ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE
LO SPUNTO
MENZICAPPEIA
( tratto dal quindicinale Sfalassà del 15 agosto 1949)
Ci vengono suggeriti oralmente e inviati per iscritto spunti satirici e comici all'indirizzo di un bersagliatissimo paesano che non è necessario nominare per intenderci.
Una volta per sempre facciamo presente che "Sfalassà" può vivere male, può anche finire male, ma non si adatterà mai a essere il servo sciocco di pochi o di molti; non solleticherà, con formule stantie e disgustanti, le voglie degli imbecilli, anche perchè nel caso in questione, i panni da lavare noi li vediamo addosso a quella gente ben individuata che ama divertirsi senza parere, quella che in gergo paesano è definità dal sostantivo che mettiamo come titoto "MENZICAPPEIA" : gente che - lo diciamo in dialetto perchè ha più efficacia - mina u corpu e 'mbuccia a manu.
Pertanto nessuno deve meravigliarsi se, invece delle penne dei merli, uno di questi giorni saranno portati nelle acque delo sfalassà i panni delicati di questi signori ma non troppo.
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L'APPUNTO
"Lo spunto è molto interessante; purtroppo il tema è ancora molto attuale, spesso efficace. Ancor oggi Bagnara vive di questi espedienti e centinaia sono i casi che io stesso potrei citare; ma lo scopo di questa mia riflessione è l'evidenziare la pubblica denuncia dello Spinoso che voleva fare un giornale libero ed indipendente da tutti e da tutto per aiutare lo sviluppo socio-culturale della cittadina; contro quelli che a lui sembrarono più che contributi, temi offensivi e volgari contro gente povera ed indifesa in tutti i sensi. I famosi MENZICAPPEIA, che oggi non sapremmo come definire, esistono ancor oggi ed incombono sul paese come minacce ad ogni innovazione che possa anche marginalmente ledere il più piccolo dei loro interessi, ed allora tendono sempre ad infiltrarsi per annacquare o eludere ogni qualsivoglia innovazione a loro scomoda. Li troviamo un poco ovunque, partiti politici, associazioni varie, congreghe, ecc. ecc., sempre la, pronti a supparsi a taralla alle spalle degli altri, e spesso di quelli più deboli e indifesi socialemente e culturalmente, senza mai guardarsi allo specchio."
Gianni Saffioti 16 marzo 2003