ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE
TERREMOTO 1908
Ricordi di Maria Delfina Vega
Ormai siete abituati ai miei racconti dei ricordi di Bagnara che si sono conservati qui in Argentina.
Il terremoto di Messina, accaduto il 28 dicembre 1908, non poteva mancare durante le chiacchierate in famiglia.
Sebbene i miei nonni non fossero stati presenti in Italia, perchè si erano sposati il 5 luglio 1908 a Bagnara, ma immediatamente partiti per l’Argentina, ogni volta che c’era un terremoto, fosse dove fosse, sorgeva il ricordo di quel terribile terremoto.
La nonna Orsola sentiva parlare di terremoto ed immediatamente cominciava a parlare del maremoto, immaginateci: 5 o 6 nipoti attorno ai nonni e la nonna dicendo che dopo il terremoto viene sempre il maremoto, oggi sarebbe lo tsunami; che il maremoto è peggio del terremoto, ecc.ecc. e noi, ragazzi, tutti impauriti perchè Quequèn, la loro citttà è sul mare. Il nonno diventava nervoso e faceva gesti di nascosto affinchè la nonna tacesse.
Eravamo troppo piccoli per capire, ma il nonno Vincenzo ci diceva che il terremoto accade sempre su terreni montuosi, che a Quequèn sebbene ci sia il mare non ci sono montagne, insomma cercava di tranquillizzarci, ma la notte qualche incubo c’era pensando che il mare potesse arrivare e spazzare tutto via.
Quando eravamo un po’ più grandicelli ci hanno raccontato che nelle loro famiglie, i Melluso ed i Dato, c’erano stati problemi durante il terremoto di Messina.
E allora ci hanno detto che Rocco Melluso e Francesca Musumeci, i genitori di nonno Vincenzo abitavano in una casa al primo piano e sentendo le prime scosse si misero sotto gli infissi della porta del balcone e così salvarono la vita perchè caddero tutti e due insieme al balcone sulla strada senza soffrire nemmeno un graffio.
Certamente in quei momenti di disperazione tutti quanti cercavano di uscire dalle case. Nella famiglia Dato, quella di nonna Orsola tutti fuggivano senza accorggersi che il fratello più piccolo ancora dormiva sul suo letto. Era lo zio Vincenzo che venne salvato dalla cognata Giuseppa Napoli, moglie dello zio Beppe.
Lo zio Beppe emigrò pure in Argentina lasciando dietro moglie e 5 figli e pure lo zio Vincenzo Dato, lui era diventato barbiere, molto quotato e riconosciuto il quale nel 1924 sposò qui, a Buenos Aires, la zia Teresina Bozza.
Allo zio Vincenzo, barbiere tanto noto, gli offrirono di andare a fare il barbiere nel Casinò di Mendoza (zona montuosa delle Ande), dove lo pagavano molto bene. Così che partì per quella città con moglie e due figli.
Ma, in tutte le storie c’è un ma, un giorno cominciarono le scosse di un terremoto e lui non riusciva a far mettere la famiglia sotto il letto, nè sotto il tavolo, allora prendendosi un tale spavento e forse ricordandosi di quanto gli era capitato da bambino a Bagnara, rinunciò al lavoro così ben pagato in montagna e se ne tornarono tutti quanti a Buenos Aires. La Pampa è più sicura!!!!
Certamente, quando ho studiato la geografia italiana e vedendo la vicinanza tra Messina e Bagnara, ho capito che quei ricordi erano tanto incisi nei ricordi della famiglia perchè sicuramente molti loro parenti ed amici erano morti durante quella strage.
Maria Delfina Vega (Buenos Aires)