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13 febbraio 2011 In attesa delle comunali (quinta parte)
Emergeva in quegli anni a Bagnara un gruppo "MEDITERRANEA" molto eterogeneo, che aveva come scopo quello di creare un centro di programmazione culturale. Nel 1990 organizzò una serie di incontri musicali alla chiesa del Carmine. Tante altre furono le manifestazioni che programmò prima di chiudere l'attività nella cittadina e di cui però ho ricordi vaghi in quanto da tempo non avevo la residenza a Bagnara. Ricostruire il percorso di questo gruppo sarebbe molto interessante per sottolineare le grandi difficoltà di creare spazi, non intesi come come luoghi ma all'interno della società bagnarese. Società che fa sempre finta di accettare il nuovo e poi si rifugia nel suo stanco, consumato e ovattato tradizionalismo ottuso e fine a se stesso. Quanto scritto nella presentazione all'evento citato e sotto riportato, a distanza di ventuno anni è ancora purtroppo realtà, amara realtà di una società arroccata al clientelismo ed alla spinta massiccia che le famiglie e parentele numerose danno sempre i soliti nomi senza capire il danno che fanno a gestire la cosa pubblica, dimenticando che essa non è bottino di chi vince ma appartiene ai cittadini tutti. Ricordando con stima Carmelo Legato, autore del testo sotto riportato, professionista affermato purtroppo mancato prematuramente qualche tempo fa, l'invito è quello di leggere con attenzione e ricollocare al giorno d'oggi quanto egli scriveva più di venti anni fa.
Tra poco nella cittadina si voterà per scegliere tra la padella e la brace camuffando entrambe per amore spassionato, un amore falso ed ipocrita lontano da ideali e propositi veri di sviluppo ed emancipazione, che ha asfissiato ogni baluardo di espressione di libertà e che pensa solo a fare suo il bottino della vittoria mortificando e gabbando per l'ennesima volta il popolo sovrano. L'astensione è l'unico sistema per allontanare gli approfittatori dalla guida della cittadina. LIBERTA’ che NON vuol dire votare BIANCO o NERO ma ha un significato molto più importante, ovvero SOTTRARSI a quella scelta prescritta e cominciare a sognare un mondo a colori lontano dalle rassegnazioni di “chisti simu” e “simu a Bagnara”. di Gianni Saffioti - per Bagnara città d’arte e di cultura
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