ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE

" La mia Bagnara e dintorni "

rubrica a cura del Dott. Tito Puntillo


LE ASSOCIAZIONI A BAGNARA

 

Giuseppe Barilà mi ha inviato il seguente messaggio, in risposta a un mio intervento apparso su ASFB:

“Tito,

ho appena letto il tuo intervento inviatomi da Gianni Saffioti.

Ti preciso solo di non aver mai ricevuto il tuo intervento a cui fai riferimento (altrimenti, come sempre, non avrei avuto motivo di non pubblicare ogni cosa che hai inviato).

Saluti”

 

Gli ho risposto subito chiedendo formalmente scusa, ma l’impeto e la passione ogni tanto purtroppo mi prendono la mano.

Vorrei però chiarire agli amici e ai lettori una circostanza:

comunque sia e in ogni caso, in ogni mia azione o pensiero, pensato o scritto, mai c’è stata e mai ci sarà una qualsiasi particolarità che possa nuocere alla mia Cittadina e ai suoi abitanti.

Tutto il mio comportamento, tenendo conto di questo, si muove con tendenza a un contributo di miglioramento. E se qualche volta gli atteggiamenti possano apparire esagerati, brutali e irriguardosi, è perché ritengo in buona fede di agire così perché alla fine il risultato dovrà essere positivo.

Ogni tanto commetto degli errori, com’è umano, e gli amici sono pronti a farmelo notare e a correggermi. E io ascolto e provvedo, tenendo conto, amici, che il sottoscritto sbaglia una sola volta.

 

Vorrei approfittare di questa parentesi per significare una importante sottolineatura alla questione delle Associazioni, un’ultima sottolineatura.

 

Vedete: le Associazioni sono una buona cosa in una Società Civile. A Bagnara sono tantissime e potrebbero consolidarsi in strutture più compatte e quindi più efficaci ed efficienti.

Ma sono da continuare a considerarsi una realtà di supporto nella Società, non un elemento primario.

Se le Associazioni assumono un ruolo primario, significa che la Società Civile non funziona.

Come spiegarmi?

Ragioniamo al contrario: se nella Società Civile tutti fossero buoni e virtuosi e la ricchezza fosse correttamente distribuita in modo che il ricco continui ad essere ricco ma senza stravizi e il povero cessi di essere povero avendo a disposizione opportunità per lavorare e, ove non ne fosse capace per cause di forza maggiore, la dovuta assistenza pubblica. Bene, in una società del genere, che senso avrebbe la presenza di strutture benefiche e di carità a matrice religiosa? Come si dovrebbe ripensare la Chiesa di fronte a una realtà del genere?

 

Ora: siccome la Società Civile non funziona, parrebbe logico asserire che le Associazioni divengono un polo trainante.

Ma è qui l’errore molto grave.

La Società Civile non funzionante non deve surrogare alle Associazioni il ruolo pubblico.

Ma allora? Direte voi.

Ecco: manca un anello in questo nesso fra Società Civile, Amministrazione Pubblica e Associazioni.

Teorizziamo allora una corretta struttura, asserendo immediatamente che a Bagnara purtroppo non è così.

 

La Società Civile strutturata per Associazioni (semplifico molto, ma spero che l’idea alla fine possa risultare esplicita) dovrebbe avere questo organigramma:

 

Società Civile organizzata in:

a)     Amministrazione Pubblica strutturata per gestire tutte le sfere della Società Civile Comunale

b)    Ordini Scolastici per l’educazione e la predisposizione ai giovani per entrare nella Società Civile

c)     Ordini rappresentanti della Produzione e del Commercio

di cui:

Associazione Artigiani

Associazione Commercianti

Associazione Imprenditori e piccoli Imprenditori

Associazione Coltivatori e Pescatori

Associazione Professionisti di settore

Cooperative di Produzione e Commercio

Unione Consumatori

Associazioni Sindacali

d)    Organizzazioni sanitarie

e)     Organizzazioni per l’esercizio della giustizia e forza pubblica di supporto

f)     Organizzazioni religiose

g)    Associazioni di assistenza, beneficenza, volontariato

 

Giochiamo:

cosa manca a Bagnara per ottenere il sistema perfetto?

Notate innanzitutto che nella scala delle priorità, le nostre Associazioni sono una “conseguenza”, sono rivolte “verso” i cittadini per operare laddove si aprono falle, vi sono scollamenti, risulta imperfetto l’interevento primario. Ma la routine caratteristica resta sempre quella e cioè “verso”, in aiuto.

Sopra esse, vi stanno le Associazioni dinamiche che costituiscono l’asse portante della Società Civile nel suo modo di essere, proporsi, vivere e andare avanti, insomma nel suo modo di esistere.

Più le Associazioni dinamiche attivamente funzionano con l’ausilio delle Organizzazioni di Base (Amministrazione Pubblica e esercizi di Pubblica Utilità), meglio si assesta la Società Civile, migliore diviene l’intervento delle Associazioni “verso”, perché anziché “sostituirsi” alle deficienze delle Organizzazioni di Base, si dedicano alle vere attività di assistenza e recupero.

La “sostituzione” poi, non produce soluzione di problema, lo decanta e lo complica addirittura e tutto quanto ne consegue, diviene un palliativo e non la cura definitiva.

 

Ragionate.

Non è una lezione da “intellettuale”, tanto odiati dai Bagnaroti che gestiscono un Potere Assoluto, è una costatazione.

 

Il nostro problema, a Bagnara, è che mancano le Associazioni Primarie.

Mancano perché non vi è attività manifatturiera. Mancano perché non vi è commercio espansivo. Mancano perché non vi è attività di trasformazione delle materie prime e dei raccolti.

In una Società Civile del genere, si replica quindi il paradosso presente nel mondo del lavoro, perché come in esso, anche qui i pochi negozianti prosperosi non sono ricchi, sono ricchi sfondati e i molti negozianti che stentano, non gestiscono l’attività nel bastante, ma sono veramente poveri o indebitati.

 

Quindi: provate da ora in avanti a coinvolgere nelle vostre attività di stimolo al miglioramento del Paese, queste Associazioni primarie e,ove non vi fossero (ma quanto sarebbe grave!!!), stimolate che si formino e operino.

Senza la presenza di esse, rappresentanti del mondo del lavoro che lavora e vuole lavorare, la vostra attività, paradossalmente, si disperde e diviene non più efficiente ed efficace. Diventa, perdonare, inutile, anche se non vi appare così perché vedete che magari le cose che decidete, si fanno. Ma non vi accorgete che restano fini a sé stesse e non sono invece, un elemento di reale supporto al miglioramento dinamico e attivo della Società Civile nel suo modo di essere.

Un solo esempio: quando voi vi prendete cura di un ragazzo con handicapp, bene: lo curate, lo migliorate negli stimoli, nell’autonomia, nel modo di ragionare, insomma lo predisponete e il ragazzo in effetti migliora. Poi? Il ragazzo a questo punto è pronto per entrare nella Società Civile e rendersi produttivo e utile. Dov’è il lavoro? Dove la struttura ricettiva? Vedete: voi siete andati “verso” e avete svolto un ottimo lavoro ma la Società Civile non è ricettiva e il ragazzo rischia di essere diventato più sensibile e provare delusioni più cocenti di prima. Perdonate se ho estremizzato molto il concetto.

 

Infine vorrei subito bloccare il potente gruppo laico che avvolge col suo “affetto” i nostri sacerdoti.

In una Società Civile che funziona, anche la struttura religiosa, così come le Associazioni, si riqualifica, perché la Chiesa Bagnarota si ritirerebbe sempre più dalle particolarità materiali e laiche del vivere quotidiano, offrendo ai Fedeli le opportunità per la bonificazione delle anime e dello spirito, perché in una Società che funziona, il civile sentirebbe la Chiesa come un luogo ove fermarsi e, attraverso la ricerca di una vera spiritualità, ricercare la comunione col Signore.

I potenti bagnaroti sacerdoti di questo mondo insomma, diverrebbero un veicolo che consentirebbe al civile di ricercare e trovare Dio in tutto quello che quotidianamente esegue e pensa, perché alla fine la Società Civile che ricerca la perfezione, “tende” a un’etica, a una morale sociale che è composta da singoli che perseguono canoni di comportamento che, per proteggere, tutelare e sviluppare il proprio singolo benessere, tutelano, proteggono e sviluppano la salute pubblica: materiale e spirituale. Perché a quel punto, le due caratteristiche sarebbero indivisibili. E’ così che la Religione, a Bagnara, tornerebbe a essere il perfetto complemento spirituale della Società Civile.

Tito Puntillo

 

 

 

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