ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE


San Pietro la Bagnara

Testimonianza palermitana della potente Abbazia di S. Maria e i XII Apostoli

a cura di Domenico Gioffrè

Con la fondazione nel 1085 dell’Abbazia di Santa Maria e i XII Apostoli, il conte normanno Ruggero si assicurò un avamposto strategico per il controllo dello stretto di Messina oltre che ingraziarsi il favore della Chiesa di Roma per l’opera di latinizzazione che di lì a poco avrebbe interessato tutte quelle terre che per secoli erano state sotto il dominio bizantino e dunque di rito cristiano greco-ortodosso. L’abbazia di Bagnara ottenne presto possedimenti ed elargizioni pontificie e dei signori feudali sia in Calabria che in Sicilia.

Proprio a Palermo sorgeva una chiesa un tempo facente parte della nostra Abbazia. Il tempio era dedicato agli apostoli Pietro e Paolo. Demolita per ragioni militari nel 1834, alcuni reperti furono messi in salvo e sono oggi conservati presso la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis. L’antichità della chiesa è comprovata da una lapide, scampata alla distruzione, in cui è incisa in lingua greca la seguente iscrizione:

 Fu terminato l’augustissimo tempio dei Santi e Veneratissimi Apostoli Pietro e Paolo, al tempo del famosissimo Duca Roberto e Sichelgaita sua moglie, a spese di Nicola, figlio di Leone, Paratalassita di Palermo, e per la sollecitudine di Nicola, umilissimo Presbitero e Tabulario + Nell’anno (del mondo) 6589 (=1081), indizione IV. Pregate per loro”. Tale lapide assume un’importanza maggiore in quanto è l’unico documento epigrafico che esiste a Palermo attestante la presenza in città del duca Roberto il Guiscardo e della moglie Sichelgaita.

L’edificio fu quindi costruito nel 1081 da quel Nicola, figlio di Leone  Paratalassita, ossia sovrintendente al traffico  marittimo, nei pressi del Palatium vetus o Castello del mare, al tempo di Roberto il Guiscardo e della moglie Sichelgaita.

Nell’ottobre del  1117 il conte Ruggero, futuro re Ruggero II, trovandosi a Bagnara per presiedere alla celebrazione per la dedicazione della Chiesa di Santa Maria della Gloria che apparteneva all’Ordine dei Canonici Regolari di Sant’Agostino, ascoltò le richieste del priore il quale chiedeva per il suo monastero terre e chiese sia in Calabria che in Sicilia. Il conte, non solo confermò le donazioni già fatte dai suoi predecessori, ma donò all’abate altre pertinenze nell’isola tra cui la Chiesa di San Pietro a Palermo che da quel momento assunse la denominazione di San Pietro de Balnearia o la Bagnara. Gualtiero I, arcivescovo di Palermo, conformemente ai voleri del conte, assegnò il tempio per hospitio e gancia all’Abbazia di Bagnara affinché i suoi frati vi potessero alloggiare allorquando si recavano a Palermo. Tale chiesa è rinomata perché in passato alcuni storici sostennero che papa Innocenzo III – in visita a Palermo il 30 maggio 1208 per vigilare sul suo protetto Federico II, ancora fanciullo – l’avrebbe consacrata, assistito da sette cardinali, un patriarca, diciotto arcivescovi e vescovi di Sicilia e del regno. Tale evento, suffragato da una bolla che si conservava nella sacrestia della chiesa, non pare essere vero e dunque il documento deve essere un falso visto che non si hanno notizie  che possano attestare la presenza del Sommo Pontefice a Palermo. La Chiesa di San Pietro fu aggregata in seguito, con la bolla di Sisto IV del 1477, alla Basilica Lateranense, seguendo le sorti dell’Abbazia di Bagnara.

Distrutta come abbiamo precedentemente accennato per ragioni di sicurezza, le poche opere superstiti si trovano oggi presso la Galleria di Palazzo Abatellis. Oltre la lapide, la Galleria ospita alcuni quadri di pregevole fattura tra cui una Annunciazione e una Incoronazione della Vergine tra i Santi Pietro e Paolo, risalente entrambe al XV secolo.

 

                                         Incoronazione della Vergine tra i Santi Pietro e Paolo                                        Annunciazione 

Vi sono custodite  anche un olio su tavola raffigurante i Santi Pietro e Paolo, opera di Pietro Ruzzolone del 1494, ed un altro del medesimo soggetto eseguito nello stesso periodo da Riccardo Quartararo:

   

                                                     Santi Pietro e Paolo – Pietro Ruzzolone                   Santi Pietro e Paolo - Riccardo Quartararo

La Chiesa probabilmente era frequentata sino a poco tempo prima la sua distruzione dalla piccola colonia di Bagnaresi che viveva a Palermo, tra cui forse anche dai Florio, trasferitesi da Bagnara nella città siciliana ai primi dell’Ottocento, la cui intraprendenza commerciale e imprenditoriale avrebbe di lì a poco influenzato l’economia dell’isola e segnato l’inizio di un’ascesa della famiglia senza precedenti.

Monumento a Vincenzo Florio – Palermo –

                                                                                                                                                                                                            Domenico Gioffrè

Bibliografia

Rosario La Duca,  La città “Passeggiata”, Taccuino Palermitano, Palermo, 1997-1998.

Antonino Gioffrè,  Storia di Bagnara, Laruffa Editore, Reggio Calabria, 1983,.

Tito Puntillo – Enzo Barilà, Il caso di Bagnara, Periferia, Cosenza, 1993.

 

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