ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE

" La mia Bagnara e dintorni "

rubrica a cura del Dott. Tito Puntillo


BERLUSCONIANA

A – LA BELLA E LA BESTIA

Un poco di tempo addietro, un mio amico (secondo la definizione della Treccani, non tanto per dire) di sempre, Sarino Cundari, scrisse una nota con la quale lamentava il dissesto del quale soffre il sistema della mobilità calabrese: le strade e il pericolo costante di rimanere isolati. Leggevo e mi domandavo: ma queste cose, non le ha trattate esaustivamente e nel continuo Maria Carmela Gioffré? O lui non ha seguito il dibattito che si svolge in Paese (ma che strano che sarebbe) o dove vuole arrivare? Comunque: continuai la lettura ed ecco tirando le somme, spunta che la colpa era di Berlusconi il quale s’è presi i soldi del Sud e si faceva le feste o non so cos’altro.

Risposi con decisione perché Sarino era caduto nel tranello. Aveva spostato l’attenzione del lettore dal problema corretto della mobilità deficiente, a Berlusconi col risultato, a mio avviso, di aumentare il gradimento popolare verso il Presidente del Consiglio.

Rispose seccata, la figlia di Sarino accusandomi di non sapere in quale inferno si trovavano gli studenti che si dovevano recare ognidì a Cosenza, che io vivevo in un altro mondo e che, suma turna, Berlusconi altro non era che un corruttore di minorenni.

A parte il fatto che Sarino avrebbe potuto spiegare con calma alla focosa ragazza che sia lui che io, quarant’anni fa, eravamo situati peggio di lei colla mobilità e i sacrifici, e che stava rivolgendo osservazioni critiche alla persona che gli argomenti di quelle osservazioni ce l’aveva ancora tutti sulla pelle, si ripeteva l’errore: ancora una volta Berlusconi e questa volta play boy.

Io pure adesso ne parlo: il mio partito è così all’estremo dello schieramento politico, che non esiste più e sono fra quelli ai quali l’influenza berlusconiana scivola addosso con facilità.

Vedo di spiegarmi e solo con fatti.

Silvio non è bravo. Sono bravi i suoi generali e marescialli. Valse per Cesare, Napoleone, vale per un buon Direttore di Giornale, per un ottimo General Manager d’Azienda, vale per Berlusconi.

Nel suo entourage ci sono supersociologi e analisti della comunicazione politico-sociale nord-americani e inglesi, e non v’ha gesto e atto berlusconiano che non sia studiato e varato solo al momento giusto.

L’ultima sceneggiata fu quella della ragazza di Bari e alla fine del processo mediatico, la Sinistra italiana diede a Silvio quello che egli si attendeva dal piano: l’aumento della popolarità. Fu così anche con Bill Clinton, se vi ricordate, che dopo lo “scandalo” con la ragazza “in stage”, raddoppiò il consenso nel popolo americano. Fu così con Sarchozy quando ripudiò la moglie e prese la divina Carla. Popolarità raddoppiata.

Come mai? Perché nel popolino s’innesca un processo a mezzo del quale il politico informe e impalabile, messo in quella maniera, diviene vicino, approcciabile perché tutti, tranne qualche prete sinceramente tale, hanno sognato di spremere la bellissima tetta della signora di fronte o dell’ombrellone accanto. E dunque Silvio torna a essere mortale, più vicino a quello che fanno tutti, e quindi non può che avere pensieri “mortali” donde: è uno come noi. E come alla fine si cementifica questo concetto? Attraverso l’azione dell’Opposizione che ciacola di valori morali, di infedeltà, di infanticidio, dei quali alla gente, in quel contesto, non coglie che le briciole. Risultato: aumenta il consenso. Di chi il merito? Dell’Opposizione. Vi ricordate la battuta all’arsenico della Mussolini? Con fare napoletano, proprio da Quartieri Spagnoli, esclamò a un certo punto da Vespa: «ma allora? E come lo fa Franceschini?» Se volessimo davvero sminuire un poco la popolarità di Silvio, bisognerebbe badarlo di meno, lasciarlo un poco stare per i fatti suoi, e invece la Sinistra continua colla manfrina pro-berlusconiana: c’è la crisi mondiale. No! In Italia è colpa di Berlusconi. E’ stata abolita l’ICI. No! Berlusconi s’è fatti i fatti suoi (e io intanto io come gli altri 40 milioni di italiani, sono contento perché non la pago più. La sinistra non vuole? Gli voto contro), si cerca di mettere i tribunali in modo che svolgano velocemente le cause, a beneficio dei poveri disgraziati che stanno anni per avere una sentenza. No! E’ Berlusconi che si fa i fatti suoi! E prende altri voti.

Come facciamo adesso? La Sinistra protesta perché Berlusconi adesso è padrone di tutti i giornali (escluso, pare, L’Unità e forse Il Manifesto) e tutte le Reti. Vuole dire forse la Sinistra, che tutti i Giornalisti d’Italia sono divenuti servi di Silvio?

No! Aspetta un attimo! Forse La Repubblica … aspetta, c’è anche il Corriere della Sera … e la Gazzetta del Mezzogiorno? … no aspetta: c’è anche L’Espresso. Andiamo avanti? Ma allora? Come sono i giornalisti italiani? Servi? Professionisti? … Parliamone. Soprattutto: Sinistra, la smetti? Stai fornendo voti al Silvione che fa/recita bene la parte della vittima quando dice che i giornali ce l’hanno con lui mentre tu dici che lui ha tutti i giornali. Devo continuare? Questa notte non sono riuscito a copulare. E’ colpa di Berlusconi che mi ha infastidito colla storia della barese. E’ da due giorni che non riesco ad andare in bagno. E’ colpa di Berlusconi perché pensa a idratare il suo colon e a me non pensa.

Ma per favore! Finitela perché noi siamo veramente stufi di Silvio e vorremmo torgliercelo dai piedi e voi pidiessini, frodiani, catto-comunistelli, catto-centrini e democretini, colla vostra isteria politica veramente molto dilettantesca, riuscite a ripresentarcelo sempre fra i piedi, maledizione!

 

B- IL PONTE DEI SOSPIRI

 

Per un genio come Silvio, è dunque facile mettere sottoscacco la gente, visto che ha nella Sinistra italiana, la più valida ed efficiente delle spalle.

Vediamo: parliamo del Ponte. Escludiamo le sciocchezze dell’ambiente, del terremoto e dei costi, visto che la parte più consistente di quest’ultimi sarà a carico di privati e dei finanziamenti della Comunità Europea.

La Sinistra dice NO. Ma oramai tutti sanno che quel no è dettato dal terrore di perdere ulteriori consensi di fronte a un’opera epocale che tutti ammireranno e utilizzeranno. I pastori romani stanno rimodellando le loro verghe d’avellano per guidare il gregge italiano sinistrorso dove vuole Silvio che vada.

Quindi ci saranno quelli del NO che, col loro NO, rinfocoleranno quelli del SI e così Silvio avrà strappato altri voti alla Sinistra una volta che essa avrà giocato la parte che egli vuole che giochi.

Allora: mettiamola diversamente. Facciamo entrare in campo la Calabria CHE NON C’E’.

Diciamo, noi Calabresi insieme ai Siciliani: caro Berlusconi, va bene, ricordandoti della TAV e della Val di Susa, ti facciamo fare il Ponte. Ma solo quando ci avrai rassicurato sulle date di cantierizzazione di tutte le altre opere di corredo. Vogliamo, insieme e contestualmente al Ponte: la ristrutturazione della SS 18 Tirrena Inferiore con l’eliminazione delle strettoie e la costruzione delle gallerie artificiali nelle zone pericolose; la cosrtruzione della Bagnara-Bovalino; la costruzione della bretella di raccordo SS18 Bagnara/Livara – SS18 Bagnara/Raneri, eliminando così le difficoltà intermedie, visto che la pubblica via è divenuta proprietà privata e se il Sindaco s’azzardasse a porre divieti di sosta, prenderebbe pistolate a iosa; la correzione della SS18 Bagnara-Favazzina verso il litorale (e con queste due correzioni, si risolve il problema strategico della SS18 alternativa all’Autostrada in caso di calamità); il prolungamento dell’Alta Velocità da Napoli a Palermo; il potenziamento dell’Autostrada Messina-Palermo e Palermo-Catania; l’ultimazione della Catania-Siracusa, il potenziamento ferroviario Catania-Palermo; il potenziamento consistente dell’Aeroporto Tito Minniti di Reggio, nell’ambito della Grande Reggio e del neo-grandioso comprensorio Reggio-Messina; il potenziamento della metropolitana ferroviaria Melito-Rosarno e Rosarno-Lamezia Terme via Tropea, il raddoppio ferroviario della Reggio-Taranto, i finanziamenti per la riqualificazione turistica delle aree Costa Viola e Messina-Taormina con le detassazioni pro-tempore per tutte le attività turistiche e, infine, la presenza fortissima dello Stato per la sorveglianza anti mafia di tutti i cantieri aperti, che per legge, dovranno considerarsi militarizzati. Infine: dovrà essere pianificata l’opera di recupero delle aree cantierizzate attraverso il rimboschimento e la creazione di aree paesaggistiche attrezzate.

Avete compreso? Il problema SI SPOSTA dalla ciacolazione della Sinistra che dice NO al Ponte a vantaggio di qualcheduna delle opere elencate, alla rivendicazione di TUTTE le opere perché in quella maniera veramente si fanno gli interessi della Calabria e della Sicilia. Nel primo caso: Silvio prenderà, per merito della Sinistra, ancora più consensi, nel secondo: sarebbe costretto ad accettare altrimenti i consensi li perderebbe tutti. E perché? Perché Silvione è riuscito a deviare il problema, che è questo: il Ponte, senza le altre opere, serve a niente. Le altre opere, senza il Ponte, servono a niente di fronte al collo di bottiglia dello Stretto Ciuf-Ciuf. Quindi o tutto il pacchetto, o mobilitazione generale, perché adesso, caro Silvione, noi vogliamo veramente tutte queste cose che sono vitali per la nostra esistenza e il nostro futuro.

Si, ma dove sono i calabresi e i Siciliani LIBERI e quindi capaci di protestare? E allora: ci massacreranno ancora una volta, o in una maniera o nell’altra. Siete pronti a stendere la mano per prendere l’elemosina e votare Silvio come dei disperati?

 

C- NORD-SUD FRA “BOCIA” E “QUATRAREJ”

 

L’ultima trovata silvionesca concerne i dialetti e l’Unità d’Italia. La recita è affidata alla Lega Nord, così si consoliderà Silvio al NORD per spirito patriottico mentre al Sud dell’Unità d’Italia e della questione dialetto glie ne frega niente a nessuno. Perché vincerà? E’ perfino banale: siccome il Sud sarà refrattario al problema, l’attenzione è al Nord dove il NO della Sinistra farà infervorare tutti i Nordici e Silvio acquisirà ancora più voti, soprattutto nelle fabbriche, una volta baluardo inespugnabile della VERA Sinistra, prima del disastro del professore Frodi.

L’Italia è l’unico Paese al Mondo a poter vantare un corollario di dialetti strettamente connessi con radici storiche consolidate, poiché il frazionamento in tanti Stati, dall’alto Medioevo fino alla cosiddetta “Unità d’Italia”, ha favorito lo sviluppo di culture, forme d’arte, economie, società e modi di stare al mondo, fortissime, bellissime, perfettissime.

Una frase in dialetto di, per esempio, cinque parole, esprime quello che in italiano necessiterebbe di cinquanta parole. E vale per tutta Italia, perché? Perché il linguaggio corrente s’è evoluto colla gente e i rapporti all’interno di essa, modulando le parole ai fatti. E’ una realtà di oltre mille anni per l’Italia! L’Italiano invece, è una lingua “intellettuale” derivata dal linguaggio di Corte del nostro grande Imperatore Federico II° (nostro = di noi meridionali), poi inquadratasi nel Dolce Stil Novo e quindi assunta a Lingua d’Italia. Ma sono i dialetti il cuore italiano palpitante. In tutti i sensi.

Cosa dovrebbe dire la Sinistra a Silvione invece di sbraitare NO e basta? Che la Lega ha ragione. Bisogna tutelare i dialetti, proteggerli come patrimonio personale, ma non come “esame” per accedere alla “Società” settentrionale, perché altrimenti dovremmo invitare tutti i meridionali disseminati al Nord, cioè la MAGGIORANZA del Nord, a usare i loro dialetti, quelli delle loro mamme e papà, nei rapporti quotidiani.

I Meridionali sono la maggioranza a Torino, Milano, Bergamo, Bologna, eccetera. Le generazioni sono ben cinque e quest’ultima quinta, adopera una fonetica che non è più né piemontese (o lombarda, ecc.) né calabrese (o siciliana, ecc.) ma è una fonetica nuova, atonica. Quindi: di che dialetto parliamo? Nel senso: che significa dialetto, se al Nord oramai tutto si sta livellando su un italiano con cadenza fonetica neutra?

Il Partito che al Nord è virtualmente in minoranza assoluta, cioè la Lega, vuole colpire più a fondo e asserisce che preservare il dialetto significherà proteggere l’educazione dei bambini nordistici dalla cattiva influenza dei maestri sudisti. Sarei tentato di asserire che ha ragione. Poi mi calmo un poco e ragiono. Li mandiamo via i maestri sudici del Sud? Li restituiamo al Sud? Poi facciamo il conto e vediamo di quanti alunni si comporranno le classi di bambini rispetto ai maestri disponibili non sudici.

E Berlusconi prende voti perché i Nordici si sentono orgogliosi e i sudici “sperano” di tornare a casa loro, ove magari si è trattati meglio.

Il tiro anti-Silvio andava spostato e non colta la sfida come lui voleva che venisse colta. Perché il problema non sono i maestri sudici, ma è LA SCUOLA, tutta considerata, dalla Scuola Elementare all’Università e non per generici posti di lavoro o programmi inadeguati, Gelmini anti-Gelmini perché così Berlusconi ci farebbe nuovamente cadere nella trappola, ma nella struttura scolastica e nei mezzi tecnici, nelle dotazioni a disposizione delle nostre scuole. E quindi biblioteche, computer, microscopi, strumenti di precisione e di analisi, macchinari elettronici di diagnosi avanzata, laboratori di ricerca e sviluppo, stage internazionali. Devo continuare?

La Scuola è un simbolo “unitario” se così intesa.

“Unità”. La Lega vuole le bandiere regionali vicino al Tricolore. Riprende una vocazione che è europea. La Spagna e la Francia hanno emesso serie di francobolli bellissime sugli stemmi e i costumi regionali, il Regno Unito presenta l’icona di Sua Maestà con accanto quelle delle singoli componenti, le quali giocano il Sei Nazioni di Rugby mostrando con orgoglio gli stemmi nazional-regionali. Qual è il problema? Noi calabresi abbiamo una delle bandiere più belle d’Italia e la nostra Reggina, ancorché sfortunata, l’ha portata su tutti i campi della serie A ricamata sulle maglie di calcio. Qual è il problema? La DISPERAZIONE di vedere che Berlusconi tira fuori idee vincenti e non si riesce a controbattere. Meglio ammazzare l’Italia che fare vincere Berlusconi, sembra il motto di questa Sinistra imbelle.

In questo caso: l’idea doveva essere fatta passare per banale, visto che, de facto, E’ GIA’ COSI’. E invece. Berlusconi vince, maledizione!

Diverso il problema dell’Unità d’Italia. Sempre la Lega nega l’Unità e la Sinistra insorge.

E perché? Ognuno di noi se lo sente sulla pelle che l’Unità è un sentimento labile, che andando in giro per l’Italia, si vedono le cose cambiate, trattate in modo diverso. E’ inutile che vi spieghi oltre. Avrete certamente capito.

Perché questo accade? Perché l’italiano confonde l’idea dell’Unità con quella di Stato. Semplifico: Stato al Sud significa Carabinieri e al Nord significa Roma Ladrona. Ho estremizzato ma ho reso il concetto.

Quando la Sinistra difende l’Unità nella maniera colla quale la sta difendendo, esalta questi sentimenti e Silvio prende altri consensi, perché la Sinistra “vuole” lo Stato come negativamente lo percepiscono i cittadini.

Diverso sarebbe stato se la Sinistra avesse contrapposto alla teoria della Lega, quella di NAZIONE.

La Nazione è la comunione di tutte le diversità riconoscentesi in un’unica contestualità geografica e quindi è la unione «di fatto» delle diversità in una identità che le diversità tutela e governa.

Questo concetto sprigiona sentimenti forti che noi cogliamo nei momenti spiccioli, quando vince la Ferrari, prendiamo il titolo di Campioni del Mondo, mangiamo gli spaghetti, ecc.

Si tratta di un processo sociale lungo ed epocale. Ci vuole tempo, ma va assecondato in questo senso.

Noi siamo Calabresi e viviamo nel contesto della Nazione Italiana.

Ragionate e capirete quanto sta sbagliando la Sinistra.

E a séguito di questi errori, a noi tutti tocca tenerci e vedere ancora crescere la figura di Berlusconi, maledizione!

 

D.- ZOO ITALIA: FRA GABBIE E PRATERIE

 

Non comprendo ancora (l’argomento è appena stato sdoganato dagli “esperti” che curano l’immagine del Premier) dove voglia andare a finire Silvio quando si miscelano la Nuova Cassa per il Mezzogiorno, le Gabbie Salariali e il “Piano Marshall” che Silvio ha dichiarato di voler gestire in prima persona.

Siamo pronti ad applaudire? Clap, clap, clap.

Franceschini mi appare ancor più in corner, ma certamente estrarrà dal cappello a cilindro, qualche ennesimo piagnistei sulle priorità, la serietà delle cose da fare, e altre evanescenze del genere.

La cosa seria è che gli esperti di comunicazione del Premier stanno davvero dando la stoccata finale. Provate a questo punto a coniugare tutte le mosse descritte in questo articolo. Non vi paiono articolate?

Vediamo adesso di incentrarci su due aspetti del problema che sta montando in queste ore in Italia.

Il primo aspetto che emerge è che è oramai evidente che Silvio NON governa secondo una corretta pianificazione politica basata sul sociale e sull’economico, governa invece basandosi pressoché esclusivamente sull’orientamento della gente. Va dove la gente vuole che si vada, facendo ad essa credere che davvero ci si sta andando. Gli esperti di Scienza della Politica sanno che questo è un errore gravissimo ancorché il volgo non ne percepisca il fatto e non ne intraveda le terribili conseguenze.

Il secondo aspetto è più pratico. Siccome la tattica l’abbiamo studiata discutendo del Ponte, adesso non ci resta che continuarne l’applicazione. E allora: perché non essere d’accordo sulle gabbie salariali al Sud? Va bene, ci stiamo. La sinistrella è già caduta nella trappola, gridando che non è vero che ci sia il divario, o forse si ma solo per gli affitti e altre cose del genere sulle quali il popolino sorvola perché vuole capire il sodo. E siccome il sodo glie lo mostra solo Silvio, dicendo che colle gabbie si protegge e si valorizza il Sud (ma che significa?), uno aspetta il colpo di rimando della Sinistra e si trova davanti la siciliana capogruppo alla Camera che con voce sempre più mascolina man mano che passa il tempo, mena il can per l’aia puntando alla fine sulla persona Berlusconi e cosi il teatrino riparte e: viva Silvio! Alla fine e come sempre. Clap, clap, clap.

Proviamo invece a ragionare in questa maniera: caro Silvio, il Sud è pronto per un piano molto serio e articolato con l’attivazione di una neo-Cassa per il Mezzogiorno, le Gabbie Salariali e un Piano-Marshall per il Sud. Ti possiamo dimostrare che un chilo del prodotto x costa al Sud 100. Lo stesso chilo costa al Nord 110. Va bene. Ma quando vado a pagare, nel portafoglio dell’uomo del Sud ci sono 200 e in quello dell’uomo del Nord ce ne sono 250. Di che cosa stiamo parlando?

La questione è un’altra. Noi accettiamo il fatto di restare deposizionati e mantenerci standardizzati sui rapporti salario/costo della vita come adesso, purché tu, invece delle Gabbie Salariali, ci fai vedere qual è il piano decennale “Marshall” che per noi può solo significare che porterà le imprese produttive al Sud. E’ chiaro che la Lega non si lamenterà, poiché sarebbe come dire che la Cinquecento continuerà ad essere prodotta in Polonia, ove il Costo del Lavoro è più basso che a Torino, e su questa circostanza la Lega non s’è opposta, e la stessa cosa accadrà colla Nuova Panda che sarà per esempio prodotta a Termini Imerese, ove il Costo del Lavoro sarà più abbordabile rispetto a quello di Torino e anche in questo caso la Lega avrà nulla da dire, così come non ha protestato per la Cinquecento in Polonia. E siccome il Sud sarà competitivo, allora lo stesso ragionamento varrà per Diadora, che confeziona a Taiwan, Benetton che confeziona in Cina e via dicendo.

Oppure vuoi dirci che siccome il dato di fatto è questo, lo si istituzionalizza e basta e il Marshall si riduce ad aiutini a singhiozzo per puntellare le situazioni esistenti, non per sanarle o stravolgerle a favore del popolino? Così non andrebbe bene e il popolino lo capirebbe al volo, caro Silvio.

Il Sud è disponibile a fare sacrifici se vi sono contropartite. Non a prender atto che siccome le cose sono andate male per il Sud fino ad oggi e s’è creata una situazione di handicap dolorosa, la formalizziamo e fa che n’abbia con gli aiutini del Marshall.

Allora: cosa succederebbe se la Sinistra si ponesse in posizione propositiva come sopra di fronte al Silvione?

Silvio dovrebbe confermare che in realtà non ci sono spinte per convogliare al Sud nuova imprenditoria. Potrebbe però ripeterci la solita poesiola: il Sud deve fare da solo! Non può sempre sperare che sia il Nord a intervenire colle sue imprese! Il mio Piano Marshall prevederà il rilancio del Turismo, dell’Artigianato e altre cose. Tutte collaterali alla sostanza che deve essere lavoro di trasformazione, l’unico che produce vero reddito.

Benissimo, dovrebbe rispondere la Sinistra, accettiamo lo stesso, anche senza questa certezza finale.

Da quando cominciamo? Il Sud è pronto a fare da solo.

Ah no! Per cominciare e prima di cominciare, ci sarebbe bisogno di una presenza vera, sicura, convinta e decisa dello Stato al Sud. Così il Sud sarebbe pronto a partire. Anche da solo. Che facciamo, Silvio?

E così scopriremmo che, forse, il Silvione potrebbe essere davvero messo in difficoltà.

Ma con un’altra Sinistra, non con questa, maledizione!

Tito Puntillo

 

 

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