Cartolina del centro del paese prima del terremoto del 1908

Possiamo leggere questa vecchia cartolina precedente al terremoto del 1908 come una via di mezzo tra quello che era la città ancor prima del terremoto del 1783 e lo sviluppo scellerato fatto di abusivismo e violenza al territorio da subito dopo la seconda guerra mondiale e fino ai giorni nostri. del domani non c’è certezza e il progetto del Ferrarese che dava ordine alla città grida ancora vendetta.

Leggiamo quindi, nella foto, come a oltre 100 anni dal sisma del 1783 la parte più edificata è quella in basso a sinistra vicino alla rupe e quindi al vecchio borgo medioevale. In questa zona si notano due grandi coperture vicine che in realtà erano il tetto di un mercato ittico molto rinomato, frequentato anche da venditori forestieri, specialmente i cocciulari che arrivavano da Messina. Il nuovo certo che si comincia a sviluppare a mezzogiorno dalla rupe stessa attorno alla nuova abazia, più in basso e alla distanza di 500 metri circa da quella originaria distrutta dai fenomeni sismici del 1783.

A sinistra da ammirare la grande spiaggia, le barche per la pesca, qualche casa signorile di chi in anticipo aveva capito l’evoluzione delle cose, in fondo prima dei grandi giardini i depositi di legname.

La realtà paesaggistica della foto in questione dura pochissimo, circa 120 anni. Dopo il terremoto del 1908, la vita della cittadina, eludendo ogni tipo e forma di amore e interesse per il territorio, invade la parte bassa e la violenta brutalmente con abusivismo e occupazione di suolo pubblico creando progressivamente disagi sempre più gravi a chi ci vive. La popolazione del periodo della foto era di 11.150 abitanti, il regresso e il sottosviluppo sopra accennati ci portano oggi, dopo circa 110 anni, a 10.150 abitati, 1000 unità in meno per una speculazione edilizia almeno 10 volte maggiore alle norme.

Post Author: Gianni Saffioti