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ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE
Sante De Leo
a sinistra in posa da "boxer" a destra la statua a lui dedicata e che si trova allo stadio dei marmi del foro italico di Roma.
Con il suo allenatore a Tripoli con la famiglia a Tripoli Sante De Leo scuderia gruppo sciesa Milano 1937 Brevi note biografiche a cura della signora germana de leo Sante De Leo nasce a Bagnara Calabra il 20 Gennaio 1910 da Santo De Leo e Carmela Fedele; sopravvissuti alla catastrofe del terremoto dell'1908, emigrano a ridosso della prima guerra mondiale , con gli 8 figli ancora piccoli, in Libia a Tripoli, dove imprendono attività - che alla morte del padre – saranno i figli stessi a continuare nella tradizione della laboriosità bagnarota - di cui è stata d’ esempio la madre Carmela- gestendo oleifici, mulini e attività agricolo-commerciali in Tripolitania. Sante, giovanissimo inizia con gli amici boxer tripolini Anastasi e Cardinale gli allenamenti e la carriera Pugilistica dilettantistica , con una tifoseria non solo di italiani all'estero, ma degli stessi arabi Tripolini ( tutt’ora ha dei fans) , che gli danno il soprannome di "shara makina" ( quartiere arabo in cui viveva con la famiglia), mentre in Italia e sulle riviste specializzate gli danno il soprannome di " Leo Vandalo" per la potenza dei suoi k.o. , per l'eleganza, l’abilità, la velocità e “stamina” nel boxare, riconosciuto ed applaudito interprete della “noble art “ (*) e di lealtà sportiva e generosità nei confronti degli avversari. (vedi testo di Salsedo dal libro “la storia del Pugilato italiano”) Varii artisti lo hanno assunto a modello per l’ effige atleticamente perfetta . Sono ancora ben visibili le sue sembianze in 4 sculture poste nell'anfiteatro del Foro Italico a Roma . Il Pittore milanese Diego Manolli -suo fervido tifoso- gli ha dedicato una serie di ritratti , con la dedica: a Leo Vandalo " Sante De Leo qui sta, italico campione, sul ring in verità si batte da leone" . Sante, persona naturalmente modesta e schiva ai riconoscimenti pubblici, dopo il ritiro dalla carriera pugilistica, per una improvvisa grave miopia, conseguente all’ultimo incontro per il Campionato Europeo in Germania (vedi sotto- curriculum agonistico) rimarrà tuttavia per tutta la vita legato al mondo sportivo e al pugilato - come allenatore : vengono a Tripoli per allenamenti e training con Sante De Leo , campionissimi come De Mitri e Benvenuti ed altri, che la scrivente non ricorda, legati a lui da stima ed amicizia – poi come arbitro : del CONI e successivamente nella segreteria della Federazione Pugilistica Italiana di Torino città in cui visse i suoi ultimi anni. Dopo la fase di professionismo sportivo, rientrato stabilmente a Tripoli , riprende l'attività imprenditoriale della famiglia e apre una nuova attività d’ import di caffè dall’uganda e altri paesi dell’africa, per la produzione propria del "Caffè Esperia - Torrefazione De Leo “, che gestirà con la moglie sino agli anni 67 – perché a causa dei disordini antisemitici e xenofobi che in quel periodo coinvolsero la popolazione in sommosse in tutta la Libia , andò distrutta in un incendio anche la “Torrefazione Esperia” quanto altre proprietà di cittadini italiani. Dopo queste traversie Sante , suo malgrado, sarà costretto a lasciare definitivamente “il lavoro di una vita a Tripoli” nel 1971 , a seguito del colpo di stato libico in cui alla monarchia di Re Idris si sostituì la nuova repubblica araba con l’attuale Presidente Gheddafi, e tutta la Comunità Italiana di Libia venne estromessa e rimpatriata confiscandone i beni. Costretto dalle circostanze storico-politiche a rientrare, in età ormai da pensione, in Italia come profugo della Libia, si trasferisce per ricongiungere il nucleo famigliare, a Torino dove abitavano i due figli; qui riveste cariche nella segreteria della Federazione Pugilistica Italiana di Torino e svolge attività di interprete e traduttore arabo- italiano- inglese e di mediatore culturale presso il Tribunale Civile di Torino. Dopo due anni di malattia che lo provano nel fisico ma ne fanno emergere la forza di carattere e il pensiero sempre rivolto con affetto ai suoi cari, roso da un tumore al polmone, si spegne, scegliendo la sospensione dell'accanimento terapeutico, circondato dall'affetto della famiglia, dei medici e del personale del rep. di medicina e cardiologia dell'ospedale Mauriziano di Torino. E' stato tumulato al cimitero generale di Torino il 20 ottobre 1996 con gli onori della Federazione Pugilistica Italiana e del Coni e con una vasta partecipazione di conoscenti ed amici venuti da varie parti d’italia per l’estremo saluto. Sposato dal ’35, dopo un lungo fidanzamento con Maria Di Maio ( tripolina di origini palermitane) la quale ha condiviso la passione sportiva e lo ha affiancato e coadiuvato nel lavoro quanto nella vita con amore e grande dedizione , Sante ha avuto una vita alacre e densa di relazioni sociali e di riconoscimenti, ovunque circondato da stima per la sua onestà, lealtà , modestia , saggezza, giovialità. Ricordato da molti e nell’entourage amicale come figura di riferimento per consigli ed aiuti, di amabile autorevolezza ed esempio di coerenza di vita e di pensiero. Nel decimo anniversario della scomparsa 1996-2006 la Moglie , in suo ricordo e per onorarne le volontà e gli insegnamenti , ha disposto un lascito “ Famiglia Sante De Leo” per opere sociali di prevenzione del disagio e di formazione culturale e sportiva a favore di giovani , affidando la progettualità e messa in opera all’Associazione non profit - ACPS ARSDiapason di Torino.
- ------------------------------------------------------------- (*)la noble art - Nota sullo Sport del PUGILATO “ Boxing” - ( testo dal sito “ Olimpiadi “ ) è un arte, uno stile di autodifesa e uno sport da combattimento regolato da norme, tra due atleti che si colpiscono a pugni chiusi. Conosciuto anche come la "nobile arte", in cui escono le caratteristiche migliori dell'uomo: il coraggio, la forza, l'intelligenza. Le gare di pugilato vengono disputate sin dall'antichità. Il campo a forma di quadrato è delineato da tre corde ed il pavimento è realizzato in materiale morbido atto ad attutire l’intensità dei colpi impressi dai concorrenti. La tenuta degli atleti che praticano questo sport è costituita da un casco, un paio di guantoni, un paradenti, un paio di pantaloncini con conchiglia nella parte del cavallo che serve a proteggere il basso ventre, e da una canottiera con una cintura per riconoscere la linea addominale. Lo scopo è mettere K.O. l’avversario con colpi e pugni, ma al contrario della lotta libera o del judo, non sono ammessi colpi inferti dagli arti inferiori. Nel pugilato viene ravvisata una certa somiglianza con la scherma per il particolare tipo di studio preparatorio fra i contendenti in funzione del successivo scambio di colpi. Fondamentalmente il Pugilato si basa su tre colpi: Diretto: Colpo più importante per il pugile tecnico. Colpo di disturbo, di arresto, di preparazione al diretto successivo. Gancio: Colpo potente e demolitore che basa la sua potenza sulla leva fornita dalla spalla e dalla posizione ad angolo retto del braccio, è il colpo di chiusura per eccellenza. Montante: Colpo dato dal basso verso l'alto, di solito si usa nel corpo a corpo. Questi colpi, portati in rapida sequenza e con varietà, generano le "serie" o "combinazioni". Anche se la fase offensiva ha un ruolo decisivo, due sono le tecniche per evitare di prendere colpi: schivare e parare, ovvio il fatto che per ogni tipo di colpo vi siano differenti tipi di schivate e di parate. Dai tre aspetti offensivi e dai tre difensivi può nascere un grande incontro, che vede sul "quadrato" due uomini che si affrontano lealmente secondo le regole della "boxe moderna" e che alla fine del match li vedrà abbracciarsi. Il pugilato è uno sport impegnativo e completo, le doti fisiche richieste sono infatti velocità, agilità, forza e resistenza. Il pugilato richiede sia sforzi aerobici che anaerobici, pertanto l'allenamento mira sia al miglioramento della resistenza, ovvero alla durata dello sforzo fisico nel tempo, tramite corsa, salto della corda, allenamento a corpo libero, sia al miglioramento della forza e allo sviluppo della massa muscolare. Questa disciplina richiede soprattutto una notevole forza di sopportazione e carattere per poter affrontare gli sforzi durante l'allenamento e il quasi inevitabile dolore fisico durante gli incontri. Contrariamente alla maggior parte degli altri sport, la sconfitta nel pugilato è accompagnata da dolore fisico: ciò richiede una ferrea volontà a non darsi per vinto davanti alla fatica del match. Per le sue influenze sul corpo e sulla mente il pugilato può essere consigliato ai giovani che in tutta sicurezza e sotto la supervisione di un buon allenatore posso sviluppare un corpo sano e una mente allenata e preparata a non abbandonarsi alle prime difficoltà dello sport e della vita. Le categorie vanno in base al peso (espresso in libbre: 1 lb.=0,4536 kg. circa) degli atleti e sono: · Pesi Minimosca - lb. 108 · Pesi Mosca - lb. 112 · Pesi Gallo - lb. 118 · Pesi Supergallo lb. 122 · Pesi Piuma - lb. 126 · Pesi Leggeri - lb. 135 · Pesi Superleggeri - lb. 140 · Pesi Welters - lb. 147 · Pesi Superwelter - lb. 154 · Pesi Medi - lb. 160 · Pesi Mediomassimi - lb. 175 · Pesi Massimi - lb. 200 · Pesi supermassimi - Senza limite
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