ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE
I Florio
Un
commento molto esauriente sulla famiglia dei Florio, è quello
pubblicato sulla Gazzetta del Sud di Domenica 27 aprile 1986
firmato da Domenico Nunnari e del quale riporterò alcuni brani.
Dopo il disastroso terremoto che nel 1783 colpì la Calabria, da
Bagnara attivissimo centro marinaro in prossimità dello stretto
di Messina, partì verso Palermo la famiglia Florio.
Nella
capitale siciliana i Florio aprirono una drogheria, ma presto dai
modesti commerci passarono ad attività imprenditoriali fino a
diventare protagonisti assoluti della vita economica dellisola.
Per
oltre un secolo la dinastia dei Florio incarnò il sogno dellindustria
siciliana di poter competere e addirittura superare limprenditoria
settentrionale, ma già ai primi del 900 la battaglia era
persa.
Dei
Florio che pure fecero di Palermo una delle capitali del liberty
e che nelle loro sontuose dimore ospitarono quasi tutti i
regnanti europei della loro epoca e buona parte della migliore
aristocrazia internazionale, si è saputo sempre poco.
Il
mito, la leggenda, la straordinaria bellezza di donna Franca,
splendida animatrice mondana e culturale, amica di Dannunzio,
Leoncavallo, Caruso, hanno fatto quasi sempre parte di una
narrazione orale che si è tramandata fino ai tempi nostri, ma la
famiglia Florio con la sua storia emblematica come quelle dei
Buddenbrook, dei Krupp da anni aspetta il suo Thomas Mann e il
suo Luchino Visconti.
Leonardo
Sciascia ammette di aver sempre pensato di scrivere un racconto
sui Florio, magari su Donna Franca. ( Senza di lei - dice
Sciascia - la storia dei Florio sarebbe stata una storia
verghiana, solitaria e dolorosa, di accumulazione di sommessa e
inesorabile fatalità; con lei diventa una storia prostiana, di
splendida decadenza, di dolcezza del vivere, di affabile e
ineffabile fatalità).
Il
protagonismo mondano dei Florio è legato agli ultimi anni del
loro (tramonto dorato ), quando forse furono consapevoli della
loro progressiva uscita di scena dal mondo finanziario nazionale,
e svaniva il sogno di competere con la grande industria del nord.
In
un secolo la loro attività iniziata con un modesto negozio di (coloniali),
si espanse nel campo del grande commercio, della finanza, delle
assicurazioni fino alla creazione della più grande compagnia di
navigazione del paese con la (Florio e Rubattino). Lascesa
senza soste aveva visto la nascita della Fonderia Oretea, delle
industrie conserviere del tonno, delle cantine di Marsala dove si
produceva quel vino liquoroso ancora oggi unico e famoso nel
mondo.
Vincenzo,
il più famoso della famiglia dei Florio faceva parte del
consiglio di amministrazione della Banca Nazionale, fu presidente
della Camera di Commercio di Palermo e fondò il quotidiano (lOra)
chiamandovi alla direzione un famoso polemista dellepoca
Vincenzo Morello meglio conosciuto con lo pseudonimo di Rastignac.
Per
molti storici le fortune dei Florio toccarono lapice e più
tardi si dissolsero più per una colpa geografica che per altre
cause. LItalia post-unitaria si avvia infatti a divenire un
Paese industriale che non può avere due opposti poli di
sviluppo, per cui il declino fu inevitabile.
La
fama della famiglia di bagnaresi emigrati al di là dello stretto
di Messina è legata anche alla loro influenza sulla storia dellarte
in Sicilia e, negli ultimi anni del loro impero, ad una serie di
iniziative nel campo dellautomobilismo (Targa Florio),
della competizione aerea, delle gare nautiche.
Famosi
furono i loro ricevimenti negli splendidi palazzi costruiti dai
maggiori architetti di quel periodo e moltissimi gli aneddoti su
Donna Franca, alta, snella e ondeggiante come la ritrae Dannunzio
e capace di ben figurare quando riceve ospiti come Vittorio
Emanuele, il Kaiser e tutto il fior fiore del Gotha
internazionale. Con lei finisce letà dei Florio.
I
principali protagonisti del secolo doro dei Florio.
VINCENZO
FLORIO - Bagnara 1799 -Palermo 1868
IGNAZIO
FLORIO (figlio) - 1838 - 1891
DONNA
FRANCA FLORIO mito della bellezza della famiglia.
Vincenzo
Florio
Questa
breve biografia è tratta da un libro di Samuele Smiles dal
titolo Storia degli uomini, che dal nulla seppero
innalzarsi à più altri gradi in tutti i rami dell'umana attività,
e tradotto in italiano da Cesare Donati nel 1871. Tale
biografia è anche riportata nel libro Notizie storiche
di Bagnara Calabra del 1873 di Rosario Cardone. Il
testo è riportato conforme alloriginale senza alcuna
variazione.
Fu
uno dei più rari esempi di operosità commerciale fra glitaliani.
Nato
a Bagnara il 1800, fu trasportato piccino in Palermo presso i
suoi parenti droghieri.
Giunto
alletà di quindici anni si mostrava buono, amorevole,
grazioso, sveglio, perspicace, operoso, giusto, onesto.
Suo
zio, nel vederlo di sì bella indole, lo avvio alla mercantura.Coraggioso
comera, intraprese il primo viaggio per Genova, e di là se
ne andò a Londra, ove sistruì negli affari commerciali.
Conoscendo ivi che molti guadagni si potevano fare in
Palermo estendendo il commercio de coloniali, intraprese
tale negozio, e vi riuscì.
Di
poi si occupò sulla pesca de tonni, perfezionandone gli
stromenti, ed inventandone dei nuovi; ed insegnò pure a tener
conto delle parti del pesce, che pria si buttavano come inutili:
nel che riuscì con molto profitto.
Si
volse quindi allindustria dezolfi; diede opera alle
manifatture; fondò una banca; migliorò le macine; e impiantò
una fonderia del ferro atta a bisogni della navigazione a
vapore.
Imprese
la preparazione de vini Marsala, e per agevolare lo smercio
aprì depositi de suoi stessi vini a Castellammare, a
Vittoria, ad Alcamo, a Campobello, a Castelvetrano, e tanto ampliò
questo suo commercio, che ormai ragguaglia ben cinque milioni di
ducati di capitale.
Fattosi
armatore di bastimenti a vela pel traffico di Europa e di America
recava ivi i generi del suo vario commercio, del quale le arance
formavano la parte più notevole: tanto che la sua casa manda,
ogni anno, in Inghilterra, in Olanda, e in America non meno che
trenta a quaranta bastimenti carichi di questo genere.
Incalcolabili
sono i lucri che la operosità di Florio recò alluniversale.
Accorto e sagace non si tenne mai dallo spendere, e dal
rimetterci di propria tasca per far lavorare in casa ciò che
avrebbe potuto con minore spesa trarre da fuori.
Per
introdurre in patria una nuova industria non guardò mai il
sagrifizio proprio. In oggi quattromila famiglie hanno pane della
casa Florio.
Benedetto
dalle migliaia che beneficava in segreto; onorato in mille guise
con decorazioni, medaglie, premi, e con la nomina di Senatore del
Regno; stimato, riverito, e ben voluto da tutti, e ricordati
ovunque in Palermo e fuori la bontà dellanimo suo, lintegrità,
lesattezza, la puntualità e la perizia nel commercio; e
non avendo ereditato dallo zio che trecento mila lire circa,
lasciò non meno di sedici piroscafi, con una suppellettile
migliore che non sia quella di qualsisia società italiana, che
col rimanente delle sue proprietà e vistosi capitali, la sua
fortuna ammonterebbe a più che venti milioni di ducati; ne
mai ricchezza al mando poté dirsi di migliore acquisto della sua.
Chiuse la sua vita onorata e proficua a se ed agli altri il 1870,
e l Italia ancor piange la perdita di uno de suoi
figli migliori.
Cesare
Donati. Milano 1871
LUTET
riporta date di nascita e di morte del Florio diverse da quelle
sopra riportate.
Nasce
nel 1799. Muore nel 1868.
Lunico
episodio che può accomunare i Florio a Bagnara, ci viene
riportato dal Gioffrè nel suo libro La storia di Bagnara a
pagina 139, che riporto fedelmente.
Il
Comm. Florio di Palermo, figlio del Senatore Vincenzo, aveva
fatto costruire un nuovo piroscafo che intitolò al suo genitore,
e, volendo esprimere la sua riconoscenza per la città, comunicò
al sindaco Comm. Antonio Candido che aveva deciso di far venire
nelle acque di Bagnara il nuovo piroscafo, come attestato di
omaggio alla città che aveva dato i natali al suo illustre
genitore.
Il
sindaco ne informò il consiglio comunale nella riunione del 18
gennaio 1878. In quella stessa seduta, dietro proposta del
sindaco, i consiglieri del Comune, allunanimità,
stabilirono di offrire alla nave (Florio) una bandiera tricolore.
La notizia fu accolta entusiasticamente da tutta la cittadinanza: allarrivo della nave i cittadini, schierati lungo il lido, assistettero festanti a accompagnarono con una ovazione la consegna della bandiera da parte del sindaco al comandante della nave.