ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE
UOMINI PESCESPADA E PESCECANI
una storia vera
da un'intervista a Pietro Bagalà.

"Il fatto dello squalo, quello del pescecane e di Taroru, l'hai mai saputo?
Vuoi che te lo racconti? E' interessante, per avere conferma interpella Taroru ed o Gattareiu,
Eravamo nel 1965 e Taroru, alle cinque del mattino tornava da Vibo dove aveva portato un carico di pesce già di primo mattino. Affacciatosi al muretto della via Marina, vide uno squalo che si aggirava a circa venti metri dalla riva. Si vedeva proprio questa pinna che tagliava la superficie del mare. Lesto ad improvvisare un equipaggio con i primi pescatori che arrivavano a quell'ora sulla spiaggia, misero un' untri in mare e cominciarono la caccia.
Uno di quell'equipaggio, u Magnusu, aveva comandato al figlio di correre a casa e prendere a Traffinera, questi ritardò, e loro partirono lo stesso con a friccina. Quando la barca fu sopra il grande pesce, mi ricordo questo particolare, si vedeva la pinna della groppa a prua e la coda del pesce dietro la barca. Questo ti dice che mezzo tronco di pesce era ancora dietro la barca e che il pesce era molto più grande della barca. Era un bestione che non finiva mai. Questi marinai non avevano timore di niente, uno di loro scagliò violentemente la fiocina sul pesce provocando la sua feroce reazione. Ricevuto il colpo, il pescecane infuriato saltò fuori dall'acqua per colpire il suo aggressore. Raggiunta la prua della barca, col muso diede una botta violenta o Magnusu che subì la frattura di tre costole. Taroru che era al primo remo, afferrò il malcapitato e contemporaneamente con l'altra mano dava schiaffi al pescecane nel tentativo di mandarlo via. A vederla era una scena terribile. Da terra tutti si aspettavano il peggio pensando che il pescecane avrebbe mangiato tutti..
Dopo qualche secondo, il pescecane cadendo pesantemente in conseguenza della rabbiosa elevazione, si schiantò sulla barca spaccandola in due. Da terra tutti oramai piangevano gli sventurati.
Prima di continuare, bisogna aprire una parentesi e parlare dello stremo. Viene cosi chiamato l'ultimo remo dell'untri che fa anche da timone e che viene occupato dal rematore più delicato ed intelligente che mira la barca sul pesce. Infatti quando dalla posta della montagna si indica al falere la direzione del pesce, questi da comandi allo stremo che a sua volta indirizza la forza di tutti gli altri remi nella direzione del pesce.
L'uomo che in questo episodio era allo stremo , pur avendo avuto molta paura, non si perse d'animo e continuò a remare muovendo velocemente il remo. Il pesce vedendo muoversi sott'acqua qualcosa che faceva parte della massa che l'aveva aggredito, lo afferrò con i denti portandolo al largo e sfogando contro quel pezzo di legno tutta la sua rabbia.
Tutti riuscirono a conquistare la riva ringraziando la buona sorte, ed accompagnarono u Magnusu in ospedale. Intanto al largo si vedeva il remo alla mercé del pesce, inabissarsi e riemergere una., dieci, cento volte finché sparì insieme al pesce.