.
Almeno 150 morti. 28.12.1908 STRETTO
DI MESSINA 7.1 Il terremoto più grave del Novecento in Italia, il più
forte degli ultimi 200 anni. Messina e Reggio rase al suolo. Gravissimi danni
anche a Ganzirri, Pace e Villa S. Giovanni. Scosse avvertite fino a Napoli e
Campobasso. Mai accertato con esattezza il numero dei morti, certamente
superiore a 60mila e prossimo a 80mila. Ancora dibattuta la questione
dell’epicentro: o in terra, tra Archi e Gallico, oppure nello Stretto,
davanti a Reggio. Associato un violento tsunami, con run-up
fino a 12 metri, dovuto principalmente ad una frana sottomarina originatasi
davanti Giardini Naxos. Tsunami che colpisce sia la costa siciliana che
quella calabrese, con danni ingenti ma numero di vittime limitato. 07.03.1928 CALABRIA
CENTRALE 5.8 Epicentro a sud di Mileto. Colpita l’area
circostante Capo Vaticano e la piana di Gioia Tauro dove si contano numerosi
crolli. A Gioia Tauro gravemente danneggiata la cattedrale. Danni anche a S.
Onofrio, Seminara, Mileto, S. Calogero. 11.05.1947 CALABRIA 5.7 Epicentro
macrosismico ad est di Satriano, spostato in mare a 15 km dalla costa secondo
studi più recenti. Colpito il versante jonico della provincia di Catanzaro
(golfo di Squillace). Gravissimi danni a Isca sullo Jonio dove crolla il 60%
delle abitazioni e si segnalano due vittime (le uniche). Crolli pure a
Badolato, Cenadi, S. Caterina, Gasperina, Sant’Andrea, Satriano. Lesioni a
Catanzaro, Soverato, Bivongi. 26.10.2006 TIRRENO
MERIDIONALE 5.6 Epicentro nel Mar Tirreno, a
largo di Stromboli. Sisma avvertito fino in Puglia, nessun danno di grave
entità. |