ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE


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Bagnara turistica. Ma come?

Testo tratto

dall' Obiettivo

Periodico bimestrale pubblicato dal gruppo cristiano di impegno sociale di Bagnara

Numero marzo aprile 1986 pagina 9

 

Le opinioni dei sindaci

A cura del gruppo studenti universitari

 

Tre domande sul turismo a quattro sindaci che si sono succeduti.

 

1)Quali sono i motivi per cui non c’è stato a Bagnara un turismo di massa?

2)Quali sono le zone del nostro paese che possono essere sfruttate per uno sviluppo turistico?

3)Che tipo di agevolazioni occorrono, dagli enti preposti, per creare le condizioni di uno sviluppo turistico?

 

Risponde:

Diego Versace sindaco dal novembre 63 al settembre 68.

1)L'insufficiente disponibilità di aree, tenuto conto della vecchia tendenza che portava all'individuazione e collocazione di strutture alberghiere adiacenti al mare, non ha consentito in passato di promuo­vere iniziative utili per uno sviluppo tu­ristico di massa.

2) Quando quella vecchia tendenza sarà rovesciata  e vi sono in questa direzione segnali positivi, se è vero che a Rimini, al Salone delle Vacanze, la do­manda degli operatori del settore è ri­volta in direzione di strutture non più situate vicino al mare, allora Bagnara potrebbe aspirare ad una seria valoriz­zazione turistica.

3) Per quanto riguarda infine il tipo di agevolazioni in favore dell'industria turistico-alberghiera, a mio avviso, pur essendo queste importanti, da sole non sono sufficienti per realizzare iniziative di ampio respiro. La valorizzazione turi­stica delle varie località è potuta avve­nire quasi sempre attraverso l'iniziativa di operatori economici interessati che, probabilmente, non trovano impiego più utile in altre iniziative.

 

Risponde:

Diego Versace sindaco dal novembre 63 al settembre 68.

1)L'insufficiente disponibilità di aree, tenuto conto della vecchia tendenza che portava all'individuazione e collocazione di strutture alberghiere adiacenti al mare, non ha consentito in passato di promuo­vere iniziative utili per uno sviluppo tu­ristico di massa.

2) Quando quella vecchia tendenza sarà rovesciata  e vi sono in questa direzione segnali positivi, se è vero che a Rimini, al Salone delle Vacanze, la do­manda degli operatori del settore è ri­volta in direzione di strutture non più situate vicino al mare, allora Bagnara potrebbe aspirare ad una seria valoriz­zazione turistica.

3) Per quanto riguarda infine il tipo di agevolazioni in favore dell'industria turistico-alberghiera, a mio avviso, pur essendo queste importanti, da sole non sono sufficienti per realizzare iniziative di ampio respiro. La valorizzazione turi­stica delle varie località è potuta avve­nire quasi sempre attraverso l'iniziativa di operatori economici interessati che, probabilmente, non trovano impiego più utile in altre iniziative.

 

 Risponde:

Francesco Zoccali, sindaco dal dicembre 80 all’aprile 82

1) Esistono motivi di carattere gene­rale che non riguardano solo Bagnara ma si riferiscono al fatto che il turismo di massa non ha mai interessato, se non per aspetti marginali, il meridione. D'al­tro canto la struttura socio-economica di Bagnara, l'assenza di una spinta orientata in questo senso e le conseguenti ca­renze di strutture e servizi non spinge­vano certo in senso positivo.

2) A mio avviso non ne esistono, come d'altra parte non ne sono mai esistite per lo meno nel senso lato della domanda che fa riferimento al “turismo di massa”. Basta guardare alle località dove si è rea­lizzato questo tipo d'intervento per ren­dersi conto che a Bagnara questi presup­posti non esistono. Ed allora il discorso può essere, come dovrebbe, diverso; in tal caso il turismo dovrebbe coinvolgere tutta la città ed in particolare il lungo­mare.

3) Gli incentivi ci sono o per lo meno ci sono stati: “CASMZ”. Non è quindi questo il problema, che è invece quello di sollecitare attività imprenditoriali, mentalità meno conservatrici e soprat­tutto fornire i servizi adeguati per un'oc­casione che si sta ripresentando nella connessione tra la costruzione del Ponte sullo Stretto e la realizzazione del nostro porticciolo che dovrebbe stimolare un ri­pensamento sul ruolo e la vocazione della nostra città.

 

 Risponde:

Domenico Barilà sindaco dall’aprile 82 all’agosto 83

Sinceramente non credo che né ora né mai in futuro Bagnara possa essere meta di tu­rismo di massa.

Lo sviluppo del turismo, che presup­pone la bellezza del paesaggio, si giova principalmente degli investimenti finan­ziari privati, anzitutto nel senso di un ampliamento della capacità ricettiva, che è poi la base necessaria per il sorgere di strutture secondarie, ovvero discote­che, piscine, campi da tennis, pizzerie, bar, ecc.

Il problema è che Bagnara, incastonata tra le colline ed il mare, è come un catino già colmo, priva di zone edificabili e senza possibilità di estendersi territorialmente. Non si vede dunque dove questi nuovi alberghi dovrebbero sorgere; è chiaro, in­fatti, che investire in collina, essendo Bagnara una località balneare, non è trop­po appetibile per gli operatori economici. E allora diventa forse più ragionevole e logico spingere in direzione del migliora­mento delle strutture esistenti. Malgrado quanto detto in precedenza, ritengo in­fatti che Bagnara possa offrire al turista più di quanto non faccia. In questo senso credo si debba muovere l'amministrazio­ne comunale, direttamente con l'organiz­zazione di manifestazioni e spettacoli e con l'appoggio proficuo ad ogni iniziativa privata che abbia un ritorno di pubblica utilità, ma anche indirettamente: con l’in­gegnarsi a creare quelle strutture che, pri­ma ancora che turistiche, promuovano lo sviluppo sociale e culturale del nostro paese. Al proposito, esistono leggi regio­nali e nazionali che, se convenientemente sfruttate anche dai privati, potrebbero fornire le risposte più consone a questa esigenza di crescita.

 

 

Testo tratto

dall’ Obiettivo

Periodico bimestrale pubblicato dal gruppo cristiano di impegno sociale di Bagnara

Numero marzo aprile 1986 pagina