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Il turismo a Bagnara secondo Pavia dopo un articolo del presidente della pro loco cittadina
L’articolo del presidente della Proloco del 22 luglio 2011 pubblicato sul Quotidiano della Calabria mi da l’input per esprimere la mia opinione nel campo turistico. Il tuo articolo, presidente, cade a fagiolo : quale miglior periodo per parlare di detto argomento? Avrei preferito che tu lo avessi scritto molto tempo prima. Comunque meglio tardi che mai. Mi domando spesso chi sia il nemico del turismo a Bagnara. Nella mia esperienza di “girovago”, ho visto e visitato dei paesini anche più piccoli della nostra cittadina, potendo all’uopo costatare l’arretratezza che imperversa nella nostra regione in campo sociale e turistico che ci arretra di decenni rispetto ad altri paesi europei, dei quali, per fare un esempio, la costa del sol in Spagna Spesso mi chiedo: “ma quando avremo tutti quei servizi, quelle strutture e quel turismo nel nostro amato paese? “Una voce dall’aldilà mi risponde”: “arriverà arriverà”, ma quando? Perché quello che piace a noi non dovrebbe piacere anche agli altri? I posti belli piacciono soprattutto ai vacanzieri di ferragosto o meglio “alla massa” . Infatti Bagnara ha una propensione al solo turismo di detto genere. Credo che sia inopportuno raccontarci storie sulla disfida tra il turismo dei signori e quello dei traver di Ferragosto. Il dato di fatto è che nel nostro bel paese di Calabria, la meta del turismo, cioè il paesaggio, ovvero la combinazione millenaria della bella natura e delle belle opere è in via d’estinzione o comunque di oscuramento, di invisibilità e nulla si sta facendo per rimediare a dette mancanze. Nemmeno le associazioni riescono a sopperire a detto scempio strutturale e sociale. Infatti, qualche anno fa, a Bagnara, un gruppo di volenterosi si era prodigato su iniziativa del presidente della Pro loco, a portare avanti dei progetti che potessero dare una spinta tecnica e programmatica allo sviluppo del turismo ed alla cooperazione delle tante associazioni Bagnaresi onde evitare l’accavallarsi di eventi ed iniziative o la copiatura di programmi ed idee. Com’è finita? I soliti ignoti sono riusciti a cancellare tutti gli sforzi fatti da poche persone che credevano nell’istituzione della consulta delle associazioni. Infatti questi noti pseudo artefici del turismo bagnarese, privi di idee e creatività, hanno bloccato i progetti che i pochi volevano portare avanti, lavori che avrebbero determinato una svolta nel modo di fare associazionismo. Ne cito alcuni di detti progetti: Giovani a rischio; Turismo; Legalità; Centri culturali; Viabilità. Proposte, che se tradotti in effettivi programmi, avrebbero messo le associazioni in condizioni di essere realmente presenti nel territorio, creando così una forza omogenea capace di dare una svolta alla cultura bagnarese e alla riqualificazione delle funzioni di ogni associazione. Solo così si sarebbe potuto superare quell’impatto opportunista e denigratorio che imperversa nella nostra società. Purtroppo la sete di protagonismo incombe a dismisura tra noi esponenti di associazioni che invece dovremmo essere gli educatori e i creatori a cui i giovani dovrebbero ispirarsi. Tornando a parlare di turismo si può semplicemente dire che a “sparare” sul turista oggi è il modo in cui vive il nostro paese, senza una adeguata politica socio-turistica e senza una progettualità specifica per promuovere eventi e programmi atti a creare un vero flusso turistico e non solo residenziale con il solito “mordi e fuggi”. Occorre quindi che le istituzioni preposte si attivino a portare avanti dei progetti creativi che scaturiscano da seminari e convegni dove vi partecipino esperti del settore turismo ed insigni professionisti che possano dare un buon contributo allo sviluppo turistico-economico a quelli che dovrebbero essere i veri obbiettivi di una buona gestione amministrativa di Bagnara. Si vuole veramente operare per il buon nome ed il futuro del nostro paese oppure si continuerà a parlare o a scrivere articoli senza concludere nulla di positivo e di creativo? Carmelo Antonio Pavia.
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