ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE

" La mia Bagnara e dintorni "

rubrica a cura del Dott. Tito Puntillo


SCILLA – LA PROLO LOCO DI BAGNARA – L’INQUINAMENTO

Sul sito di Costa Viola on line ho letto ieri che a Scilla è stata fermata la Sagra del Pesce Spada.

Le motivazioni mi sono parse paludose, cioè pervase da diffuso grigiore crepuscolare, insomma poco credibili.

Ne sono stato colpito in modo particolare perché tutto lasciava intravvedere una Scilla totalmente diversa, e cioé quella da me recentemente descritta.

Sono dunque caduto in inganno quando spiegavo l’ottima stagione turistica di Scilla, ancorché la Chianalea sia veramente colma di motoscafi e panfili e la laterale via, colma di ristorantini e locali di intrattenimento.

A lato di questo dinamismo, l’osservatore non può che collocarvi un ciclo economico per lo meno elementare, il più elementare possibile, e quindi il contadino che riceve più domanda, il fornaio che assume il lavoratore stagionale, il gelataio, il commerciante il Comune.

Un ciclo semplice e compatto, verrebbe a dire: non può che essere così, anzi: deve essere così.

E invece così non è perché la gente si lamenta, il Comune è alla canna del gas e il dissesto scillese è a macchia non di leopardo, ma a macchia d’olio. Così la gente si esprime.

Sono sconcertato, credetemi davvero.

Quindi la mia valutazione su Scilla era errata ma la circostanza segnala che è dunque ancora più di seria preoccupazione il teatro che accorpa la bassa costa reggina.

Scilla non può darsi una ulteriore spinta di sviluppo.

Le infrastrutture sono antiquate e la Chianalea scarica direttamente a mare gli svuotamenti dei water di quel quartiere, il depuratore infine non fornisce garanzie di filtraggio adeguato, d’inverno il Paese è praticamente deserto.

Di Favazzina, una volta meta ambita dei ricchi Riggitani che a tutti i costi volevano una casetta, una villetta, ha l’arenile invaso da rifiuti locali di ogni tipo, come ci ha documentato la stampa regionale e poi c’è Bagnara, di nuovo.

Al fallimento della Sagra del Pesce Spada, si sta accodando un’Estate Bagnarese sottotono, anche perché sono molti i Bagnaroti che tardano a venire o non verranno per questa estate a Bagnara, ove i locali “operatori turistici” (sic!) sono folli se pensano che tutti possano spendere i prezzi che si chiedono per affittare un “cubo” in Via Marina e poi farsi anche la spesa, pagare le utenze, il costo del viaggio, stando in un mare pulito in modo alternato, tuffati in una realtà affogata dall’inquinamento acustico pomeridiano, serale e notturno, dal traffico caotico e incontrollato e dal caldo che, man mano che passano le stagioni, diventa sempre più monsonico.

Ricordo per inciso che, all’epoca, il Generale Candeloro De Leo vietò in tutto il Borgo l’uso degli scooter dalle ore 14 alle ore 17, pena multa e sequestro del mezzo.

Bagnaroti: Bagnara NON E’ un Paese socialmente vivibile e voi continuate a essere refrattari anche a questo grave fatto reale e tangibile.

Al turismo che non esiste, accomuneremo duqnue sempre più gente che preferirà spendere un poco di meno e raggiungere in un paio d’ore la Liguria o la Venezia Giulia o le Romagne e stare bene. C’è il mate sporco in quelle località? Va bene: ma la vita da spiaggia è stupenda, ci sono piscine, campi da tennis e calcetto, tornei di bocce, acquaparck, punti di tiro al piattello, di bridge, si balla sulle piste libere, si va al cinema, si ascoltano concerti, si fanno escursioni, ci sono i resort, le oasi per la cura del fisico, i corsi di ginnastica sulla spiaggia. I bagnini che controllano e sorvegliano. Ma per favore!

E ripeto poi ancora: cosa scarica a mare dalle campagne trattate coi pesticidi e i conservanti, la Piana di Gioja Tauro? Ogni quanto viene effettuato il controllo sui colibatteri e sulle componenti chimiche disciolte nell’acqua nel Porto di Gioja Tauro?

I reazionari e i conservatori Bagnaroti sussurreranno che sto facendo terrorismo. No: chiedo prevenzione e seria gestione del Business Turistico che si vorrà intraprendere.

Proprio per questo ho criticato (e ribadisco la critica) il locale Presidente della Pro Loco. Quella non è una “carica” onorifica che impegna per le cerimonie, le premiazioni, il “saluto” erga omnes, la firma sui documenti. E’ un lavoro. Duro, a tempo più che pieno, olio di gomito fino all’esasperazione, rottura di coglioni a quelli della Provincia e della Regione, litigate (se necessario) col Sindaco, covo donde scaturiscono azioni propositive e non solo e solamente gestioni di riunioni collegiali per tentare di trovare soluzioni condivise, e altre poesie del genere.

La mia durezza scaturisce dalla consapevolezza che quella è una carica di forte impegno professionale dedicato, perché quella gestione deve essere il cuore pulsante di tutto un sistema che vuole riconoscersi in una economia turistica.

E’ così?

Siccome adesso non è assolutamente così, si parta da zero, spirito di sacrificio, dedizione totale al lavoro duro e si cominci a costruire passo, passo, tenuto conto che per inoculare una “coscienza” turistica al Bagnaroto, per come adesso è mentalmente e socialmente strutturato, occorreranno, se tutto va bene, più di quindici anni, attendendo quindi una nuova generazione di giovani, educati a scuola a vivere il sociale in funzione dello sviluppo condiviso dell’economia sociale, circostanza che adesso NON è neanche pensata nelle struttura scolastica Bagnarota.

Ma se intanto non mettiamo pezze alle iniziative che ancora sopravvivono, seppure boccheggiando, allora si che siamo fottuti.

 

Mettiamo pezze e cerchiamo di non autodanneggiarci ancora di più, per favore.

Ripeto: NON sono critiche ne tampoco è terrorismo. Sto invocando da una parte conoscenza perché come me, la Città vuole e ha il diritto di sapere e dell’altra parte la prevenzione, se intanto non è stata eseguita.

Alla precaria situazione della costa scillese, di Favazzina, di Gioja, potrebbe accomunarsi anche la nostra?

Il nostro Sindaco ci ha assicurati che l’esame dei coli-batteri risultò negativo. Va ripetuto costantemente però. Forse sarebbe bene fare eseguire anche quello sulle sostanze chimiche disciolte nell’acqua marina, posto che non sia stato eseguito questo esame. E se fosse stato eseguito: quando lo fu?

Ritengo sia importante questa azione di prevenzione, anche perché il nostro depuratore è giunto in una fase di sua vita ove il funzionamento di tutte le sue componenti in simultanea, potrebbe essere compromesso.

Il depuratore iniziò il suo funzionamento nel 1997 ed è strutturato in modo che il suo funzionamento si garantisca per poco meno di 12 anni.

Quindi il suo ciclo di vita potrebbe essersi esaurito e non garantire più il corretto funzionamento della depurazione. A questa circostanza, s’aggiunga che quel depuratore, data l’accelerazione dell’incivile progresso, potrebbe già da tempo non essere più idoneo a trattare sostanze chimicamente evolute.

Occorrerà dunque investire denaro, con determinazione e certezza, su un nuovo depuratore, magari non a cielo aperto. Questo mi pare certo.

C’è poi molta gente che si lamenta per una specie di «usta» che ogni tanto pare provenire dal sottosuolo del bagnaroto Corso Vittorio Emanuele, unitamente a scarafaggi che escono da un tombino per raggiungerne di corsa un altro e questo malgrado la disinfestazione che, mi par di ricordare, è stata eseguita dall’Ente Comunale competente all’inizio dell’Estate corrente.

Le persone un poco attente allo stato reale del Paese, si ricordano che la rete fognaria principale, che è come una arteria sotterranea allo stesso rinomato Corso, fu ripulita l’ultima volta nel 1995.

Va precisato all’uopo, che una circostanza è la manutenzione e la pulizia straordinaria della fogna (sturamenti, spurgo tombini, disincrostazione di tratti specifici, ecc.), un’altra e ben più importante circostanza è la radicale e totale pulizia della rete fognaria, che deve eseguirsi almeno una volta ogni quattro anni.

A questo punto fermo il ragionamento logico e continuo con una emotività personale che prego prendere esattamente per quella che è.

Mettiamo che un fortunale di particolare violenza e durata investa la Cittadina e così piova per due giorni di seguito a dirotto.

Bene. Posto che essa Cittadina venga a quel punto risparmiata da qualche laga autostradale, il rischio che la fogna, satura e occlusa, esploda nel vero senso della parola è molto probabile.

E buonanotte.

Scrivo sempre ad usum conoscitivo e preventivo: l’Amministrazione Comunale è in possesso di documenti e strumenti che siano in grado di rassicurare la gente? Si possono conoscere? Ovvero: ha l’Amministrazione a piano la manutenzione ordinaria della nostra rete fognaria principale e secondaria? Se si, si possono conoscere le date di cantierizzazione?

Credo proprio, infine, che queste cose siano comunque da mettere a cantiere: un nuovo depuratore e la manutenzione ordinaria della nostra rete fognaria.

Opere per le quali occorre un consistente investimento. Ecco perché sarà interessante, in qualche maniera, poter leggere con attenzione e cura il Bilancio del Comune di Bagnara nelle sue due componenti: Conto Economico (con le Entrate e le Uscite), lo Stato Patrimoniale (con i suoi Crediti, i Cespiti a Patrimonio e i suoi Debiti) e soprattutto la revisione (tecnicamente «forecast») dell’ultimo Piano di Budget per la fine del 2009 e la prima semestrale del 2010.

Tito Puntillo

  

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