ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE
Bagnara
e il suo avvenire
(Carmelo
Tripodi)
1949
È
il tempo in cui la valorizzazione del basso Mezzogiorno è
oggetto di interpellanze parlamentari, di promesse ministeriali e
di incessante campagna giornalistica.
Tale
necessità delle popolazioni interessate, che, avide di avere
maggiori comodità, non meritano di essere inesaudite
nel desiderio di procurarsi la salutare esigenza da consentirsi
mediante lo sfruttamento alberghiero, marino e climatico, di
costiere e contrade come la panoramica Bagnara, situata ai piedi
di una terna di valli e al cospetto dell'arco rivieresco omonimo.
Ivi, in ogni dove, il passeggero nota l'eterno verde dei boschi
di castagno, di olivo e di viti; nota, agli estremi ed al centro,
tre sporgenze montane che ne fanno intravedere le grandi linee
della natura incantevole che guarda la punta di Sicilia e il
turrito Scilla e lo Stromboli in mezzo al mare, come navicella
in navigazione.
Bagnara
potrebbe essere il centro dell'attenzione governativa, e, se ci
fosse, dell'iniziativa privata. Se si vuole migliorare l'avvenire
di Reggio con l'annesso estensorio estivo ed invernale di
Gambarie,.dell'Aspromonte tutto ed anche della vicina pineta del
rinomato monte S. Elia, se si vuole dare ospitalità alle
centinaia di turisti che transitano per ogni verso, occorre
venire incontro alle aspirazioni di Bagnara.
Reggio
e: Bagnara reciprocamente dovranno accomunarsi nella sana mira di
vedersi considerati in prima linea nel piano finanziario di
ripartizione previsto dal piano ERP per la valorizzazione del
mezzogiorno con riferimento alla Calabria.
Purtroppo
abbiamo visitato la costiera Amalfitana, l'anconetana e le tanto
decantate marine liguri, ma bagnara, mite e calma nel suo puro
clima, senza tema di smentita, non può dirsi seconda ad esse.
In
quel paese nulla manca: vi è aria sana, acque varie medicamentose,
abbondante e succosa frutta, dovizioso mercato ittico.
Larghe
e rettilinee sono le sue strade, che, alberate, ne fanno di essa
un giardino tipico, ove il mondo umano sembra fanciullo;
conosciuta ed universale è la sagoma delle sue laboriose donne,
regine in ogni commercio.
Calda
e ristoratrice è la sua marina, dotata di un vasto are-nile,
confinante agli estremi da due attrattive: l'una, storicamente
nota, e rappresentata dalla secolare torre Ruggero Altavilla, in
una vicenda di scogliere lambite lievemente dal mare e congiunte
alla terra ferma mediante il vorticoso monte Capo, spumeggiante,
nei mesi estivi di frugali grappoli d'uva; l'altra attrattiva è
il monte Cocuzzo, ove il turista potrebbe notare una stranezza
della natura:
la testa
di Giuseppe Garibaldi, riprodotta dalla corrosione solare nella
cresta rocciosa del monte, che, a gradi, si abbassa fino a
congiungersi al mare tra la ferrata e la viabile nazionale.
In
altra occasione, su queste colonne avremo modo di illustrare il
suo passato attraverso la grotta di S. Sebastiano, il castello
della Duchessa, il fiume Malopasso da dove notasi il famoso
castello Emmarita ove pare sorgerà il grande e spazioso albergo.
Avremo modo di parlare dalle sue antiche terme, alle quali,
secoli or sono, Rosa Altavilla diede il suo nome al ruscello
d'acqua tuttora esistente negletto.
Infine
le cennate notizie sono sufficiènti a fare una volta pèr sempre
comprendere al ..forestiero ed al calabrese in genere che Bagnara
dovrà costituire l'attenzione turistica ed alberghiera patrocinata
da enti che in proposito si vanno formando nelle province
calabre.
Nessun
paese di Calabria può dimostrare dati reali pari alla .frequenza
che Bagnara, in tutti i tempi, ha avuto per la sua speciale e
privilegiata situazione climatica e termale.
Essa merita di essere tenuta in primo piano, con la certezza di apportare grande profitto alla provincia in tutti i campi, Specie, con l'immancabile e conseguente valorizzazione del suo, ripetiamo, Aspromonte, di Gambarie e di Reggio stesso.