Il centro cittadino visto da sud in una immagine tratta da una vecchia cartolina. Leggi descrizione all’interno della pagina e guarda foto di paragone.

Da sinistra verso destra e dal basso in alto notiamo:

  • Cerchiato in colore nocciola il muro dell’acquedotto che portava l’acqua agli orti e gli agrumeti che occupavano il lato sud del paese
  • Cerchiato in rosso il luogo dove oggi c’è il campo sportivo e all’epoca occupato abusivamente dai proprietari di legname che poi lo imbarcavano sulle navi, per trasportarlo a destinazione, che grazie alle caratteristiche dei fondali avevano migliori garanzie di attracco rispetto ad altri luoghi.
  • Cerchiato in verde il cuore economico dell’epoca, fatto di fabbriche che lavoravano il legname facendo tutta la trafilatura partendo dal tronco e finendo alle fasce per costruire le ceste.
  • Cerchiata in rosa la casa dei Carati che era trasversale al corso V. Emanuele II e ne segnava la fine, dal lato opposto, dopo il municipio, era già stata demolita la casa dei Gentiluomo e il Corso era già allungato fino ai piedi della rupe di Marturano.
  • Cerchiate in giallo le scuole elementari costruite nel 1932.
  • Cerchiate il viola le mura delle fortificazioni della vecchia città, oggi miseramente abbandonate
  • Cerchiate in celeste i lavori di consolidamento della massicciata e del ponte ferroviario sullo Sfalassà
  • Cerchiata in azzurro la chiesa Madre finita di costruire esternamente nel 1931
  • Tra le altre cose si notano il lungomare che finisce dopo le scuole elementari e prima della “zona industriale delle segherie”, la grande spiaggia con le barche a riposo, le colline di Gramà ancora intatte e non deturpare dalla mano della prima speculazione edilizia miseramente fallita che lentamente aprì le porte al disastro dell’abusivismo edilizio in tutta la città, da sempre incontrastato e che per molti decenni è stato prima fonte di reddito della cittadina e del lavoro nero.
  • Insomma si vede una cittadina ordinata, con la case popolari che ne disegnano lo schema sostituendo le baracche del dopo terremoto, che all’epoca contava circa 2000 abitanti in più rispetto ai giorni nostri.
  • Ad oggi esiste un disastro socio politico speculativo che non ha risparmiato nulla, cancellando il centro storico e tutto quello che di utile serviva alla cittadina per uno sviluppo economico sano come il turismo, sommergendo il paese di cemento, cose superflue e inutilità.
  • Egoismo e ignoranza hanno distrutto un paradiso, e se facile è trovare l’errore è certamente più difficile e porvi rimedio visto l’egoismo e la saccenza o saccenteria, come meglio preferite, che regna in questo periodo.
  • In basso lo stesso particolare senza cerchiature e la cartolina originale da cui è tratto il particolare assieme ad un’altra cartolina simile della stessa epoca e le foto di oggi come paragone.
  • Si ringrazia per la disponibilità il dott. Antonino Pasquale Calabrò.

Post Author: Gianni Saffioti