

DIEGO DE LEO
IL " BAGNAROTO " PIU' FAMOSO NEL MONDO.
IL MIGLIOR ARBITRO DI TUTTI I TEMPI
In questa foto assieme a Boniperti mentre
dirige la Juventus al Filadelfia di Torino nel 1950
DIEGO DE LEO 90 ma non li dimostra
DIEGO DE LEO IL FISCHIETTO DEI DUE MONDI
CHI È DIEGO DE LEO
Per conoscere la storia di Diego De Leo bisogna fare un salto nel passato e ricordare quella che fù la prima guerra mondiale.
Siamo nel primo decennio del 1900 quando lItalia del nord stava per essere invasa dai nemici austriaci. Il governo ordinò limmediato sgombro di interi paesi limitrofi al fiume Piave e cosi migliaia di persone furono sfollate e sistemate lungo tutta la penisola. Gli abitanti di Fossalta di Piave in provincia di Venezia arrivarono in provincia di Reggio Calabria ed alcune famiglie a Bagnara.
In una di queste famiglie sfollate cera una ragazza molto bella di nome Anna Maria, corteggiata da molti ragazzi bagnaresi. Lei si innamoro di uno di loro che la conquistò grazie alla passione per la chitarra. Cosi Anna Maria De Bortoli sposò Carmine De Leo dal quale ebbe sei figli, Vittorio, Adelina, Diego, Domenica, Mariuccia e Carmen. Tutti nati a Bagnara tranne il nostro protagonista che la sorte volle nascesse in veneto proprio nella regione di sua madre dove ella si era recata in visita ai parenti. Dunque Diego De Leo nasce nel 1920 a Zenson di Piave e non a Bagnara Calabra come tutti credono. Egli però vive la sua infanzia a Bagnara fino al 1930, anno in cui la famiglia si trasferisce definitivamente in Veneto per motivi di lavoro. Diego De Leo dopo aver conseguito il tesserino di allenatore va in guerra per 5 anni ed al suo ritorno decide di emigrare in argentina non riuscendo più a trovarsi in quella che era la nuova realtà italiana. Conserva ancora dei ricordi di quel primo periodo di emigrante argentino, un bellissimo quadro regalatogli da Romano Mussolini, ( famoso jazzista italiano) anchegli emigrato in argentina col quale si trovo per un breve periodo a fare il camionista. Avendo in tasca il tesserino di arbitro cominciò a farsi notare e cosi nasce quella oso definire una leggenda, una vita fantastica vissuta sempre ai vertici del calcio professionistico sempre a contatto con innumerevoli stelle del panorama sportivo e del cinema. Non si può in poco spazio elencare tutti i campioni del calcio e le stelle dello spettacolo che ha conosciuto, per farsi unidea bisognerebbe visitare la sua casa museo ed ammirare le migliaia di foto e leggere tutti gli articoli che i giornali di 4 continenti gli hanno dedicato. Tra gli appellativi più correnti citiamo: fischietto doro, miglior arbitro del mondo, professore, ecc.In tutto questo cè spazio anche per ricordare il suo rapporto con Bagnara, che è stato sempre eccellente e dove egli aveva una casa fino a poco tempo fa che frequentava nel periodo estivo. Egli dice testualmente ho girato il mondo e migliaia di spiagge, ma un mare come quello di Bagnara non si trova in nessun posto. Nipote del Generale Candeloro De Leo, ricorda suo zio, sindaco di Bagnara per 18 anni, con orgoglio ed ammirazione, ricordandone i momenti più belli passati insieme. Come ricorda con affetto tutti i suoi parenti e gli amici rimasti, uno in particolare: Rocco Annicchiarico, vecchio compagno di scuola. Per una breve biografia della sua vita lasciamo spazio a quanto lui scrive e pubblica nella presentazione del suo 17° libro Le regole del calcio che riportiamo a seguito.
Gianni Saffioti
Diego De Leo ha arbitrato per 30 anni. È quasi impossibile riassumere un'attività tanto vasta. Basterà segnalare che sono state più di 100 le gare fra squadre Nazionali, più di 200 quelle fra squadre di clubs impegnate in tornei Internazionali e oltre 1500 le gare dei rispettivi Campionati da lui dirette
La sua lunga carriera arbitrale si è divisa fra Europa, Nord-SudCentro-America y Caribe.
Gennaio 1946, poco più che venticinquenne è chiamato a dirigere gare del campionato Regionale Veneto.
Settembre 1948/Settembre 1949: De Leo decide di emigrare in Argentina. Trova subito un ingaggio alla Federazione locale (AFA) per dirigere gare dei Campionati Professionisti
Ottobre 1949/Dicembre 1950: la sua fama si diffonde rapidamente in Sud America; la Divisiòn Mayor del Futbol Colombiano (DIMAYOR) che in quegli anni aveva organizzato un campionato Professionistico non riconosciuto dalla FIFA con i migliori giocatori del mondo (Di Stefano, Nastor Rossi, Pedernera, solo per fare alcuni nomi) gli offre un ottimo contratto. Dirige in Colombia le più importanti partite di Campionato e forma la prima scuola ufficiale per arbitri a Bogotà.
In quell'occasione pubblica il suo primo opuscolo ragionato sulle Regole del Giuoco del Calcio.
Dicembre 1950. Rientra in Italia e, sull'onda della propria fama (anche la stampa nazionale si era molto occupata delle sue vicende arbitrali fuori dell'ordinario) è riammesso nei ruoli della Commissione Arbitri Nazionale (CAN). Arbitra subito nei campionati A-B e C dal Gennaio 1951 al Settembre 1954 risultando essere, per quella epoca, l'arbitro più giovane della serie A (30 anni..)
Settembre 1954 - non resiste al richiamo dell'avventure e cede alle pressioni della Federazione Metropolitana Calcio di Rio de Janeiro che gli offre un contratto mai visto per un arbitro, e dirige, da Professionista, gare del Campionato di Rio de Janeiro, e nei vari stati del Brasile.
Novembre 1955 - lo chiama la Federazione Peruviana di Calcio (P.P.F.). Arbitra partite del massimo Campionato Peruviano (Lima).
Nel 1957, sempre in Perù, dirige l'accademia arbitri della F.P.F., della quale si licenziano arbitri che poi sarebbero stati famosi, fra cui il nippo-peruviano Arturo Yamasaki (che poi avrebbe diretto la storica semifinale ai mondiali di "Mexico 70", fra Italia e Germania (4-3).
In quell'anno dirige partite del Campionato Sudamericano, oggi Coppa America, vinto dalla magica Argentina di Maschio, Angelillo e Sivori (il trio della faccia sporca)
Dicembre 1959 -è ingaggiato dalla Federazione del Cile. Qui fonda e dirige una scuola per arbitri Professionisti, in preparazione al Mondiale Cileno del 1962 e, arbitra anche importanti gare del massimo Campionato Cileno.
Ottobre 1961 firma un lungo contratto con la Federazione Mexicana (F.M.F.). In Mexico arbitra per 10 anni le più importanti gare della divisione Calcio Professionisti. Fonda e dirige l'Accademia per arbitri Professionisti della F.M.F.A..
Anche qui il punto di riferimento è costituito dell'incombenza di un doppio gravoso impegno di quella Federazione, le Olimpiadi di Calcio del 1968 e i mondiali del 1970.
Dal 1965 al1970 è responsabile della Commissione arbitri dalla Confederazione Calcistica del Nord, Centro America e Caribe (CONCACAF).
Nel 1967 è nominato membro del PANEL (gruppo degli esperti arbitrali della FIFA). Durante questo decennio è chiamato in molti paesi del Nord e Centro America per avviare la fondazione, di scuole per arbitri e per importanti conferenze tecniche.
Quale arbitro Internazionale designato dalla Federazione Mexicana dirige gare del torneo di calcio delle XIX Olimpiadi a Città del Mexico, e gli viene altresì assegnata la direzione della finale fra Ungheria e Bulgaria.
Nel novembre del 1968 dirige la gara Commemorativa fra il Brasile ed il Resto del Mondo a Rio de Janeiro; nel 1970 dirige RomaniaCecoslovacchia per i quarti di finale dei mondiali di Mexico aGuadalajara.
Giugno 1971; rientra in Italia, per fine contratto con la F.M.F.A. Poi, 1 a FIFA gli affida l'incarico di istruttore ufficiale, dell'allora Presidente Sir Stanley Rous, per i paesi della CONCACAF e del Sud America, nell'addestramento di arbitri, organizzazione di corsi e conferenze.
Per due anni che, era al servizio della FIFA, oltre a conferenze e corsi doveva anche dimostrare, sul terreno di gioco, nei campionati locali o Internazionali, quello che insegnava, cosa non sempre "facile".
Aprile 1973-; È nominato in Germania Responsabile della Promozione di ADIDAS per l'Italia, la multinazionale dello sport, lavoro di base, occupandosi anche delle Pubbliche Relazioni per i paesi Latinoamericani. Lo stesso anno viene riammesso nei ruoli dei Commissari speciali della Commissione arbitri Nazionale (CAN).
Dal 1973 al 1988 ha sempre collaborato con l'associazione Italiana Arbitri (AIA) per conferenze, dirigendo corsi per arbitri e Guardalinee; alcuni anche a Coverciano, centro tecnico della FIGC.
Per 2 anni viene chiamato quale Commissario straordinario della Commissione arbitri Regionale Veneta (CAR)- poi è nominato Presidente della Commissione per il Regolamento di Giuoco e Casistica.
In questo periodo ha diretto corsi per arbitri in vari paesi del Sud e Centro America, in Somalia, Israele; nell'ottobre 1988 ha diretto un supercorso a carattere Nazionale a Tripoli (Libia).
Continua nel frattempo la sua opera di Commissario speciale a disposizione della CAN in Italia; dal 1975 al 1991 per le partite di serie A e B. più per lo stesso motivo, per gare organizzate dall'UEFA e FIFA.
Nel 1984, il Presidente dello Stato Italiano Pertini gli concede l'onoreficenza di Commendatore della Repubblica, per acquisiti meriti Sportivi. Anteriormente in dicembre del 1974 era stato nominato "Cavaliere della Repubblica Italiana", e nel 1979 "Cavaliere Ufficiale" del Governo Italiano, sempre per meriti Sportivi.
De Leo è forse l'unico arbitro al mondo ad aver rappresentato, nella sua carriera arbitrale, 4 Federazioni quale arbitro Internazionale FIFA; (Colombia, Cile, Perù e Mexico), mantenendo sempre la sua nazionalità Italiana.
HA PRESENTATO IL SUO 17° LIBRO
SULLE REGOLE DEL CALCIO
..................................................... ..... . La copertina del suo ultimo libro..................................................
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Nela prima foto con Gianni Rivera.
Nella seconda con Jascin e Carlo Alberto nel 1968
Brasile Resto del mondo al Maracanà davanti a 173 mila
spettatori.

Con Pelè nel 1968