Archivio storico fotografico bagnarese
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Bagnara storico fotografica e multimediale
Taglio dei fili del telegrafo a Bagnara nel 1848
e 1860
ad opera
del patriota risorgimentale Bruno Gramuglia
|
“La
stessa notte a Bagnara veniva eseguito il taglio del telegrafo. I capi
posto delle pattuglie della guardia nazionale erano stati avvisati
dal Capitano, avendo il sindaco Denaro già disposto per bene quali persone
dovessero montare di guardia verso la mezzanotte. Erano,
infatti, sonate le quattr'ore ai Cappuccini; un profondo silenzio regnava da
per tutto, e la luce scialba dei pochi fanali mal rompeva l'oscurità delle
vie deserte. Una pattuglia si mosse dal corpo di guardia verso l'antica
stradicciuola dei Palombari. Era composta di Carmine Veneziano, Domenico
Ruggiero, Antonino Foti e comandata da Gennaro Candido che aveva per guida
Bruno Gramuglia (Scalaleo) armato di scure. La piccola squadra,
infilata la viuzza del Camposanto, sotto Caravilla, si recò al Telegrafo la
cui edicola era chiusa e sprangata. Il Gramuglia avea portato con sè anche
una grossa fune e salito sulla edicola, legò il tronco dell'asta maggiore,
tagliò le corde delle due aste mobili e con la scure cominciò il lavoro di
recisione. Durante
questo tempo, l'asta doveva esser mantenuta dalla fune che gli altri
compagni, a forza di braccia, tenevano tesa: così si sarebbe evitato il
rumore fragoroso che il legno tagliato avrebbe fatto cadendo giù la scogliera
del Bastione. Il Candido era uno di quelli che teneva la fune più presso al
tagliatore. Già il legno scricchiolava nella fenditura; un altro colpo
sarebbe bastato ad abbatterlo; quando l'asta ripiegò ad un tratto e la fune
allentando la tensione fece volta ad un braccio di Gennaro Candido e lo
avrebbe trascinato nel sottostante precipizio col tronco reciso, se il
Gramuglia non fosse stato pronto a tagliare la fune stessa con un colpo di
scure. La mattina seguente nessuno si accorse che l'asta del telegrafo
mancava. Se ne accorse l'uffiziale quando vi si recava a segnalare lo sbarco
di Cosenz a Pietracanale. All'alba
del 21 il mare giaceva liscio e piano; una sfilata di barcacce comparvero
precedute da cinque cannoniere che dalla punta del Faro si stendevano verso
la nostra riva come un'immensa fascia grigia sulla superficie azzurra. Era
una piccola flottiglia conducenti 800 militi della brigata Cosenz e dei
Carabinieri genovesi comandati dall'Assanti.” Testo tratto da un libro del Fiumanò che tratta delle vicende del 1860 Il libro lo trovate gratis su questo sito. Foto inedita di Antonino Denaro Bruno Gramuglia Liberale, uomo di fiducia del patriota Romano Carmine, nel 1848 tagliò i
fili del telegrafo appunto perchè i Borboni non avessero comunicazione
alcuna. Lo stesso fece del 1860
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