ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE
LISTA CRONOLOGICO BIOGRAFICA
Dei principali uomini celebri di Bagnara
Registrati secondo il secolo in cui fiorirono
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Secolo
XVI
DE FILIPPIS MARCO, detto il funesto
Famoso poeta troppo decantato dal Barrio, da Monsignor Tommaso Aceto, da Elia amato, e daltri scrittori.
Si distinse per molti poemi da lui stampati, esoprattutto per una eccellente tragedia con la quale illustrò la vita emorte di S. Caterina, vegine e martire Alessandrina.
DA
BAGNARA D. PIETRO
Canonico regolare lateranenze, il quale avendo imparato a dipingere dal celebre Raffaello, arricchì di pitture a fresco, e ad olio la chiesa ed il monastero di Santa Maria inPorto della città di Ravenna, il tutto sullo stile del suo maestro; e specialmente adornò da alcuni bellissimi rabeschi la volta del refetorio, siccome rilevasi dal Ticozzi, Dizionario de pittori, vol I.
RUFFO
TOMMASO
Cardinale Arcivescovo di Ferrara, Commendatore e Cavaliere dellOrdine Gerosolimitano.
RUFFO
GIUSEPPE
Vescovo di Licia, ora Aidinelli, chiarissimo nella omnigena letteratura.
Secolo
XVII
DU
BIASI CLEMENTE
Famoso mestro Domenicano, tenuto in grande estimazione nel suo Ordine, per la sua alta dottrina e per la purità de suoi costumi.
Morì in roma il 1665. Elia amato nellAntologia Calabra parla con rispetto di lui.
DA
BAGNARA MARCO ANTONIO
Dottissimo mestro, e Ministro Provinciale Domenicano.
DA
BAGNARA FRA FRANCESCO
Custode provinciale de Frati minori Osservanti nella Provincia de Sette Martiri. Fu celebre pei suoi puri costumi, essendo morto in concetto di santità.
BARBARO
CORNELIO
Dotto ministro provinciale de minori Osservanti nells provincia di Reggio.
DA
BAGNARA FRATE ANTONIO
Questo esemplarisimo Sacerdote Cappuccino fu adornato di tutte le Cristiane virtù. Predisse il giorno di sua morte dicendo a suoi fratelli sacedoti che lo assistevano, che sarebbe avvenuta il sabato della setimana che correva. Cessò infatti di vivere il 4 gennajo 1687 lasciando gran desiderio di sé, ed alta fama di sua santità; di tal che le sue vesti, in mille parti scisse, si conservarono come pregiate reliquie di un tanto uomo di Dio.
A Carlo Ruffo, Duca di Bagnara, fu dato il cordone, che applicato sugli infermi operava mirabili guarigioni. Tra le tante si contano quella di sua eminenza il Cardinale D. tommaso ruffo, e laltra di Antonia Argentini, la quale non potendo mandare alla luce due bambini, che se lerano attraversati nellutero, sgravò poi felicemente al solo tocco della predetta Reliquia. Ved. Fiore Calab. Illustrata.
RUFFO
ANTONIO
Prelato della camera apostolica, noto per la sua vasta erudizione, e per la sua pietà.
ARCIDIACONO
VONCENZO MARIA
Dottissimo maestro, e oratore famoso dellillustrissimo Ordine de redicatori. Morì con la generale opinione di Giusto; talmente che il suo cadavere fu messo in luogo di deposito nella chiesa di S. Domenico in Soriano.
BARBARO
CLEMENTE
Eruditissimo
maestro, ed insigne Oratore Domenicano; menbro del Collegio de
setantadue della sapienza di Napoli.
RUFFO
ANTONIO
Cardinale di Santa Chiesa. La sua salma trovasi gelosamente serbata in quel tumulo che vedesi al destro lato della cappella della Immacolata nella chiesa de nostri Padri cappuccini.
Nella sua ultima volontà dispose che il suo cadavere dovesse essere trasportato nella chiesa di S. Nicolò appena chessa sarebbe stata terminata; ma per mera incuria le sue ceneri giacciono ancora inonorate.
SECOLO
XVIII
NASTARI
FRANCESCO ANTONIO
Dotto farmacista, e pubblico professore di Chimica in Napoli.
Lasciò un fondo di pubblica beneficenza per potersi celebrare in tutti i dì festivi lultima messa per comodo della popolazione nella nostra madrice chiesa; come ancora per la spiega del Catechismo per istruzione del popolo.
COSENTINO
GAEZZA SOCCORSA
Questa saggia religiosa donna, secodando scrupolosamente la volontà del suo premorto consorte D. Vincenzo Gaezza, lasciò un ricco Monte di pietà in beneficio della bisognosa gente di Bagnara, e dei suoi villaggi, per fruire delle rendite de beni lasciati nel modo seguente.
1° Pegni gratuiti per tutte le bisognose famiglie.
2° Annua vestizione di medici.
3° Somministrazione di medici, medicine, e cibi a tutti i poveri.
4° Prestazioni con pegni, fino a ducati cinquanta, ai piccoli industriali in luogo privo di beni territoriali.
5° Maritaggi di zitelle povere.
6° Sussidii di competenti somme ne bisogni annonarii Del comuni con piccioli emolumenti, a norma de monti di beneficenza della Capitale.
A causa però delle tante vicissitudini, e litigi, a cui tal pinghe eredità andò soggetta, sgraziatamente non ha potuto effettuirsi in Bagnara la erezione di sì piissimo stabilimento.
DE
LEO AGOSTINO
Dotto prete secolare. Vicario Generale in Drosi, e canonico penitenziere della insigne Colleggiata di Sinopoli. Cessò di vivere, dopo chera stato nominato Vescovo di Bova il 1736.
PARISIO
VINCENZO MARIA
Prete secolare. Dottor dambe le leggi, Protonotario Apostolico, Vicario Generale di Monsignor Franco Vescovo di Nicotera, e Provicario Generale nella Regia Badiale Chiesa di Bagnara, con la quasi Vescovile giurisdizione, eletto dal Capitolo Lateranenze.. morì il 1781.
CARBONE
TOMMASO
Illustre
domenicano, famoso in tutte le Calabrie, per essere stato uno de
più insigni Oratori del suo tempo.
FRA
D. GIUSEPPE VITETTA
Dotto sacerdote Cappuccino della Sacra Religione Gerosolimitana, Notaro, e Pronotaro apostolico. Morì il 1783
MELLUSO
GIUSEPPE
Abile pittore. Lantico quadro della nostra protettrice, quello della Madonna della sagra lettera di Palme, e di S. Rocco di Acquaro sono le sole opere che in Calabria ci abbiamo, essendo morto in Naploi ne suoi verdi anni il 1783.
PARISIO
OTTAVIO
Dotto prete secolare. Protonotaro della Sede Apostolica morì il 1784.
MUSCARI
ANTONIO
Pubblico Professore di Chimica in Napoli, ove morì il 1788.
CARDONE
GIOVANNI ALFONZO
Lettore
de Minimi, e rinomatissimo Oratore estemporaneo.
MESSINA
GIOVANNI CRISOSTOMO
Chiarissimo Abate dellOrdine di S. Basilio Magno. Fu Censore dellaccademia degli Etnei, lettore di Geografia e Storia nel Real Collegio Cutelli, e pubblico Professore di lingua, e di antichità Greche nella Regia Università di Catania.
Nel 1789 emanò alla luce un erudutissimo discorso sulla prima epoca del mondo, ove si ammira limmensità delle sue dottrine. Poco prima della sua morte era stato preconizzato Vescovo di Nola, e morì pel viaggio quando andava a consecrarsi.
SAVOJA
ROSARIO
Medico, filosofo, e letterario sommo. Fu Protomedico, e Medico di camera del vicerè in Palermo, e membro della illustre Accademia de Pastori Ereini di quella città col nome di Trisalgo Cleonèo. Per ordine di Maria Carolina, Regina di Napoli, volto dalla Tedesca nella Italiana favella un compendio di storia naturale, pel quale lavoro fu largamente compensato. Morì il 1799.
DOTTOR
FRA BENEDETTO SAVOJA
Priore e Barone di Soriano; Penitenziere maggiore, e predicator generale dellillustrissimo Ordine de Predicatori.
MESSINA
BASILIO
Dotto Giureconsulto. Dettò molti anni in Bagnara matematiche e filosofia, e della sua scuola uscirono degli eccellenti giovani.
Presso i suoi eredi esistono varii suoi manoscritti e tra gli altri un corso di filosofia vergato il elegante latino, che dovea dare alla stampe, se non fosse avvenuta la sua morte sgraziatissima.
SECOLO
XIX
VERSACE
GENIALE
Detto poi Genialitz dagli inglesi
Malgrado chei fosse stato di condizione marinaresca, ciò nondimeno il suo bel viso, la sua alta, robusta, e ben formata statura, il suo vivo ingegno, i suoi modi cortesi ed urbani, la sua mediocre istruzione, e soprattutto il suo animo arrischiatissimo erano in lui tali doti, che ben potevano preparargli un avvenire prospero e luminoso.
Trovandosi egli a Napoli nel 1805 da basso uffiziale nel regimento dello de Liparoti, dopo la disfatta delle regie truppe a Campostrino, e a Campotanese, se ne andò con molti altri soldati il Palermo, ove la corte si era precedentemente rifugiata per la imminente Francese invasione.
Ivi il nostro Geniale si pose al servizio deglinglesi. Da Palermo fu mandato a Messina ove trovandosi il Generale John Stuard, sotto cui, per molti servigi resi e bene accetti, giunse ad ottenere il grado di capitano. Abile, comera, pieno di bravura, e dotato di facile loquela desiderava ardentemente di passare in Calabria sperando di poter muovere gli animi de Calabresi, devoti alla Borbonica corona, ad una insurrezione, e cosi dar luogo ad una guerra dindipendenza nazionale e scacciare in tal modo gli invasori francesi.
Or siccome allora in Palermo, ed in Messina si andava in cerca di uomini di tal fatta, strumento opportuno a tale impresa fu creduto il nostro Geniale Versace.
Venne je dunque nelle Calbrie, e messosi da prima in relazioni segrete con persone del suo partito, si pose poi alla testa di un considerevole numero di coraggiosi e decisi insorgenti, con lajuto dei quali fece tante e tali bravure contro i Francesi, che sarebbe lungo ridirlo in questo breve cenno biografico della vita di lui. Dirò solo, che se il giorno 15 agosto del 1806 non fosse stato ucciso da due colpi di fucile, quando, con arditezza mai vista, incoraggiando coi suoi stessi esempi i suoi, si spingeva furiosamente contro i Francesi per ributtarli nella sollevata cosenza, e cosi di fiero colpo percuoterli, non avrebbero essi certamente riportato vittoria.
Geniale non fu un brigante, ma un nobile, e ardimentoso condottiero scevro di macchie, e perciò tenuto in gran pregio deglinglesi, e dai Francesi rispettato ed ammirato pel suo valore e per la sua lealtà.
Se si volessero più minuti dettagli della vita bellicosa di lui si riscontri lopera di Pietro Calà Ulloa intitolata. Sollevazione delle Calabrie contro i Francesi, pag 57 a 199.
MESSINA
GIOVANNI
Giureconsulto e magistrato dotto e integerrimo.
Abbiamo di lui un ragionato Opuscolo, stampato il 1786, che contiene una petizione, indritta a Ferdinando IV, con la quale mostrava il bisogno che vi era in Bagnara di un Instituto Scientifico-letterario, e i grandi vantaggi che en avrebbe ottenuta la gioventù da tal pubblica istruzione; proponendo pel mantenimento di sette Lettori nativi ed abitanti in Bagnara lannuo reddito di ducati 700, che spontaneamente offrivano le tre nostre congreghe.
Presso i suoi eredi esistono de manoscritti, cioè una logica latina, e varie poesie Italiane. Mori il 1806.
VERSACE
PASQUALE
Ottimo giureconsulto. Fu amministratore generale di tutte le dogane del regno, e presidente della regia camera della Sommaria. Morì il 1807.
DI
MAJO GIUSEPPE
Dottissimo Abate di governo dellordine di S. Basilio Magno, dottore in sagra Teologia, Rettore del Seminario di Tropea, e direttore dei maestri normali in Catanzaro. Abbiamo un bello indirizzo fatto da lui a Ferdinando IV, stampato il 1796, col quale progettava la rifazione del porto Orestino in Bagnara.
MELLUSO
PAOLO
Orefice assai rinomato, e distinto in varie città di Europa. In Lisbona principalmente, oltre della tante opere di bisciutteria da lui fatte, che avevano richiamata lammirazione dei nobili di quella città, lavorò poi per quel Vice ammiraglio, in una spilla, un piccolo Vascello di oro smaltato, e fornito de corrispondenti pezzi di artiglieria con tale finezza di arte, che destò tanta attenzione nel sovrano di quel regno, che lo destinò a servire la reale famiglia, e tutta la sua corte.
MELLUSO
ROSARIO
Questo rinomato pittore, dopo di avere dimorato lungamente in Napoli , e in Roma, si acquistò poi la più grande riputazione inPalermo, ove ebbe per suo mecenate il marchese Bresach.
In detta città fissò egli la sua residenza dal 1806, fino al 1821, che fu lepoca di sua morte.
Di questo eccellente artista abbiamo in Bagnara varie opere. Presso i di lui nipoti esistono il suo prorprio ritratto, quello di S. Paolo Apostolo, di S. Giovanni Nepumiceno, la madonna delle Grazie, laddolorata, S. giuseppe, S. Maurizio, ed altre pitture tutte eccellenti.
Nella nostra chiesa Matrice vi era il quadro di S. Lucia, che per essere malmesso, fu poi riformato dal vivente nostro abile pittore D. Gaetano Parisio. Vi è pure il quadro di S. Vincenzo Ferreri.
In Palermo poi, oltre al ritratto che fece di Giorgio III, ad instanza di un Signore Inglese, esistono un Seneca svenato, la presentazione al tempio, la morte di Oloferne, ed un Salvadore che porta la croce, che sono degni di ammirazione.
ARCIDIACONO
CARMINE
Dotto giureconsulto e filologo noto in tutta la provincia.
Presso i suoi eredi esistono un voluminoso manoscritto, che contiene le vite degli uomini illistri, co rispettivi ritratti in tanti sonetti; come ancora un poetico componimento, intitolato Il canto della sirena alla studiosa gioventù di Bagnara.
Le due Inscrizioni latine, poste su pilastri che sono allingresso della nostra piazza, detta prima Santangelo, ed ora del Popolo, e laltra che vi è al lato destro dellaltare di S. Antonio nella chiesa de nostri Cappuccini, sono ancora bellissime produzioni del suo colto ingegno.
SPOLETI
DOMENICO ANTONIO
Prete secolare, noto per la sua dottrina e pietà.
Fu Canonico e primo Luogotenente nella Regia Badial chiesa di Bagnara. Monsignor Tommasini Arcivescovo di Reggio cooscendone il merito lo volle vicino a sé, destinandono prima, per vicerettore del Seminario di detta città, e Lettore di storia sagra e profana di quel Convitto. Indi, con sovrano dispaccio, fu fatto Rettore del Reale Orfanotrofio provinciale. Da questo stabilimento ritornando al seminario, nella qualità di rettore, insegnò ivi filosofia, teologia dommatixa, e dritto Canonico. Ritiratosi in patria, per causa salute, ebbe la nomina di Canonico di quella metropolitana chiesa.
Da monsignor Ciampa era stato ascritto nel numero di coloro cherano meritevoli di occupare la dignità vescovile. Morì in Bagnara il 1834. Abbiamo di lui trattato sulla Usura, postumo, stampato a Reggio il 1837.
PAPALIA
GIUSEPPE
Questo abile meccanico, oltre delle tante opere molto ingegnose da lui fatte, dopo lelasso di tre anni condusse a compimento il modello del palazzo di città di Messina.
Avendone gli architetti di essa città ammirata leccellenza, lo esortarono dichiarare che tale opera laveva egli eseguita sotto la loro direzione, ovvero che non era ei calabrese, ma da Messina, perché così gli avrebbero ottenuto un largo compenso da quel municipio. Ma egli rifiutando tali profferte si contentò meglio di avere quel tenue premio che la invidia dei suoi emuli gli fece a stenti ottenere, per non aver voluto vendere cosi vilmente il suo onore, e negare la patria.
VERSACE
PIER-FRANCESCO
Direttore Generale della gran dogana di Napoli.
BARBARO
PIETRO
Abilissimo pilota. Dopo lunghi viaggi che fece in tutti i mari dellEuropa, in gran parte dellAfrica, e dellAmerica ancora si acquistò tale reputazione, che Ferdinando I, con suo real dispaccio, lo dichiarò Pilota di grande altura, e lo destinò al pubblico insegnamento di arte nautica nella città di Reggio, ove morì il 1844, dopo di avere prodotti molti eccellenti allievi della sua scuola. Fu decorato di una medaglia di argento dellimpero Ottomanno, e di unaltra similmente di argento datagli da Ferdinando II il 1837.
DA
BAGNARA FRA GIUSEPPE
Dotto Lettore, ed esimo predicatore Cappuccino. Fu diffinitre, ed Esaminatore Sinodale dellArchidiocesi di Reggio. Lasciò molti manoscritti, vergati con puro stile, che contengono un bel corso quaresimale e varìì eruditi sermoni.
SAVOJA
DOMENICO ANTONIO
SEGUì EGLI, NEL 1799, IL CARDINALE Ruffo, e fu da prima impiegato nella contadoria di campagna. Poi fu mandato in Puglia con limpegno di Tesoriere della colonna comandata da De Cesari; indi in Caserta fu fatto Commissario di Guerra per lassedio di Capua, e Tesoriere generale in campagna.
Riacquistato che fu il regno, il Savoja ritornò in Bagnara, ove, dal Preside della provincia, ebbe lincarico di organizzare il reggimento delle milizie di Reggio detto il 3° di Calabria, del quale ebbe il comando col grado di Maggiore. Ma poiché questi oneri non gli fruttavano niun compenso, malgrado i tanti servigi prestati, se ne andò a Napoli, ove fu fatto Tenente graduato nelle milizie provinciali.
Venendo in Bagnara il 1806, occupò per ordine del generale Stuard, che trovasi a Scilla, la carica di Governatore in detta nostra città, e di comandante della guardia civica da lui organizzata; e ciò in agosto di detto anno, quando Bagnara, a causa del brigantaggio, trovasi in istato di anarchia.
In breve, dopo tanti altri impieghi, che il Savoja occupò nella milizia nel 1819 poi fu onorato del grado di Capitano.
Sendo stato più anni con tal grado nel real corpo de Veterani dimandò nel 1833, il soldo di ritiro, che ottenne di ducati 36 m3nsili col grado di Maggiore, e col titolo di cavaliere di merito del Real Ordine di S. Giorgio. Morì in Bagnara il 1849.
Presso i suoi eredi esiste un voluminoso suo manoscritto che un diario della spedizione del Cardinal Ruffo: il quale diario, pè minuti dettagli che in esso si trovano, e per la precisione delle date, è un lavoro storico di molto pregio.
RUFFO
FRANCESCO DE DUCHI DI BAGNARA
Fu Intendente della 1^ Calabria Ulteriore
SAVOJA
PAOLO
Notissimo orefice, il quale si acquistò molta reputazione in Napoli, ove dimorò lungamente.
Gioacchino Murat lo volle per gioielliere e bisciuttiere di tutta la sua corte. Pe suoi eccellenti lavori, approvati nelle pubbliche annuali esposizioni fu decorato dal detto sovrano da una medaglia di argento il 1812; da una simile nel 1819, datagli da Ferdinando I, e da una terza di oro che ricevè, nel 1827 da Francesco I.
PATAMIA
PASQUALE
Dottore in medicina, socio corrispondente della Accademia gioenica di Catania, del gabinetto Letteraio di Messina, e chimico distinto in Scicilia.
Nel 1850 dide alle stampe in annuario di Medicina, Chirurgia, Chimica e Farmacia, dedicandolo al signor Giuseppe Antonio Mercurio Professore di fisica generale in giarre, al dottor James Miller professore di chirurgia in Edimburgo; al signor Justus Liebig professore di chimica nelluniversità di Gessen, ed al signor A. Bouchardat Farmacista in capo dellhotel-Dieu a Parigi.
Detta opera offre ricchissima ed originale collezione di nuove dottrine, esposte con molto senno.
Prometteva egli di pubblicare in breve una chimica patologica, atta o fornire una terapeutica interamente nuova, come ancora un trattato di chimica trascendentale, in cui dava a sperare singolari vedute e originali ricerche.
Queste, ed altre opere del dottor Patamia rimasero inedite, perché nel 1851 fu rapito dalla morte, graziatamente sempre prematura per gli uomini utili alle scienze, ed alla umanità.
VERSACE
PAOLO
Commendatore dellimperiale Ordine di S. Anna di Russia, e di S. Ludovico di Parma; Cavalire della Legion di Onore di Francia, ec. ec.
I suoi alti talenti, e la sua istruzione lo introdussero nel Ministro degli affari esteri in Napoli, ove occupò, di anni 24, limpiego di uffiziale di prima classe, e poi quello di capo di ripartimento.
Fu poscia mandato a parigi nella qualità di segretario del ministro plenipotenziario di Napoli, il quale essendo ivi morto, il Versace ne fè più tempo le veci.
Ritornato a Napoli rioccupò la carica che aveva lascita non solo, ma funzionò poi da Direttore di quel Ministero.
Riguardato come uno dei più abili diplomatici del regno fu inviato più volte, dal governo Napolitano, quale incaricato di affari nelle corti di Francia, dinghilterra, di Svizzera, e di altre nazioni, ove essendosi condotto lodevolmente si attirò la benevolenza del suo sovrano, e degli altri ancora. Morì in Napoli a 7 gennaro 1863 di anni 64. chi vorrà più dettagliate notizie, legga la sua vita, scitta da giuseppe Carigliano. Napoli 1872.
Tratto da notizie storiche di Bagnara Calabra
Rosario
Cardone P. 1873