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BERLUSCONI, GLI EBREI E LA LIBERTA’

 del dott. Tito Puntillo

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, on. cav. Silvio Berlusconi, ha tenuto oggi un commovente e sentitissimo intervento al Parlamento dello Stato di Israele, la Kneset.
I Deputati rappresentanti delle 12 Tribù, hanno applaudito e lanciato ovazioni, commosso era Netanyahu e perfino la mitica Tipsi Livni, s'è alzata ed è corsa ad abbracciare l'uomo che invocava l'ingresso dello Stato di Israele nella CEE. Tempo fa invocò anche quello dei Turchi e prima ancora "auspicò" una intima intesa coi Russi. Insomma, la CEE è davvero diventata "la qualunque".

Ma questo è un altro discorso.

Potenza dei Media! Berlusconi che usava un linguaggio cadenzato, è stato fatto passare per commosso, e non poteva mancare in tal senso, un cenno alla mamma salvatrice di ebrei. Cadenzato per la commozione e non per favorire la traduzione simultanea.

Tante frasi pregne di "libertà", "riconoscenza", desiderio di "espiare le colpe" e poi ancora "difesa" e "diritto" per lo Stato di Israele di esistere e via dicendo.

Nessun cenno al martirio del Popolo Palestinese, all'infame muro che divide in due i Territori per impedire non solo ai Terroristi (per gli Arabi "Patrioti") ma anche alla povera gente araba, cioè alla stragrande moltitudine della popolazione indigena e non ebrea, di lavorare, stare colle famiglie, vivere insomma.

Ma questo interessa a nessuno quindi, finisco il breve cenno.

Ho però un dubbio e voglio esprimere alcune mie considerazioni, quindi, come dubbio: accompagna il Presidente del Consiglio una nutrica delegazione di Governo con Ministri, Consulenti e Delegati della maggiore Imprenditoria italiana. E' forse possibile, carissimi amici,che in questo consesso, sia stata negoziata una mega-fornitura di armi e a quale valore potrebbero ascendere gli eventuali mega-contratti di armi e munizioni?

Le industrie italiane meritano l'attenzione di Israele, perché l'Italia è una delle maggiori e geniali costruttrici di armi belliche pesanti, oltre a fucili automatici e pistole, adottate perfino dalle Polizie Statunitensi. Desiderio di "Pace" e "Libertà" proveniente da un Paese, l'Italia che è il maggiore produttore al mondo di mine anti-uomo con meccanismi sofisticatissimi. Un'industria che in Italia non conosce crisi e cassa integrazione.

L'Italia sta in mezzo fra:

(a) Ebrei, ai quali fornisce di tutto, compreso materiale bellico, ed essi, produttori di pompelmi e gestori del turismo verso le contrade di Cristo, al quale loro non credono, pagano col denaro proveniente dai grandi finanzieri ebrei che detengono tutto il capitale finanziario e bancario degli Stati Uniti,

(b) i Paesi del Petrolio (ad iniziare dall'Arabia Saudita) a governi feudali e negatori dei diritti più elementari alle donne, nonché finanziatori degli Arabi ribelli (o patrioti). Il risultato di questa tensione è lo stallo delle popolazioni arabe e la fuga verso l'Italia di clandestini, accolti con commozione e umanità da gente che ignora di essere connazionale di produttori di morte. Da una parte, la florida produzione di armi e dall'altra la commozione per i clandestini colla florida attività delle Associazioni Umanitarie.

Ieri il Parlamento ha approvato definitivamente il prolungamento della stagione venatoria in Italia. Il battaglione di Assassini della Natura che si atteggiano a difensori ecologici, potrà così sparare ancora e ancora a passeri, poiane, orri, lepri e tutto ciò che si muove, libero e indipendente, fra i boschi e nel cielo. La potenza delle fabbriche di armi in Italia, è in grado di sopravanzare le crisi di coscienza della maggioranza degli italiani. Vinse un referendum, vince ancora. Continuerà a vincere per l'untuoso comportamento dei governanti e l'indifferenza dei governati. E così continuerà l'equivoco italiano secondo il mai sorpassato detto di Dante:
"Ahi! serva Italia di dolore ostello,
nave senza nocchier in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello"!

( Sordello da Goito a Dante nel canto VI del Purgatorio).

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