ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE


 

LA LINGUA ITALIANA, QUESTA SCONOSCIUTA

 

Io sono d'accordo.

Affinché gli Extra Comunitari possano aprire un'attività commerciale, è necessario che conoscano e parlino fluentemente la Lingua Italiana.

In questa maniera, il rapporto fra Negoziante e Cliente diverrà ottimale.

Ma permettetemi alcune considerazioni:

1) C'è bisogno di una marcatura in termini di legge? E' un processo più che automatico quello che conduce un Negoziante a sentire il bisogno di dialogare coi suoi Clienti, se vuole capire la "comanda" del Cliente e stargli vicino;

2) Si dovrebbe associare a questa «necessità» avvertita dalla Lega Nord, quella di richiamare quasi tutti gli esponenti delle Classi Dirigenti Italiane, un pò come si usa quando si richiamano le automobili per una revisione.

Richiamarli in aula e insegnare loro il corretto uso del futuro, del condizionale, del congiuntivo e delle frasi compiute. Insegnare come appostare le virgole e usare i verbi appropriati al posto dell'onnipresente "fare". E così via.

3) Da una parte la Lega Nord invoca l'Italiano per gli Extra-comunitari, dall'altra invoca l'insegnamento del Dialetto locale nelle Scuole (il Bergamasco, il Lodigiano, il Giuliano, ecc.).

4) La Provincia Autonoma di Bolzano-Bozen impone ai Cittadini indigeni l'uso fluente del Tedesco per accedere alla carriera impiegatizia; tutte le indicazioni sono in doppia lingua e, usciti da Bolzano per andare verso Bressanone-Brixen o Merano-Meran, le indicazioni sono prima in tedesco e poi in italiano.

L'ostilità verso gli italiani è ancora tangibile in tutte le sacche ove vegetano gli Schutzen e anche in Bolzano-Gries, la parte della Città ove vive beata la classe agiata di lingua tedesca.

La Regione Autonoma della Valle d'Aosta tutela e cura e pretende il Francese in tutta la Vallée e le caratteristiche somigliano molto a quelle dell'Alto Adige-Sud Tirol.

La Lega non chiede qui il fluente uso dell'Italiano. Perché?

5) Con gli eguali parametri adoperati per la Provincia Autonoma di Bolzano- Bozen e della Valle (Valleé) d'Aosta, la Regione Autonoma Siciliana potrebbe chiedere l'uso legale e prioritario del Siciliano, che (ma forse in pochi ne sono al corrente) NON E' un dialetto, ma una LINGUA completa e compiuta.

Come possiamo noi Elettori orientarci di fronte a uno scenario politico che sempre più si caratterizza per episodi epidermici e viscerali, per niente consoni a una corretta gestione della Cosa Pubblica?

 

Tito Puntillo

 (Seconda parte e finale)

 

Sono oramai pochi gli intellettuali meridionali che s'occupano di Questione Meridionale e questa circostanza coincide con l'accentuazione dell'azione sociale che sta consolidando la posizione politica della Lega Nord al Nord.

Azione sociale che mira al quasi-monopolio dell'iniziativa industriale, agricola e commerciale. Non c'è ideologia politica nell'attività della Lega Nord, solo protezionismo e, successivamente,vi sarà  predominio economico.

L'opinione pubblica meridionale è peraltro tutta concentrata sulla personalità del Presidente del Consiglio e si intrattiene in amplissime discuisizioni di fine Scienza della Politica sul come, quanto e quando e si parla sempre meno della Calabria, soprattutto della Calabria.

Il Meridionalismo contemporaneo riflette in questo momento su un assunto innovativo perché appartenuto ai nostri Padri antichi: il Principio di Universalità sostenuto e difeso dall'Imperatore Federico II, principio avversato dalle istituzioni assolutistiche guelfe, con in testa la Chiesa Romana.

L'elaborazione moderna del Principio invoca lo "scambio e la reciprocità dello scambio" fra le diverse componenti sociali che operano sul territorio.

Significa in parole semplici che è necessario che continuino ad esistere "differenti creatività" che possano liberamente operare in un "sistema pluriculturale" perché è solo in tale maniera che vi sarà possibilità che esista ancora storia per la Calabria.

 

Quindi creatività artigianale accanto all'attività contadina, marinara, manifatturiera,assistenziale, pubblica, interpolando esperienze dei montanari, dei terrazzani, contadini, pescatori, borghesi, calabresi, arabi e balcanici che in Calabria operano e vivono.

Se da prima della scomparsa dei Dinosauri ad ogggi, le differenze sociali e razziali sono state collegate alle discrimininazioni, l'indirizzo sociale del moderno Meridionalismo indica per il Sud non la scomparsa delle differenti creatività e potenzialità, ma la loro prosecuzione e tutela perchè questa circostanza aumenta la forza del sistema pluriculturale e orienta questa forza verso la presa di coscienza della "appartenenza" al territorio e alla condivisione totale del suo destino.

Solo che, per ottenere questa semplice realtà, è assolutamente necessario che accanto al potenziamento delle "differenti creatività", si persegua tenacemente e convintamente la scomparsa delle discriminazioni sociali e razziali che furono e sono la motivazione proprio delle differenze sociali.

Il conseguimento di questo risultato porrebbe la Calabria in prima linea nello sviluppo commerciale del Bacino del Mediterraneo annullando in breve il divario col resto della Nazione e mettendo fine alla "subalternità" della Calabria.

Possiamo svolgere una semplice riflessione su Bagnara.

La "Società Pluriculturale" Bagnarese si caratterizzava per una molteplicità di attività artigiane, anche minute, e contadine con risvolti positivi nell'allevamento e nel commercio al minuto.

La discriminazione che caratterizzava (e caratterizza) la "Società Pluriculturale" Bagnarese, condusse nel tempo (oltre all'Emigrazione) moltii capi-famiglia a favorire che i figli non continuassero a seguire le loro orme e quindi i figli di coffari, allevatori, contadini, mugnai, pescatori, scarpari, sarti, barbieri, lattonieri, falegnami ecc., ecc., furono spinti a seguire corsi di studi universitari, con enormi sacrifici familiari. La nuova "Società Pluriculturale" Bagnarese odierna, è il risultato di questo processo ventennale che mirava al "riscatto sociale" delle «Classi Subalterne», per cui non vi è più "Pluricultura" a Bagnara e questo significa stagnazione economica e dinamica sociale paralizzata.

Molte volte ho scritto che bisogna dunque ricominciare dalla base elementare, dai bambini e dalla funzione della Scuola (con insegnanti preparati e motivati) per ricostruire la "Differenziazione Culturale", che significherebbe invogliare gli scolari a perseguire la loro "Vocazione" in un contesto ove si sia presa pienamente coscienza che bisogna eliminare rigorosamente, convintamente e assolutamente, la Discriminazione.

La Società del Lavoro ove ognuno rispetta convintamente l'utile lavoro di tutti gli altri.

Tito Puntillo

 

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