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Si insiste a voler sprecare soldi pubblici, si insiste a volere il ponte sullo stretto di Messina, ma di dare servizi decenti ai cittadini non se ne parla di Gianni Saffioti
L’incapacità di governare seriamente e creare condizioni sociali capaci di dare slancio all’economia di questi 2 lembi di terra che si guardano e si stimano da millenni dalle sponde dello stretto di Messina, mandano in delirio i loro amministratori che insistono sulla necessità della costruzione del ponte come toccasana per l’economia locale. Sinceramente questo è degno di Cetto la qualunque e non di chi vuol bene al comprensorio dello Stretto. Oramai lo spreco di soldi pubblici è la cosa più appetibile che induce sempre più persone ad imbarcarsi nel sudiciume politico, dove tutti a parole si dannano per il bene comune del popolo e della società ed invece nei fatti ci ritroviamo una zona sempre più depressa, sottosviluppata ed incapace di dare il minimo indispensabile di servizi alla gente che ci vive. Penso che potrebbe bastare questo per dire che il ponte è solo uno spunto, un appiglio per avvicinare ingenti capitali (per ora solo pubblici, quelli privati non arriveranno mai), nelle casse di chi gestisce attualmente il territorio. Storicamente altre cattedrali come il centro siderurgico di Gioia Tauro, poi la centrale a carbone, il polo chimico di Saline Ionica, la stessa autostrada mangia soldi da oltre 40 anni, valanghe di contributi per la pesca, consorzi e presidenze varie per la costa viola, hanno solo portato distruzione del territorio, impoverimento dell’ economia, emigrazione a tutto spiano, abusivismo fino all’ asfissia e aumento quantitativo e qualitativo della malavita, senza mai alzare i redditi degli addetti ai lavori. In un territorio dove non esistono le più elementari condizioni per dare ai cittadini dei servizi minimi accettabili come istruzione, trasporti, giustizia, sanità, sicurezza, ecc. chi amministra insiste che vuole il ponte sullo stretto di Messina senza minimamente degnarsi di spendere i soldi pubblici che ha a disposizione con quella parsimonia che i tempi ed i luoghi oggi impongono. L’unica fonte di guadagno che l’aera dello stretto può avere, è valorizzare il territorio e renderlo vivibile prima ai cittadini che vi risiedono e poi proporlo ad un turismo diversificato in base alle esigenze ed alle caratteristiche di quello che si può offrire, idee semplici ed oneste che si tramutano in centinaia di posti di lavoro se a svilupparle c’è gente che non spreca soldi ma li investe con onestà per il bene di tutti. I redditi degli addetti al turismo del comprensorio, nonostante le tonnellate di euro sprecati per pubblicizzare il nulla dei vari enti locali, non sono assolutamente aumentati, come non sono aumentati gli addetti ai lavori. Quello che aumenta sempre è il lavoro nero. In una situazione cosi delicata che riguarda un’ area metropolitana di circa 800.000 persone, dove basta solo leggere i quotidiani per capire il degrado sociale, il ponte sullo Stretto sarebbe solo un’altra violenta picconata a quella poca bellezza mediterranea che è rimasta sulla costa oramai invasa dal cemento e darebbe il colpo di grazia all’ecosistema marino oramai quasi totalmente compromesso dal sempre più insistente inquinamento e dalla sempre più presente sporcizia. L’indotto economico siciliano non è cosi fiorente da richiedere una struttura come il ponte; ed a proposito considerato che anche l’alta velocità ferroviaria ed a dire il vero anche quella normale, oramai è stata ridimensionata, neanche in questo caso è necessario. A mio giudizio chi ha la presunzione di volere amministrare deve farlo senza continuare a chiedere soldi da sprecare, facendo cosi non si è buoni padri di famiglia ed il divario tra nord e sud d’ Italia si allarga e si allargherà sempre di più. Facile, fin troppo facile fare i belli con i soldi pubblici; chi vota spera di avere ospedali adeguati, scuole efficienti, tribunali efficaci, uffici pubblici al loro servizio, trasporti adeguati, ed è certamente lontano dalla loro mente che il loro voto serva per farli vivere peggio. Forse no, tanta gente che vota, ingenuamente pensa ad interessi personali e si lascia solleticare da promesse mai mantenute. Tutto il sud è una promessa mai mantenuta. Ma continuiamo a mantenere da secoli coloro che promettono inutilmente sprecando denaro pubblico. Lamentarsi, protestare, creare casino e poi accettare passivamente non serve a nulla se non a sfogarsi. Il voto onesto e senza promesse può cambiare le cose; il voto dato alle idee e non alle persone, soprattutto a quelle persone che come le nuvole da decenni si sono messe tra noi ed il cielo. Ecco, una grande voglia di pioggia (cit. faber) popolare potrebbe essere una soluzione. Le estemporanee e spesso ridicole proteste cavalcate dai colori sbeffeggiati del potere (lecito ed illecito) servono solo a ricordarci il bel romanzo di Tomasi di Lampedusa. *Ci sono progetti grandissimi fatti dai cinesi per un grande aeroporto nel cuore della Sicilia con impatti ambientali bassissimi e prospettive di sviluppo molto alte, altro che ponte!!!! Gianni Saffioti 4 febbraio 2012
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