ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE


CALABRIA PERSA & PERDUTA

 

Lasciano molto da pensare il Presidente della Regione & Co. i quali, molto scandalizzati e col viso cosparso di compunzione per i depositi radioattivi e i rifiuti industriali che infestano tutta la Regione, vanno in giro per televisioni e giornali invocano giustizia attraverso “l’intervento dello Stato”, o meglio delle “Istituzioni”, così resta una qualche cosa di niente specificata pur facendo effetto in chi legge.

E anche questa volta, dobbiamo dire e confermare che gli interventi su questo sito sono stati svolti con energia, in penultimo le denunce sulla condizione delle nostre spiagge e in ultimo questa estate l’inquinamento del mare, negato dagli Amministratori Locali malgrado le clamorose evidenze in ogni dove e malgrado l’invito a monitorare la Piana di Rosarno/Gioja, l’Autostrada delle navi container che vanno e vengono dal porto di Gioja Tauro e a fare analizzare le sorgenti d’acqua immessa negli acquedotti.

Ma l’estate è finita e con essa, l’eco dell’inquinamento marino. Se ne parlerà la prossima estate e per il momento la gente penserà ad altro, tipo godere per la vittoria dell’Inter quando perde la Juventus, fare i calcoli per i numeri giusti al Superenalotto, ricordarsi di comprare i cannarozza per la pasta al forno, andare a Reggio dall’onorevole per questuare un posticino al figlio superlaureato, brigare con l’ASL per il sussidio, organizzarsi per la briscola e tressette della sera, farsi un po’ di vasche Calata De Forte – Calata Matrice alla sera quale giusto complemento del footing mattutino (molto di moda) per smaltire la pasta al forno e le costate di maiale della sera.

Cosa mai può interessare alla gente delle sostanze radioattive sparse per il Mare di Calabria o sotterrate nei costoni preaspromontani e aspromontani vicino alle sorgenti idriche? O delle case-mostro costruite sul limitare dei crinali, come spade di Damocle sui quartieri sottostanti? O dei depuratori che hanno superato i limiti di anzianità e di capacità lavorativa? O delle fogne, soprattutto la principale, mai più spurgate da anni e anni e a rischio di implosione oltreché superpopolate? Tutto va avanti come prima, su tutto si passa un velo, un colpo di spugna.

Su tutto, prevale l’assenza dell’opinione pubblica, della gente.

Salta l’auto di un onesto cittadino nella notte? Al mattino dopo è come se nulla fosse accaduto.

Un giovane viene ammazzato lungo la strada? L’esercizio è dimenticare al più presto.

«Il Ponte non si fa più»: i fautori del Ponte non protestano, non alzano la voce. Subiscono.

«Il Ponte adesso lo facciamo»: i nemici del Ponte tacciono tranne qualche protesta istituzionalizzata, opportunamente incanalata verso il Presidente del Consiglio.

Può succedere di tutto e il contrario di tutto che tanto nulla cambia nel concetto della gente: non esserci, non partecipare.

Infine: il delinquente sta in mezzo agli altri conservando la pari dignità delle persone per bene e lo stesso contravvenire alle leggi è “un dettaglio” che non sposta la posizione morale della persona di fronte agli altri. Non c’è giustizia e concetto della giustizia nell’opinione comune, così come non c’è Stato e concetto di Stato.

L’impegno del singolo termina esattamente laddove termina l’interesse del singolo per circostanze utili a sé medesimo e basta. Sicché l’interesse di qualcuno ascende nel fare e gestire politica perché quello è strumento di business, per guadagnare qualche occasione buona dal punto di vista economico, tornacontista, personale, non certamente di esercizio della cosa pubblica, cioè mettere le proprie capacità al servizio della Comunità.

Il risultato è che di noi i vari comandanti dei vapori: al Nord, Quelli di Roma e al Sud possono fare di noi quello che vogliono nulla temendo.

Come si definisce gente come noi così illustrata con terribile sincerità? Come si definisce?

Un “gregge” nella migliore delle ipotesi, una massa di “pellegrini” in una ipotesi intermedia, una “massa di vigliacchi” senza midollo spinale nella verità sconcertante.

Non è vero che noi “non siamo capaci”, che noi “non capiamo”, che noi non “proviamo sentimenti di ribellione, di ripulsa o di che cosa volete voi”. Noi proviamo tutte queste cose, ma siccome siamo dei vigliacchi, ci guardiamo molto bene da spaccare le ossa ai nemici della Calabria, a difendere la Calabria dai suoi nemici.

Non è vero che noi siamo schiavi e schiavizzati dalla ‘Ndrangheta che tutto domina e non ci consente di uscire dal ghetto e che gli altri non vengono da noi a investire perché c’è la ‘Ndrangheta che lo impedisce.

Non è vero!

La ‘Ndrangheta è un organismo talmente potente da non degnarsi nemmeno di abbassare lo sguardo per vedere cosa succede in basso, ai suoi piedi. La ‘Ndrangheta ha un PIL talmente elevato da consentire di sanare il Debito Pubblico Italiano in un sol colpo. La ‘Ndrangheta è la più potente Organizzazione fuorilegge del Mondo.

E’ vero invece che la nostra vigliaccheria consente ai delinquenti di media e piccola stazza di spadroneggiare in lungo e in largo atteggiandosi a grandi ‘Ndranghetisti perché anche a noi conviene classificarli in questa maniera, ci fa comodo così giustifichiamo la nostra vigliaccheria di fronte al mondo.

Questo è a realtà delle cose in Calabria, senza Stato attivo in tutti i settori ed è inutile elencarli perché sono proprio tutti.

Il prodotto della nostra vigliaccheria sono i nostri Ospedali, come neanche a Mogadiscio si trovano, le nostre Scuole, le palestre – piscine – campi da basket – campi di atletica leggera che non ci sono, le spiagge desolate, l’inquinamento acustico, il disordine edilizio elevato alla massima potenza, gli uffici ASL, SIP, ENEL, ANAS - BIM-BUM-BAM ricettacolo di raccomandati e malfunzionanti, la fuga dei detentori di un’arte e un mestiere, la struttura turistica dilettantesca, le strade e le autostrade, le ferrovie, gli argini dei torrenti, e tutto quanto altro voi potete pensare e immaginare, qui da noi non va e non funziona non perché è colpa dell’Amministrazione Comunale, di questo e di quello, ma perché noi siamo dei vigliacchi.

E a questo vigliaccume s’accompagna quale componente complementare il fatto che nessuno di noi ha fiducia in voi, egregi Politici.

Proprio nessuna.

Non siete in grado, non potete, non volete, gestite come vi conviene, non importa la spiegazione. Non avete nessuna fiducia da parte nostra tutti quanti voi siete in qualsiasi schieramento vi collochiate.

E siccome noi siamo vigliacchi, vi lasciamo fare perché vigliaccamente, non vogliamo esporci per interessarci del problema di cambiare radicalmente la nostra rappresentanza politica operando un colpo di spugna. Perché moltissimi di noi sono compromessi con voi per patti, patticelli, accordi, favori dati e ricevuti, azioni di corruzione eseguita e subita sapendo di subirla.

Da noi non si governa, si gestisce la corruzione e la vigliaccheria della gente.

 

E allora mi chiedo: ma perché spendere 15 milioni di Euro al giorno per tenere le truppe in Afganistan “a garantire il processo di pace” mentre in Calabria bisognerebbe garantire il “processo di Libertà”?

Perché non trasferire le caserme degli Alpini dalle ubertose valli trentine in Aspromonte e fare esercitare i militari in un territorio veramente di guerra?

Perché non trasferire le caserme dei granatieri, dei paracadutisti e dei carristi lungo le nostre pianure e vallate e mantenerle in esercitazione permanente sul territorio?

Perché forse in Afganistan gli agguati sono una tantum e in Calabria invece, si rischierebbero le stragi di soldati con sequenza di tipo industriale?

Andiamo a fare i “liberatori” dei deserti mongoli, mentre da noi ci sono popolazioni schiave della loro stessa pavidità, incapaci di alzare non la testa, ma la schiena e sentirsi parvenza di popolo.

Lo Stato mai è stato presente, non lo è e mai lo sarà in Calabria. La Calabria serve come terreno di coltivazione umana, di riproduzione. Le tante carrozzelle si dismettono, crescono i bei ragazzoni e quando sono pronti, si impacchettano e si distribuiscono dove servono.

Da una parte i Calabri profumati con Dior a macinare fatica negli uffici, dall’altra i beduini fuggiti dal Sahara, fetenti di sudore, a macinare fatica sui campi.

Apparentemente distanti, entrambi servi di mille padroni.

 

Anche questo sfogo così amaro, servirà a nulla.

L’indifferenza della gente sarà notevolmente più forte. Per noi non c’è scampo. Perdiamo la competizione con le altre Comunità Regionali che sono più avanti e più il tempo passerà, più il divario crescerà.

Non affronteremo il problema né per noi né tantomeno per cercare di dare un qualche futuro meno triste del nostro ai nostri figli.

Non lo faremo perché noi siamo vigliacchi.

 

Carissima gente: la disperazione serpeggia fra di noi in modo acuto e qualcuno ogni tanto alza lo sguardo al cielo e la grida, questa disperazione, al vento.

Oggi sono io a essere un Calabrese disperato.

Leggete la corrispondenza che segue, vecchia di più di un anno, circuitata in Internet in ogni dove.

E nel leggerla, facciamo in modo che la nostra vigliaccheria abbia un attimo di regressione per consentire a quello che resta della nostra dignità sociale, di avere il massimo rispetto possibile per chi scrive e che un anno fa come adesso, ci fornisce una esemplare lezione di vita, amore e speranza.

 

meryluna66

7/7/2008 - 15:05

Sono un'insegnante di lettere di 41 anni e vivo a Bagnara Calabra (RC). Ho appena dato il mio ultimo saluto a Nuccio, un mio ex alunno di 29 anni, morto di leucemia dopo soli 10 mesi di battaglie... Un ragazzone alto, pieno di vita e di salute spazzato via in 10 mesi. L'ultimo di una lista ormai divenuta troppo lunga di bambini, giovani e adulti che tumori e leucemie si portano via, nella rassegnazione, nel dolore infinito e nella coscienza, non ancora sufficientemente viva, che al di là dell'imponderabile a Bagnara c'è qualcosa che non va: non ho dati statistici alla mano, ma in un paese di 10000 abitanti, in 10 anni i morti e gli ammalati di leucemie e tumori sono troppi. E il pensiero va ai rifiuti tossici di vario tipo seppelliti in Aspromonte, nel Mediterraneo e chissà dove altro, nel silenzio e nell'indifferenza delle istituzioni assenti o, peggio, colluse con ndrangheta e malaffare.
E noi cittadini continuiamo a piangere i nostri morti.
Non ne possiamo più!!! Non vogliamo più subire in silenzio la distruzione di un ambiente sempre più degradato che ci sta conducendo all'autodistruzione.
Che possiamo fare? Aiutateci...

Maria Carmela Gioffrè

 

meryluna66

10/7/2008 - 12:30

Oggi ci ha lasciato un'altra ragazza di 35 anni, malata di tumore all'utero, tre figli e un marito dileguato alla notizia del cancro. Ve l'ho detto che è una morìa...
Sono una sola persona, insegno, lavoro, insomma vivo, anche se da 18 anni ho la sclerosi multipla, malattia che condivido con mio marito (in tutti i sensi, xchè anche lui è ammalato). Questo non ci impedisce di vivere e lottare, ma nella nostra realtà è molto difficile, mi sento, ci sentiamo soli ed ho paura x il futuro.
Nessuno tutela la nostra salute...e quella dei nostri figli.
Certe volte mi sembra di non farcela...

 

matè

11/7/2008 - 10:50

E' stata presentata una denuncia? Se nella tua zona sono stati smaltiti rifiuti tossici, rivolgiti alla Corte di Giustizia Europea (meglio le istituzioni europee, io di quelle italiane mi fido poco). C'è una legislazione a livello europeo circa i rifiuti tossici, tu fai denuncia e segnala il mancato rispetto dei regolamenti europei: la Corte di Giustizia dovrà intervenire.
Ti saprò dire meglio in seguito, con il mio meetup di Chieri e altri meetup grillini piemontesi stiamo pensando di informarci bene in materia di rifiuti, documentare le infrazioni nel nostro territorio e rivolgerci a Bruxelles per combattere la lobby degli inceneritori. Tu comunque punta in alto, rivolgiti a Bruxelles, rompi le palle. Scrivi ad Angela Merkel, a Gordon Brown, a chiunque sia sensibile, gli europei devono capire che l'Italia è allo sfascio e che abbiamo bisogno di Bruxelles per annichilire la mafia.
Rivolgiti al meetup di Reggio per la questione rifiuti, magari anche loro hanno raccolto delle notizie importanti e si può inviare un documento unico a Bruxelles.
Prima però rivolgiti ai Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia. O intervengono loro o interveniamo noi.
matè

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