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ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE Bagnaroti nel mondo Rosario Stillo Prato 03 Ottobre 2008 Storia di un Bagnaroto che ha lasciato l’amato paese per seguire i genitori a causa della mancanza cronica di lavoro nel Sud. Mi chiamo Rosario , Rosario Stillo , figlio di Gregorio e di Iannì Carmela (meglio conosciuta come “Momma” la sarta); sono nato il 18 febbraio 1959 nel rione Marinella di Bagnara Calabra , in via Morin , 11. Nel 1967 tutta la famiglia si trasferì a Prato , in Toscana : padre , madre , le 2 sorelle (Carmela e Domenica ) , la nonna materna Domenica ( conosciuta come “Mica ‘a Nira” ) ed io , di soli 7 anni. Nonostante l’apparente miglioramento del tenore di vita , i buoni risultati a scuola , le ottime amicizie che avevo , fino a 18 anni mi sentivo il vuoto interiore ed era facile capire cosa mi mancava : Bagnara , con il suo mare , la sua spiaggia , il suo sole ; infatti non perdevo occasione per poter tornare alla Marinella dai miei cugini : quanti bagni , quante alzate alle 2 di notte per andare con il Conzo insieme a zio Melo Bagnato ed ai suoi figli ! Tra l’altro ricordo che per tanti anni sono stato famoso per un paio di episodi accaduti nelle uscite in barca : il primo è stato quando i pesci venivano presi a fila con gli ami della lenza , la prima volta che vidi ciò , chiesi a mio zio : “Zio guarda , bolle l’acqua “ e giù i miei cugini a riderci sopra ; un altro fu la prima volta (ripetutasi poi nel tempo ) che fui sgridato da Turi (figlio di zio Melo) per la mia poca esperienza nel destreggiarmi in barca : “ Ma cu ti barcau ‘ndi sta’ varca ?” : frasi storiche , che col passare del tempo mi avevano marchiato e non passava volta che i miei cugini si scordassero di quelle frasi per beffeggiarmi!!!!!! Gli anni sono passati e io inizio all’età di 20 anni a lavorare in fabbrica , lo stesso anno partii per il servizio militare ( svolto a Vacile di Spilimbergo – Friuli) , nello stesso periodo , per ottenere le licenze previste , feci il concorso per entrare in Ferrovia come conduttore : fu una fortuna , perché a distanza di 6 anni (nel 1986) , venni assunto nel compartimento di Firenze ; appena in tempo , perché a distanza di 2 anni da quella data , la fabbrica dove lavoravo venne chiusa per una delle tante crisi del settore tessile . Nel 1991 divento Capotreno , esperienza lavorativa segnata dal brutto incidente vissuto sul Treno Pendolino “Botticelli” che si ribaltò nella stazione di Piacenza il 12 gennaio del 1997 : io ero il Capotreno….L’anno scorso (2007) ho avuto un altro avanzamento di carriera : adesso sono Professional (l’ex Capo Personale Viaggiante) in Trenitalia . il mio lavoro si svolge nella stazione di Firenze Santa Maria Novella e si tratta in pratica di controllare , con il PC , l’andamento dei treni , ed in caso di ritardo , organizzare le squadre in modo che i treni partano in orario. Attualmente abito a Prato con la mia nuova compagna (Natalia) anche Lei emigrata dalla propria terra , la Sardegna , anche se per motivi di studio almeno inizialmente: ciò che mi ha sorpreso in Lei è stato vederla così felice ed entusiasta di Bagnara : infatti questa estate per la prima volta abbiamo trascorso le nostre ferie nel mio amato paese: non pensavo si trovasse così bene , sia come ambiente sia come ospitalità !!! Infatti abbiamo deciso che da ora in poi per le ferie , lei andrà a Bagnara , ed io in Sardegna (altra Terra stupenda ) : naturalmente sto scherzando…… Prato , grande città industriale tessile , III città per popolazione del centro Italia ,dopo Roma e Firenze, conosciuta a livello mondiale per le sue bellissime stoffe : purtroppo la crisi , che c’è a tutt’oggi a livello mondiale , l’ha colpita in modo molto serio ed i vecchi meccanismi che le avevano permesso di risollevarsi da tutte le crisi precedenti , sembrano non funzionare : ricordo che da ragazzino in ogni via si sentiva il rumore dei telai che creavano stoffe a non finire ; per capire meglio come fosse il Pratese tessitore c’era un detto “ C’è crisi quando lavori solo per 12 ore al giorno “ : gente abituata a lavorare , in tempo di maggior lavoro , anche per 18 ore di filato , gente che accanto alla casa si costruiva il magazzino per i telai , per non andare avanti ed indietro e quindi risparmiare tempo utile al lavoro . Tutti lavoravano , la famiglia intera compresi i bambini , che dopo i compiti facevano i “cannelli” per le spole dei telai , e tutti ai telai!!! Adesso non è più così , Prato è invasa da extracomunitari (in primis Cinesi ) che piano stanno scavando nel tessuto sociale della città e , purtroppo , la stanno cambiando : basta percorrere la ormai famosa Via Pistoiese , che una persona si chieda veramente dove si trovi : insegne dei negozi in cinese , per strada solo cinesi , ecc….Ci sono anche moltissimi altri asiatici , a cominciare dai Pakistani , Indiani ,e naturalmente tantissimi Albanesi e Rumeni : ma questi ultimi due si stanno integrando nella città e non è raro trovare ditte edili create da loro . Purtroppo i Cinesi sono un popolo chiuso , sono poco socievoli , e non passa giorno che i giornali locali non diano notizie di arresti di cinesi ,trovati ad effettuare il mestiere di medico , di ginecologa , ecc…. Sono convinto che continuando di questo passo , tra una quindicina di anni saranno loro a comandare noi Italiani con le loro leggi , perché , credetemi , stanno spuntando e progredendo come pochi altri popoli . Torniamo alla presentazione di Prato : città tipicamente Medievale , nata intorno all’anno 1000 d.C. , legata nel bene e nel male con le vicine Firenze e Pistoia ; già nel Medioevo sviluppò un commercio con lontane terre tant’è che l’inventore della cambiale è stato un Pratese : Francesco Datini. Di quel periodo di enormi ricchezze sono rimasti molti esempi tra i monumenti nel centro città : il Duomo , Palazzo Pretorio , il castello dell’Imperatore , e tantissime chiese antiche , una più bella dell’altra . Il centro storico di Prato è ancora oggi cinta dalle mura medievali erette a difesa del luogo ,con numerose porte ancora esistenti e ben conservate : Porta Pistoiese (l’ingresso dalla parte di Pistoia ) , Porta Santa Trinità , Porta Fiorentina ,ecc… Non è difficile a Prato alzare lo sguardo , oppure fare una passeggiata sul muraglione del Castello dell’Imperatore per scorgere nel paesaggio tantissime ciminiere , che con la loro presenza fanno le sentinelle di ciò che Prato è stata nei secoli : una grandissima Città , laboriosa , intelligente ed accogliente con tutti quelli (compreso Me ) che avevano ed hanno voglia di lavorare : ma cosa succederà quando il lavoro non ci sarà più? Ho cercato attraverso le foto allegate , di far capire cosa era Prato , cosa è Prato , ma non quello che forse sarà (?) R.Stillo
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