ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE
Oscar Pistolesi
(e cenni sulla famiglia prima e dopo )
Durante la costruzione dei tratti di linea ferroviaria estremi a Bagnara, (Palmi Bagnara e Scilla Bagnara), intorno al 1885, fu incaricato a sovraintendere ai lavori lingegnere delle ferrovie Emilio Pistolesi, sposato con Amalia Cappelli.
Egli venne a Bagnara assieme al giovane figlio ing. Gilberto, il quale sposò linsegnante elementare Rosaria Corigliano.
Gilberto Pistolesi e la moglie Rosaria Corigliano
Ebbero 13 figli tra i quali Adone (1890), Ubaldo (1893), Maria (1895), Manlio (1896), Italo(1898), Oscar (1900), Edmondo (1901), Renato (1903). Gli unici due che si stabilirono a Bagnara furono Italo e Oscar.
Oscar pistolesi, nato il 16 maggio del 1900, geometra,contribui con la sua impresa di costruzioni, alla ricostruzione del paese sia qualche anno dopo il terremoto del 1908, che dopo la seconda guerra mondiale. Dal temperamento impulsivo, era una persona tra le più buone ed oneste che il nostro paese possa ricordare. Aveva un rapporto di stima con tutti i dipendenti, e anche quando li richiamava in maniera brusca per lavori non proprio fattti bene, era sempre lui a spiegarsi per primo e a trovare il modo per far tornare la calma e la serenità. In nessun modo estremista, amava il compromesso sia nel lavoro che nella vita politica, dove attaccava senza mezzi termini coloro che abusavano del potere.
Dopo la caduta del fascismo, gli inglesi organizzarono la prima amministrazione, cercando tra i bagnaresi gli antifascisti più rappresentativi per governare il paese.
Una carta di identità di Oscar Pistolesi dell'epoca fascita
con l'impronta digitale significante la sua non adesione
al partito fascista e quindi antifascista.
La scelta del prefetto di Reggio Calabria sig. Priolo, cadde sulling. Vincenzo Gioffrè che fu nominato sindaco e su Oscar Pistolesi che assunse la carica di vice. Il Pistolesi lasciò dopo poco tempo, ma contribuì in maniera notevole a stemperare gli animi del trapasso dal fascismo alla democrazia, contribuendo in maniera determinante alla scarcerazione dei capi fascisti bagnaresi che erano stati rinchiusi in galera dagli inglesi. Anche se è vero che durante il ventennio ci furono abusi privati e qualche rara ritorsione contro qualche antifascista, e pur vero che a Bagnara non ci fu nulla di cosi severo e rigido da far si che dopo ci si accanisse contro i fascisti; e cosi a differanza di altre situazioni più gravi come nel centro e nel nord ditalia, lentantente tutto di riappacificò grazie anche ad uomini buoni di carattere come Oscar Pistolesi.
Nel dopoguerra, egli ha rapprentato la parte progressista di Bagnara, esponendosi in maniera inequivocabile nella lotta politica contro gli allora uonimi qualinquisti di democrazia del lavoro, partito della destra.
Fu il primo segretario politico del PCI bagnarese, carica che tenne per tanti anni.
La tessera del PCI del 1946
Fu, fra i politici quello che appoggiò i giovani bagnarese esigenti che desideravano un campo sportivo comunale e che alla fine ottennerò grazie ad una vera sommossa popolare.
Fu anche protagoniosta di molteplici episodi di benevolenza verso le persone in difficoltà che a lui si rivolgevano per vari problemi, in particolar modo economici.
Un episodio che merita essere narrato e da cui si nota lo spirito e la risolutezza del personaggio, è il seguente.
Lepoca era quella del primissimo dopoguerra, che per Bagnara economicamente fu molto triste e faticoso, tanto che molte persone stentavano a trovare da mangiare e si arranciavano alla meglio; spesso anche saccheggiando case o negozi in paese o altrove. Si trafficava anche in maniera poco lecita nel tentativo di sbarcare il lunario e non si pensava assolutamente di pagare quelle piccole tasse su cose insignificanti come la macellazione di un animale. Capitò che al sig. Comi Rosario, padre di nove figli, il meresciallo dei carabinieri della stazione di Bagnara sequestrò un maiale da poco macellato e che il malcapitato doveva ancora pagare al fornitore.
Il sig. comi, disperato per la impresista disavventura chiese aiuto al sig, Pistolesi, il quale si recò dal maresciallo nel tentativo di far dissequestrare lanimale.
Il maresciallo dopo aver ascoltato la situazione di precarietà e forte difficoltà in cui si trovava il sig. Comi, propose il dissequestro in cambio di metà dellanimale. Pistolesi andò in tutte le furie, deluso ed arrabbiato perché il maresciallo voleva approfittare di una situazione senza tenere conto della disgrazia altrui, e cosi dimenticandosi chi aveva davanti, lo ingiuriò pesantemente, rischiando di prima persona le conseguenze di quel gesto che poi si protrassero per un certo periodo fino a quando la situazione economica non si tranquillizzò e non ci fu più bisogno di sotterfugi e saccheggi per poter sopravvivere.
Il ramo della famiglia Pistolesi che oggi risiede a Bagnara, tradizionalmente mantiene e sviluppa con successo il lavoro di costruttori edili, sia nel ramo pubblico che in quello privato con il ragionier Manlio ed il figlio Adone, rispettivamente figlio e nipote di Oscar.
Due Foto di Manlio Pistolesi, la prima in via Nastari prima della costruzione dell'attuale casa dei Pistolesi,
nella seconda lo vediamo correre dietro Coppi impegnato nella salita dopo Ceramida, luogo riconoscibile grazie al caratteristico monte.
La foto fu poi autografata dallo stesso Coppi l'anno seguente.
Oscar Pistolesi Morì a Bagnara 8 gennaio del 1964.