ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE
LE BAGNAROTE E IL CONTRABBANDO
Il
mare sembra un lago tranquillo, la sera, quando è circondato
dalla corona di luci delle coste che quasi si congiungono
all'imbocco dello Stretto. La nave-traghetto va e viene, scivola
lentamente, scossa dal fremito uguale e persistente delle
macchine, e si lascia dietro una lunga e bassa scia di fumo che
si allarga sempre più fino a diventare un velo di nuvola. Le
donne siedono in circolo sui sacchi coprendoli con le loro vesti
lunghe ed ampie, in un angolo buio, tra le file dei carri che la
nave ha imbarcato, e seguono sonnolente il fruscio dell'acqua
lungo i fianchi della nave, la fascia di schiuma che essa si
lascia dietro. Vanno e vengono anche loro, finché la notte le
disperde ognuna verso il proprio paese.
-
Non dormire, Grazia, - dice una.
-
Lasciami in pace: ci porti scalogna con la tua paura.
Vanno
e vengono le donne, occhi scuri e profondi, grandi piedi nudi e
screpolati.
-
Parla piano, megera.
-
Se Dio vuole, qui non ci disturba nessuno.
-
A mare lo butterei questo sale, se penso ai quattro soldi che ci
guadagno.
-
E chi ti prega di venire?
-
Fa'come me: risparmia sul biglietto.
La
grande ombra della nave bassa e piatta scorre lentamente sul mare:
le donne spiano attraverso le ruote dei carri, trascinando i loro
sacchi da un angolo buio ad un altro angolo buio e si parlano con
brevi gesti, con la luce negli occhi ed il bianco del volto che
appare all'improvviso.
-
Che tartaruga è questa nave! Bruno passa la notte ad aspettarmi.
-
Anche in questo ci troverei gusto. E almeno varrebbe a qualcosa
questa fatica. Per me è arrivato il tempo delle pedate. Grazia
sorride.
-
E' l'estate che ti fa venire questa smania? - chiese un'altra.
Anche
se il mare non fa un'onda o un'increspatura, la nave ora comincia
a dondolare lievemente perché incontra le correnti dello
Stretto, e l'orizzonte sale e scende come un'altalena.
-E
Caterina che fine ha fatto?
-Si
prende il fresco in prigione.
-Con
una lingua così lunga, non so come ha fatto a non andarci già
da un pezzo.
Portano
calze di lana che vanno dalla caviglia fin sotto il ginocchio,
lasciando scoperti i piedi forti e affaticati. Gira il fuso
sospeso nell'aria come un grosso ragno che allunga il suo filo e
le punte delle dita si muovono come ad un tempo di musica.
-Al
primo figlio ti faccio un corpetto di lana.
-Aspetta
a pensarci che prima sia sposata.
-Col
sale che porti, non ci metti niente a farti la dote e ridono
insieme.
-
lo non ci penso mai, - dice Grazia tanto, pensandoci non si
risolve niente.
Ora
le mani riposano sul grembo e la donna cerca nel volto di Grazia,
bello e allegro, un ricordo della propria giovinezza. Le
costellazioni si inseguono sulla nave e il Faro accarezza ad
intervalli la superficie dell'acqua con un rapido fascio di luce.
E
allora la punta di una scarpa tocca il sacco su cui una donna è
seduta e si accende una lampadina tascabile e una voce d'uomo
scompiglia il gruppo.
-
Che portate?
-
Gesù e Maria! M'avete spaventato.
-Fammi
vedere questo sacco.
-E'
sale per la mia casa.
-Ah,
sì? E voialtre su che cosa state facendo l'uovo?
-E'
la prima volta. Ne fate passare tante.
-Donne
della malora! Avete impestato la Sicilia.
-
Per una volta che l'abbiamo fatto.
-Bella
faccia. Rubate allo Stato dalla mattina alla sera.
-Quattro
soldi di sale, signorino. E' una fatica per niente.
-Vorrei
vederteli in tasca, se sono quattro soldi.
-Sulla
vita dei miei figli.
-Ne
parliamo allo sbarco.
La
lampadina si accende e le fruga nel viso, sui fianchi, sulle
gambe. Si ferma più a lungo su Grazia e le fa gli occhi
abbaglianti.
-
Ve la caverete con poco, se ci rimetterete tutto quello che avete
guadagnato in un anno.
-
Lasciate che lo buttiamo in mare, per una volta che ci è
capitato di portarlo, - implorano.
-
Sarebbe comodo, sarebbe fatica per nulla. Vale per tutte le volte
che l'avete passata liscia.
L'uomo
si siede in mezzo a loro.
-
A momenti ci siamo, - dice. - Sarei a letto a quest'ora, se non
fosse per voi.
Brilla
il fuoco di una sigaretta e si riflette sul lucido cuoio nero
della fondina.
-
E chi non paga, stanotte se la mangiano le cimici, - aggiunge
volgendo lo sguardo attorno. - Non volete capirlo che ormai è
finito il bel tempo ? Con la guerra, per amore o per forza si
chiudevano tutt'e due gli occhi.
Una
si mette a singhiozzare.
-
Hai voglia di fare la commedia.
-
Ma come volete che paghiamo, se non abbiamo denaro?
La
lampadina si solleva di nuovo e Grazia chiude gli occhi e gira il
volto.
-
E finitela!
-
Quanto ci vuole per arrivare ?
"
Vai piano ", pensano le donne " vai piano, Madonna mia
".
-
Per i nostri figli lo facciamo. Con tutto il rispetto, anche
vostra madre lo avrebbe fatto per voi.
-E
allora non c'è differenza fra una troia e una donna onesta ?
Oneste
siamo, signorino. Ma come facciamo se non abbiamo denaro? In
prigione dobbiamo andare?
L'uomo
si accarezza i piccoli baffi neri e inghiotte saliva.
-Bene,
- dice - venite a parlare col comandante.
-E
dov'è il comandante? Quella che piangeva ora si asciuga le
lacrime.
-Forse
qualcosa con lui si può fare ?
Non
c'importa del sale, possiamo buttarlo. - Due donne si alzano
insieme.
-
No, - dice l'uomo. - Basta che venga una.
Allora
la più anziana respira profondamente e accenna un sorriso:
-Grazia,
vai tu a parlare col comandante.
-Io?
E perché?
-E
che ti pare, che non devi andarci lo stesso se ti portano in
prigione?
Le
donne tornano a sedersi. Solo Grazia rimane in piedi.
-
E muoviti allora, che gli dico io una buona parola se vieni con
me.
-
Vai, vai, - dicono le donne, e nascondono anche il suo sacco
sotto le loro vesti.
Va
bene, - dice la ragazza, e si allontana con lui. E appena a due
passi, le mette una mano sulla spalla e poi scende e le fruga nel
petto.
-
Bella, le dice, parlandole con la bocca sull'orecchio. E lei si
addossa con le spalle ad una parete e gli si offre.
-
Venite, - gli dice, - mettiamoci qui.
Il
porto non dev'essere lontano, perché ora la sirena della nave fa
sentire il suo urlo.
"
Vai piano ", pensano le donne " vai piano, Madonna mia
".
Raconto di Sascia Villari
p.1953.
Il mare sembra un lago tranquillo, la sera, quando è circondato dalla corona di luci delle
SASCIA V1LLARI