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ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE Alcune note di documentazione sulla provenienza dei 15 marinai morti il 24 maggio 1927 di Gianni Saffioti
Nonostante non sia il mio mestiere, cercherò di chiarire alcuni concetti molto elementari che riguardano la società bagnarese nel periodo della tragedia, considerato che ancora c'è gente che ha opinioni nostalgiche e romantiche della situazione pensando che pesca sia sinonimo del rione Marinella solamente e nel resto del paese la pesca non esistesse assolutamente. Niente di più sbagliato. Diciamo subito che il rione Marinella si è sviluppato solo dopo la seconda guerra mondiale e che il vero rione dei pescatori era il rione Canneto che in quella tragedia ebbe più morti, ben sei e tutti della stessa famiglia e coi cognomi ancor oggi caratteristici di quel rione: Foti e Savoia. La pesca con la palamatara aveva bisogno di MARINAI forti e non di PESCATORI, in quanto ci voleva forza e costanza per tirare le pesanti reti. Quindi la sera le palamatare erano si guidate da due pescatori esperti come il capobarca, ma il resto della ciurma erano marinai che di giorno facevano altri mestieri come il muratore o il boscaiolo. I padroni delle palamatare erano quasi esclusivamente tutti signorotti del paese, tranne poche eccezioni, tra di loro troviamo i De Leo, i Gioffrè i Patamia, ecc. che poco hanno da spartire con il rione MARINELLA. Un boscaiolo di Porelli che perì quella notte era nominato PISCIAPANARA, il giovane CARMINI era un muratore del rione Valletta come pure CORNU RORU. La famiglia dei NENNA che perse due uomini era del rione MARINELLA, ma la maggioranza dei morti era del centro della cittadina. Se, come si usava una volta nelle situazioni d'emergenza, venne portata in riva al mare la Madonna di Portosalvo, e per due motivi, il primo perchè quell' immagine sacra era stata donata a quel rione per un evento simile conclusosi positivamente e poi perchè sinceramente tutte la altre chiese si trovano molto distanti dal mare ed in altura. Diciamo ancora che la tempesta si concentrò verso la Marinella, mentre a Favazzina il mare era liscio come l'olio per un fattore prettamente geografico dovuto all'influsso negativo della costiera che non permette alle onde di rompersi e perdere la loro potenza ma le rifrange e le ributta ancora molto potenti sul vicino rione. Questo fenomeno è stato a monte della sciagura che tutti ricordiamo del 31 dicembre 1979 che distrusse la parte sud di Marinella e la strada sotto Marturano. Riepilogando quindi 1)non è vero che morirono pescatori: morirono marinai 2) non è vero che erano tutti di Marinella, la maggior parte era del centro della cittadina 3) il rione dei pescatori all'epoca era il rione Canneto e non quello di Marinella. Ecco quindi perchè la piazza ex lido; perchè riunisce tutti al centro del paese e con loro tutti i sacrifici degli altri maestri artigiani della cittadina, che come sottolinea il dott. Puntillo, furono locomotiva trainante dell'economia del paese e mai riconosciuti per quanto hanno dato. A tutti loro è degno dedicate quella piazza che era al centro del progetto del Ferrarese, per la ricostruzione della cittadina dopo il terremoto del 1783.
Scusate l'intromissione me è stato solo per fare chiarezza e non per voler dimostrare altro.
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