ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO BAGNARESE
Gli anni sessanta al rione Valetta
- La vita sul corso V. Emanule II -
Collezione privata " Calabrò "
Vietato duplicare ed esporre senza autorizzazione

Il corso V. Emanuele II all'ncrocio con via SS. Pietro e Paolo.
A destra prima della casa Carati L'inferriata delle scuole elementari.
Si scorge a delimitare il Corso un casone che fungeva da segheria e poi la vecchia illuminazione.
Gli immancabili bambini in strada.

La bottega di generi alimentari Saffioti Savastano sull'incrocio
fra il corso e la via SS. Pietro e Paolo, lato mare.

Dalla parte opposta alla bottega sopra citata
c'era la sartoria di Francesco Versace, nella foto
con suo fratello Rosario mentre cuciono dei vestiti.
Quando il bel tempo lo permetteva, qualsiasi tipo di lavoro
veniva svolto sull'uscio, a contatto con la vita che si svolgeva in strada.

Cummari Mela portava ogni giorno in giro le capre
e le mungeva davanti ad ogni casa.
All'epoca non esisteva il latte pastorizzato.
Nella foto un ragazzo assiste alla mungitura.

All'incrocio tra il Corso e via Adelaide, meglio conosciuta
come " a vineia ri coppulari" c'era una bottega di frutta e verdura.
Nella foto, vestita in nero mentre mangia un gelato" a Firra"
proprietaria della bottega.

Seduta sulla soglia come era d'uso in quel tempo,
una signora ricama col "Tilaro" strumento oramai
sparito dalla quotidianetà bagnarese.

Era comunissimo vedere a qualsiasi ora del giorno,
femmine con in testa coffe da trasportare nel depositi.
Il Rione Valletta era il più prolifico sia per la costuzione delle ceste
che per la lavorazione del legno che si svolgeva nelle segherie.

Sempre in via Adelaide una signora chiaramente in posa
finge di "ntramare una cesta".

Ed eccoli quì gli immancabili bambini gioiosi che giocano in strada.
Sullo sfondo dopo la fiat 600, l'edicola Saffioti da poco ristrutturata.
L'edicola prima era di legno ed ottagonale, poi fu costruita di cemento armato.

La costruzione del muretto di protezione dalla "via marina"
viale Filippo Turati.

Contemporaneamente alla costruzione del muretto
furono costruite le prime dighe a protezione dei marosi
e cosi cominciò la lenta agonia della spiaggia Bagnarese
che da bella larga e sabbiosa, oggi e sempre più stretta, brutta sporca
e confusionata dalle orribili dighe che da allora sono sempre state
ristrutturate e rinforzate, distrugendo la bellezza paesagistica della costa.
E cosi come l'abusivismo ha soffocato e distrutto il paese,
le dighe contribuiscono in quella che si può definire una gara a chi abbruttisce di più.
E dall'epoca di queste foto ad oggi tutti coloro che hanno gareggiato, amministratori e non,
chi più e chi meno, tutti hanno vinto la loro battaglia.
Queste foto fanno parte di un filmato che presto verrà proposto al publico
dall' associazione "Capo Marturano".
filmato di assoluto valore storico dove troviamo una Bagnara crtamente più
bella e più sana.