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ARCHIVIO STORICO
FOTOGRAFICO BAGNARESE
fa parte del gruppo di
ricercatori lo studioso bagnarese ROCCO DOMINICI dell'universitā della
Calabria
l'articolo č tratto da Arezzoweb.it
http://www.arezzoweb.it/notizie/speciale.asp?idnotizia=34534
ROMA - Un nutrito
gruppo di studiosi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - INGV –
(Riccardo De Ritis, Guido Ventura, Iacopo Nicolosi, Massimo Chiappini, Fabio
Speranza) e studiosi dell’Universitā della Calabria (Rocco Dominici, Rosanna De
Rosa, Paola Donato, Maurizio Sonnino) fra giorni vedrā pubblicato sulla
prestigiosa rivista internazionale Journal of Geophysical Research (JGR) lo
studio sulla scoperta di un vulcano sottomarino spento fino ad oggi sconosciuto.
Il vulcano, che ancora non ha un nome, si trova nel Tirreno Meridionale a largo
di Capo Vaticano in Calabria, localizzato a circa 120 metri sotto al livello del
mare e si estende per circa 15 km (38° 50’ N; 15° 50’ E ) come si vede in Figura
1.
La scoperta di questo importante edificio č stata possibile grazie all’efficace
tecnica aeromagnetica che ha permesso di evidenziare una struttura sommersa con
l’ausilio di strumentazione dedicata a bordo di un elicottero. Si tratta di un
magnetometro trainato da un velivolo su cui č installato un vero e proprio
centro di calcolo, spiega il Dr. Massimo Chiappini, firmatario della ricerca.
Nell’articolo in via di pubblicazione il vulcanologo dell’INGV, il Dott. Guido
Ventura, riferisce che il vulcano di nuova scoperta č stato attivo tra 670 mila
anni e 1 milione e 70 mila anni fa, come dimostrano le datazioni radiometriche
giā effettuate su campioni di pomici a terra.
E’ noto che in Calabria non esistono vulcani, ma il tutto nasce da un’intuizione
maturata osservando la carta magnetica d’Italia (Chiappini et al., 2000), e la
presenza di alcuni prodotti vulcanici nell’area di Capo Vaticano di cui non si
conosceva la sorgente (De Ritis et al., 2010).
Il Dott. Riccardo De Ritis scopre che la struttura vulcanica si imposta proprio
su una faglia attiva che l’8 settembre del 1905 sconvolse con un terremoto di
magnitudo 6.7 la Calabria, facendo 557 morti accertati e migliaia di senzatetto.
“C’č una diretta sovrapposizione - dice De Ritis – tra il corpo vulcanico
individuato, la struttura sismogenetica e quella magnetica misurata con la
tecnica aeromagnetica; tuttavia non vi č relazione diretta tra l’attivitā
vulcanica e la sismicitā dell’area di Capo Vaticano”.
Questa importante scoperta mette in discussione gli attuali modelli geodinamici
del Tirreno e indica come i vulcani delle Eolie si estendessero verso Est ben
oltre quanto fino ad oggi ritenuto.
Fino ad ora, gli attuali dati posizionano il vulcanismo delle Eolie fino a poco
oltre Panarea e Stromboli, mentre la presente scoperta dimostra che si estende
fino alla costa calabra.

Campo di anomalia magnetica di Capo
Vaticano (1) e del settore marino adiacente. La linea di costa della Calabria č
evidenziata dalla linea punteggiata. In alto a destra sono disegnate i percorsi
di volo del rilievo aeromagnetico eseguito in questo settore. Le anomalie
evidenziate con i numeri 1, 2 e 3 appartengono alla struttura vulcanica
scoperta.

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